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Fate attenzione alle indicazioni che riporterò qua sotto!!!
(le storie che vengono postate, anche se spinte, non sono reali e nessuno è obbligato a leggerle quindi se deciderete di farlo e ne rimarrete sconvolti gli amministratori del blog non ne avranno nessuna colpa in quanto hanno avvisato i lettori)

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Tratta/Fandom: i protagonisti della storia e le rispettive coppie se d'amore.

Tipo/Genre: tipo di Fanfiction, i tipi sono molto semplici e tutti possono capire senza quei PG-NG bla bla che io personalmente trovo molto incasinati^^

Crack (ironico quasi demenziale^^)
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Natural Love (amore semplice, per tutti i lettori)
Yaoi (amore omosessuale (tra due uomini))
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ecc...(in costruzione)

ogni tipo di fic avrà a lato una descrizione

(scene semplici, contenuti normali) Storia adatta a tutti, ma attenzione al Tipo di storia (per esempio una Yaoi o Yuri anche se adatta a tutte potrebbe comunque avere scene di baci o altro che non tutti gradiscono)

(scene esplicite, contenuti espliciti) adatta ad un pubblico adulto o consapevo che la storia avrà delle parti esplicite e non adatti a tutti.

(scese esplicite, contenuti molto espliciti) adatta ad un pubblico adulto o consapevole che quello che leggerà avrà sicuramente scene forti e non adatte a tutti.

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grazie per l'attenzione e buona lettura
Masayume e Marieluna

FANFICTION FANTASY

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verranno inseriti i credits opportuni.
Spero che questo nuovo blog vi piaccia e possiate divertivi.
baci

Masayume

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tutte le storie sono frutto della fantasia delle scrittrici / scrittori, quindi non contengono fatti realmente accaduti a parte diverse descrizioni delle stesse autrici/autori.
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Masayume e Marieluna

martedì 15 settembre 2009

Hanchul Compatibile


Autrice: Merill
Tratta: Super Junior
Tipo: Love Yaoi (scene semplici, contenuti normali)



Prologo


Erano le sette di mattina, credo. Ero ancora a letto con gli occhi chiusi dato che non avevo nessun impegno di lavoro imminente quel giorno. Nonostante questo non riuscivo ad essere tranquillo. Provavo una sensazione strana già da un po’, ma ero troppo pigro per aprire gli occhi. I minuti passavano, ma la strana sensazione non faceva che aumentare sempre più.
Finalmente decisi di aprire gli occhi. Davanti a me c’era Heechul che mi fissava con i suoi occhi color pece. Scandalizzato, mi rizzai a sedere sul letto guardandolo torvo. Lui sembrava non farci caso.
-Heechul cosa c’è?- provai a chiedere nonostante il mio crescente imbarazzo.
Lui per tutta risposta mi lanciò un’occhiata stizzita, quasi arrabbiata nei miei confronti e uscì dalla stanza lasciando dietro di sé la porta spalancata.
Io rimasi ad osservare l’uscio della porta con gli occhi sbarrati nonostante Heechul fosse già lontano.
Poco dopo decisi di lasciar perdere. “Infondo Heechul è sempre complicato da comprendere” pensai alzandomi dal letto e cominciando a vestirmi.
Mi trascinai lentamente in cucina, ancora sbadigliando per il sonno. Guardai l’orario annoiato e iniziai a prepararmi distrattamente la colazione.
Quando mi sedetti al tavolo, nella casa regnava il silenzio più assoluto. Erano già le otto e gli altri sicuramente erano già a lavoro. Ero completamente solo. Eppure..
C’era qualcosa che non quadrava. La strana sensazione di poco prima si stava gradualmente ripresentando e non potevo che esserne seccato. Lentamente voltai il capo e in quello stesso momento la mia bocca si spalancò per la sorpresa. Gli occhi nerissimi di Heechul sbucavano da dietro il divano e mi fissavano con un’espressione torva.
-Heechul… Hai qualcosa da dirmi?- mi azzardai a chiedere sotto quello sguardo indagatore.
Nuovamente lui assunse un’espressione annoiata e si alzò dal divano cercando di andar via come aveva fatto poco prima. Ma questa volta non gliel’avrei fatta passare liscia. Mi alzai e con uno scatto afferrai il suo maglione bianco. Lui rimase immobile e non accennò neanche a voltarsi per guardarmi negli occhi.
-Heechul mi dici cosa desideri?-
Lui sospirò, ma continuò a rimanere silenzioso. Cercai di farlo voltare ma lui opponeva resistenza.
-Non ho niente. Vado a lavoro.- mi disse finalmente senza degnarmi di uno sguardo.
Sorpreso allentai la presa sul suo maglione e lui riuscì a divincolarsi ed ad allontanarsi da me velocemente. Qualche minuto dopo sentii la porta d’ingresso sbattere.
Mi chiedevo cosa gli fosse successo, rattristato da quel suo strano comportamento. Il giorno prima non avevamo avuto nessun problema. Avevamo parlato, giocato e scherzato come sempre. Perché oggi il suo comportamento era cambiato così repentinamente?
Tornai nuovamente alla mia colazione ormai ghiacciata, ma con molto meno entusiasmo di prima. Litigare con Heechul per me è sempre stato un motivo di grande sofferenza. Portando alle labbra quel piccolo chicco di riso sperai che, tornando da lavoro, l’umore di Heechul sarebbe migliorato.


1 capitolo

Hankyung era ai fornelli intento a cucinare la cena per me e lui. Canticchiava qualcosa sottovoce, ma non riuscivo a riconoscere precisamente che canzone fosse. I suoi movimenti erano veloci e precisi. Hankyung sa il fatto suo. Un ingrediente, poi l’altro poi un altro ancora. Li mescola con cura quasi maniacale. Adora cucinare e vi si dedica sempre con passione.
E io?
Io ero seduto al tavolo e sorseggiavo distrattamente della coca-cola mentre con l’altra mano giocherellavo con il ciondolo per il cellulare che avevo ricevuto poco prima dalle fan.
Ah, forse in confronto a quell’Hankyung così serio e preciso nelle sue cose, io sono sempre stato un buono a nulla. Sicuramente non so cucinare. Ci avrò provato due o tre volte, ma ogni volta ho combinato qualche pasticcio. Ci rinuncio, mi sono detto. Forse non ci ho messo neanche molto impegno. Forse avrei potuto fare di meglio, se solo mi fossi concentrato di più, ma come al solito mi stanco presto delle cose.
-Heechul, è pronto.- mi disse versando accuratamente il contenuto della pentola nei piatti.
-Sono già seduto, non vedi?- risposi sgarbatamente.
Ero nervoso. Si, sono anche molto lunatico, lo so.
Hankyung mi guardò rattristato, ma comunque mi porse il piatto da quale proveniva un ottimo profumo. Dopo pochi secondi, ero già mortificato di ciò che avevo fatto, ma non mi andava di scusarmi. Mi sarei imbarazzato troppo.
Quel giorno eravamo soli nel dormitorio. Jay dei TRAX era in tournee e Kibum era come al solito indaffaratissimo con le riprese per il drama.
-%”&#@*!-
-Hankyung… NON CAPISCO IL CINESE!-
-Ops, scusami Chul. Non me ne sono accorto!-
Bugiardo. Lo aveva fatto apposta per vendicarsi della mia scortesia di poco prima. Rimasi in silenzio fingendo di non esserne interessato. Poi all’improvviso sollevai la testa e con voce isterica dissi:
-CHE HAI DETTO?-
-Eh, non è mica così semplice saperlo.-
-Hankyung, non puoi farmi questo!- piagnucolai facendogli gli occhi dolci.
Lui rise sommessamente e scosse la testa divertito.
-Kyung… Mi fidavo di te!- mi lagnai.
-Niente da fare, non mi compri con quegli occhioni neri.- ribadì testardo.
-Va bene…- mormorai e ripresi a mangiare.
Dopo avermi squadrato intensamente per qualche secondo, che sembrò infinito, riprese anche lui a mangiare con calma.
Io lo osservavo di nascosto. Non poteva pensare che vincere contro di me fosse così semplice.
Dopo aver portato nuovamente le bacchette alle labbra per inghiottire un altro grosso boccone, mi alzai di scatto e corsi alle sue spalle. Prima che lui potesse sottopormi ad una delle sue micidiali mosse, cominciai a fargli il solletico. Immediatamente lui cominciò a contorcersi a causa delle risate mentre mi implorava di smetterla.
Dopo un’ardua battaglia di solletico ci ritrovammo a terra esausti e abbracciati. Le nostre battaglie erano sempre molto “combattute”.
-Hankyung…- mormorai con ancora il sorriso stampato sulle labbra.
-Dimmi.- mi rispose lui con gli occhi chiusi e un’espressione serena sul volto.
-Mi perdoni per il mio essere scortese?-
Lui rise divertito e inizialmente scosse la testa, poi, vedendo la mia espressione dispiaciuta, mi abbracciò ancora più stretto.
-Certo che si, Chul. Non so essere arrabbiato con te.-


2 capitolo


Nei giorni successivi notai che Hankyung era strano. Bé, infondo anche io lo sono, ma per me è sempre stato così. Lui invece era molto diverso dal solito. Sembrava distratto e sempre con la testa fra le nuvole. Gli era successo qualcosa? Aveva litigato con qualcuno del gruppo? Oppure…
… era stato violentato da qualcuno?!
No, no… non era possibile, me lo avrebbe detto.
Iniziai ad osservarlo con più attenzione. Avrei analizzato meticolosamente ogni sua azione e parola per cercare di comprendere cosa potesse essergli capitato.
Ero a pochi centimetri di distanza dal suo volto. Lui dormiva ma sul suo viso notavo un’espressione abbastanza turbata. Dopo qualche minuto, lui aprì gli occhi e si mise subito a sedere sul letto vedendomi lì davanti a lui. Chissà cosa lo turbava mentre dormiva…
Mi alzai in piedi e mi allontanai diretto alla mia camera mentre continuavo a riflettere su questo. Sentii la voce di Hankyung che mi parlava ma la ignorai, troppo occupato nel pensare.
Dopo aver preparato la borsa con tutte le cose utili per la giornata lavorativa, decisi di andare in cucina per verificare se Hankyung stesse già facendo colazione e magari continuare la mia attenta osservazione.
Giunto in cucina, notai che Hankyung sedeva al tavolo e consumava la sua colazione con lo sguardo perso nel vuoto. Subito mi avvicinai con passo furtivo e mi appostai dietro il divano lasciando che solo i miei occhi uscissero fuori per sbirciarlo.
Lui portava alla bocca pochi chicchi alla volta mentre sembra riflettere su qualcosa di complicato. Le sue sopracciglia erano leggermente aggrottate e gli occhi pieni di sconcerto.
“Hankyung, che ti hanno fatto?! Ti vendicherò io!!” pensai spavaldo.
In quello stesso momento quasi non mi resi conto che Hankyung si era voltato nella mia direzione e mi fissava a bocca aperta. Gli dava fastidio la mia presenza? Gli facevo questo effetto?
Mi alzai in piedi e cercai di raggiungere nuovamente la mia camera mentre rimuginavo su questa cosa, ma Hankyung fu più veloce di me. Si alzò in fretta e mi corse incontro afferrando un lembo del mio maglione bianco preferito per fermarmi. Rimasi immobile. Non mi andava di voltarmi e guardarlo negli occhi. Si, quegli occhi pieni di turbamento e indecisione. Quegli occhi menzogneri che mi nascondevano qualcosa.
-Heechul, mi dici cosa desideri?-
Cosa desideravo? Che lui fosse sincero con me. Che la smettesse ti tenermi segrete le cose. Che riuscisse una volta per tutte a fidarsi di me. Che mi considerasse almeno un po’. Che…
Sospirai rassegnato. Mi sentivo soltanto uno stupido illuso. E lui era la mia illusione più grande.
Cercò di farmi girare ponendomi la mano destra sulla mia spalla, ma non imprimeva molta forza in quel gesto per non farmi del male, perciò non otteneva alcun risultato. Inoltre la mia volontà era ferrea, non sarebbe stato semplice farmi cambiare idea.
-Non ho niente. Vado a lavoro.- gli dissi stanco di quella farsa.
Se non voleva parlare con me, non lo avrei fatto neanche io. Era una questione di principio.
Lui sorpreso allentò la presa sul mio maglione e questo mi diede l’opportunità di allontanarmi da lui. Mentre mi dirigevo rapidamente e rabbiosamente verso la mia camera, notai con disappunto che lui non fece assolutamente nulla per fermarmi, per impedire che io andassi via.
Presi in fretta le mie chiavi e la borsa che avevo preparato e uscii dall’appartamento sbattendo la pota alle mie spalle. Sperai che al mio ritorno Hankyung avrebbe deciso di essere sincero con me.


3 capitolo


Mentre sedevo nell’auto della mia agenzia, guardavo attraverso il finestrino il panorama che scorreva veloce come i miei pensieri.
Mi chiedevo se io fossi stato troppo severo e drastico nei confronti di Hankyung. Infondo, forse aspettava che fossi io a chiedergli cosa gli stesse succedendo o a cosa stesse pensando. Forse ero stato egoista nel decidere di trattarlo con tale freddezza aspettando che fosse lui a cambiare le cose. O, forse, avevo fatto la cosa giusta che gli avrebbe finalmente fatto comprendere le mie emozioni confuse.
Quel giorno avevo molti impegni ma non sentivo né entusiasmo né voglia di portarli a termine. Ero svogliato. Avrei di gran lunga preferito rimanere a casa ad ascoltare musica o a vedere la televisione. Ma questo non era possibile, il lavoro è lavoro.
Arrivammo alla sede dove a breve avrei dovuto registrare un programma. Respirai profondamente, indossai gli occhiali da sole scuri e cercai di sorridere. Davanti agli altri dovevo rimanere l’Heechul allegro e solare.
Sceso dall’auto mi avviai all’interno dello studio affollato.
-Ah, Heechul!!-
Questa voce mi era molto familiare e mi fece voltare istantaneamente nella direzione da cui proveniva.
Siwon! Siwon era proprio lì davanti a me che mi si avvicinava salutando contento.
Ho sempre ammirato Siwon. Alto, slanciato e muscoloso, con quegli occhi leggermente a mandorla e quella bocca così perfetta e… bé, è uno dei pochi che riesce ad avvicinarsi alla mia esorbitante bellezza. Forse questo è uno dei motivi per cui lo ammiro.
-Siwon, ciao! Cosa ci fai qui?-gli domandai continuando ad analizzare il suo fisico a me già noto.
Lui notò la direzione del mio sguardo e ponendo una mano sotto il mio mento, mi sollevò la testa in modo che potessi guardarlo negli occhi. Vedendo la mia espressione imbarazzata, sorrise dolcemente.
-Uhm, sono qui per registrare un programma. Tra poco dovrebbe arrivare anche Yesung. Come al solito è un gran ritardatario.-
Risi malignamente immaginando come poter torturare Yesung quando l’avrei incontrato. Lui comprese ciò e divertito mi abbracciò.
Siwon ha sempre amato un sacco il contatto fisico. Ogni occasione per lui è buona per abbracciare qualcuno. Bè, non posso dire che la cosa mi dispiaccia, ma talvolta esagera.
Ricambiai l’abbraccio e lo salutai, conscio che ero già in notevole ritardo.

Nel complesso la giornata trascorse bene e in modo quasi divertente. Prendere in giro le malcapitate attrici che erano sul set con me mi divertiva moltissimo.
Presto mi ritrovai nuovamente seduto sul sedile di pelle dell’auto dell’agenzia. La giornata sembrava essere volata ed ero stato così indaffarato, che non avevo avuto neanche il tempo di pensare a come mi sarei comportato nei confronti di Hankyung quando sarei entrato in casa.
Iniziai ad elencare mentalmente quali potevano essere i pro e i contro di far finta di nulla o di mantenere l’atteggiamento freddo e distaccato. Mi avrebbe preparato la cena, lasciato il telecomando nelle mie mani, fatto fare la doccia per primo… ma il mio orgoglio?
Pensando a queste cose non mi accorsi quasi che ero già arrivato sotto casa. Anzi avevo già infilato le chiavi nella toppa della porta.
Qualche scatto e la porta si aprì. Era tutto buio e il silenzio regnava incontrastato.
Subito tutti le mie riflessioni si cancellarono. Hankyung non era in casa quindi non dovevo decidere il comportamento che avrei attuato nei suoi confronti.
Dopo aver fatto una doccia rilassante mi recai in cucina sicuro di trovare qualcosa per cena sul tavolo.
E invece quello che trovai davanti a me, fu un tavolo senza niente sopra.
Mi guardai intorno e controllai nel frigo. Nulla, Hankyung non aveva preparato niente per cena.
Mi rassegnai, pensando che sicuramente era stato a lavoro fino a tardi e non ne aveva avuto il tempo.
Aprii un cassetto e presi una scatola di ramen istantaneo. In pochi minuti era pronto e fumante sul tavolo.
-Uuhm buono!!- mormorai a me stesso mentre lo mangiavo in fretta.
“Chissà cosa avrà fatto a lavoro oggi Hankyung. Chissà se sarà stanco quando tornerà… Ehy, ma ora che ci penso, oggi Hankyung…”
Improvvisamente spalancai gli occhi. Mi alzai e andai a controllare il foglietto con su scritti gli impegni di ogni membro dei Super Junior.
Hankyung.. Hankyung.. Arrivato alla sua riga, notai che non c’era segnato neanche un impegno.
Mi sedetti sul pavimento deluso e contrariato. Hankyung era uscito per i fatti suoi e non si era degnato né di avvisarmi né di lasciarmi qualcosa da mangiare come aveva sempre fatto.
Basta. Basta, basta, basta, basta. Non mi sarei più fidato di lui, decisi. Sapevo che era un’arrabbiatura insensata e infantile, ma io ero fatto così.


4 capitolo




Ero disteso nel mio letto e guardavo il soffitto. Non riuscivo a dormire e contare le pecore si era rivelato uno sforzo inutile. Nonostante avessi fatto molte cose prima di andare a letto, era ancora presto e non ero abituato ad andare a dormire a quell’ora. Il giorno dopo, però, avrei dovuto svegliarmi alle cinque per andare a lavoro. Ah.. non ne avevo alcuna voglia.
All’improvviso sentii la chiave girare nella serratura della porta d’ingresso e sobbalzai sorpreso. Mi alzai in fretta dal letto e andai a vedere chi fosse tornato a casa.
Davanti a me trovai un Kibum distrutto e assonnato che nonostante tutto mi sfoderò uno di quei suoi sorrisetti killer.
-Ciao Heechul, ancora sveglio?-
-Ciao. Bè, in fondo non è così tardi…- mormorai voltandomi per vedere l’orologio che si trovava in cucina.
Erano l’una e mezza di notte.
Kibum rise divertito, notando che non mi ero accorto di che ora fosse.
-A che ora lavori domani?- mi domandò ridendo.
-Alle 5 devo essere in studio..- mormorai rassegnato sbuffando.
Lui rise ancora più divertito. Ero sicuro che capisse come mi sentivo in quel momento al solo pensiero dell’ora mattutina e del duro lavoro che mi aspettava il giorno dopo.
Poi mi resi conto di una cosa: Hankyung non era con lui.
Mi sembrava strano, ma non mi ero reso conto della sua assenza fino a quel momento. Ero riuscito a distrarmi per un po’.
-E.. Hankyung?- gli domandai esitante.
-Non è tornato ancora?-
Scossi la testa cercando di non far trasparire le mie emozioni contorte.
-Ah.. Per quello che so, aveva un appuntamento.- mi rispose lui esitante.
-Ah..- mormorai ostentando un debole sorriso. Volevo sembrare piacevolmente sorpreso dalla notizia, contrariamente a ciò che davvero provavo dentro.
-Chissà com’è andata!- scherzai teso e Kibum rise con me ignaro della tempesta che si stava scatenando nel mio fragile cuore.
-Uhm.. sono stanchissimo! Faccio una doccia e vado a dormire. Mi raccomando, riposa anche a tu!- mi disse sorridente Kibum dandomi una leggera pacca sulla spalla.
Gli sorrisi distrattamente e rientrai nella mia camera.
Mentre mi infilavo nuovamente sotto le coperte cercai di respirare profondamente in modo da calmarmi e riuscire a riflettere con la mente lucida.
“Aveva un appuntamento.”
Questa breve frase non faceva che ripetersi nella mia mente alimentando la mia frustrazione.
“Chissà”, mi ripetevo per cercare di rassicurarmi, “forse non è una ragazza. Può essere un suo amico oppure un membro dello staff di qualche programma.”
Ma, per quanto io mi sforzassi di ricordare, la maggior parte delle nostre conoscenze erano comuni, amicizie cinesi escluse. Ma infondo nessun amico cinese era venuto a Seoul per incontrare Hankyung. Ne ero certo.
Ah, ero stato uno stupido. Avrei fatto bene ad essere sincero con lui sin dall’inizio. Mi ero accorto già da parecchio dei miei sentimenti per lui che andavano ben oltre la semplice amicizia, ma avevi preferito tacere. Inoltre credevo che se fossi stato sincero, lui avrebbe creduto che fosse solo un frutto della mia mente un po’ pazza e confusa che nessuno a parte me riusciva a capire. Avrebbe pensato che avessi avuto un momento di pura follia come a volte mi capitava. Non avevo avuto modo di essere sincero. O semplicemente cercavo una scusa per non essere biasimato da me stesso per la mia codardia.
Rimasi a lungo nel letto a pancia in su con gli occhi puntati al soffitto bianco. Non riuscivo a dormire.
Poi, verso le tre di notte sentii nuovamente la porta di ingresso aprirsi. Questa volta non poteva che essere Hankyung. Mi chiesi se fosse stato meglio alzarmi dal letto e raggiungerlo per salutarlo o rimanere lì fingendo di essere profondamente addormentato.
Quando avevo già deciso di alzarmi, sentii, nel silenzio della notte, il rumore debole dei tasti del cellulare di Hankyung e una sua piccola risatina. Quel suono così sommesso riuscì a perforarmi i timpani delle orecchie. Ero esagerato, lo so. Ma qualcosa dentro di me, mi diceva che avevo ragione di preoccuparmi ed essere nervoso.
Mi rimisi tristemente sotto le coperte. Sentii il suono dello sportellino del cellulare di Hankyung che si chiudeva e la porta della sua camera aprirsi.
Chiusi anche i miei occhi e prima di addormentarmi profondamente, sentii il calore di una lacrima che mi percorreva il volto.


5 capitolo



Il giorno dopo mi svegliai come previsto alle cinque di mattina. Quando il suono acuto e fastidioso della sveglia si diffuse nella camera e nelle mie orecchie, emisi un gemito di disperazione. Quelle misere tre ore di sonno erano trascorse così in fretta…
Spensi la sveglia prima che potesse svegliare tutta la casa e mi alzai faticosamente dal letto. Aprii l’anta dell’armadio e fissai la mia immagine nello specchio. Il mio riflesso raffigurava un Heechul pallido e con gli occhiaie sotto gli occhi scuri, ma comunque bellissimo.
Pensai che i truccatori avrebbero avuto molto da fare con me quel giorno.
Giunto in cucina tra continui sbadigli e urti, presi una cialda e la ficcai a suon di pugni dentro la macchinetta del caffè.
In quel momento qualunque cosa ostacolasse il mio sonno sarebbe diventato il mio peggior nemico e avrebbe subito la mia implacabile ira.
Mentre sorseggiavo il caffè bollente con lo sguardo perso nel vuoto, cercavo di riflettere coerentemente, ma senza alcun successo.
Così inebetito com’ero, non mi accorsi minimamente della porta di Hankyung che si apriva e del conseguente rumore leggero dei suoi passi mentre veniva in cucina.
-Heechul… Già sveglio?-
Sobbalzai e sbarrai gli occhi, poi portandomi una mano al petto come per trattenere il mio cuore che stava per balzare fuori dallo spavento, mi voltai e vidi il volto sorridente di Hankyung.
Prima di poter pensare a qualunque cosa, mi domandai disperatamente come potesse essere così raggiante dopo essersi appena svegliato a quell’ora mattutina.
-Ha-Hankyung..- balbettai ancora incapace di superare il momento di forte spavento.
Lui non mi rispose, ma si limitò a continuare a sorridermi allegramente.
-S-si… Devo lavorare purtroppo…- mormorai sospirando.
Lui si lasciò scappare una risatina, poi si avvicinò alla macchina del caffè e ripeté l’azione da me fatta poco prima con una grazia che avrebbe fatto invidia al barista più esperto del mondo.
Prese la tazzina col caffè bollente e profumato e si sedette al tavolo di fronte a me, cominciando a sorseggiarne lentamente il liquido nero. Mentre beveva, le sue labbra si sporcarono leggermente di caffè, creandogli dei baffetti che non riuscivo a decidere se fossero più buffi o sensuali.
Mi chiesi come mai a stento riuscissi a trattenere la mia “bava” mentre osservavo quella scena così maledettamente attraente per me.
Lui notò il mio sguardo intenso e curioso e sorrise. Io risi portando la mano a coprirmi le labbra come ero solito fare, poi presi un fazzolettino e delicatamente gli pulii quegli strani baffetti.
Lui mi ringraziò sinceramente, quasi gli avessi fatto un grande favore, mentre avevo fatto poco e niente.
Dopo aver bevuto un altro po’ del mio caffè, decisi di rompere il silenzio che ormai regnava da qualche minuto nella camera con la domanda che sapevo mi avrebbe fatto più male.
-Com’è andato l’appuntamento di ieri?-
Lui mi guardò sorpreso, sicuramente chiedendosi chi me lo avesse riferito.
-Bé, devo dire che è andato bene. Ci siamo divertiti.-
-Ne sono contento.- risposi girandomi il coltello nella piaga.
-Lei è troppo simpatica. Te la devo far conoscere!- affermò sicuro di se.
Aaah. Sarebbe meglio di no. Non so cosa mi tratterrebbe dal soffocarla col cuscino/strangolarla/pugnalarla e dopo tagliare il suo corpo in tanti pezzettini, per poi sbarazzarmene buttandoli nel fiume.
Naturalmente non gli dissi queste parole, ma sfoderai un grande sorriso dei miei.
-Ma certo. Non vedo l’ora!-
-Bene!- esclamò lui, contentissimo della mia reazione.
Finii in fretta il caffè e mi alzai, andai dietro di lui e lo abbracciai velocemente per salutarlo, come del resto facevo sempre. Con quel gesto avrei tanto voluto marcare il “mio territorio” come fossi un cane. Ma purtroppo ero una persona, magnifica e intelligentissima, ma pur sempre tale.
Mentre scendevo in fretta le scale diretto all’auto che mi attendeva fuori dal portone, iniziai ad architettare un piano per riportare le “cose” nella giusta direzione.
Hankyung, sarai solo mio.


6 capitolo


Quel giorno lavorai molto duramente. Registrai varie trasmissioni in altrettanti vari studi televisivi e non ebbi quasi un attimo di pausa. Mancandomi il tempo, non ebbi la possibilità di iniziare a mettere su il mio geniale piano per riportare Hankyung dalla mia parte.
Entrato nel camerino dopo le ultime registrazioni, sospirai stanco e mi tamponai il sudore con un asciugamano che mi ero portato da casa. Poi mi avvicinai allo specchio e fissai il mio stesso sguardo determinato riflesso nello specchio.
Non ci sarebbero state più debolezze, niente più lacrime. Avrei combattuto la mia battaglia e se avessi vinto… no, niente se. Avrei vinto di sicuro. Lui era solo e soltanto mio.
Sentii il familiare suono della vibrazione del cellulare nella borsa, perciò distolsi amaramente lo sguardo dal mio riflesso e lo presi. Mi era arrivato un nuovo messaggio da… Hankyung.
Sorrisi contento e lo aprii.
“Ehy Chul. Scusa se ieri non ti ho preparato la cena. (T_T) Per questo motivo oggi ti ho preparato molte cose buone da mangiare. Spero mi perdonerai! ”
Risi. Era sempre il solito, non riusciva a fare qualcosa che avrebbe potuto offendermi o irritarmi in qualche modo, e se lo faceva non vedeva l’ora di chiedermi scusa cercando il modo più opportuno per farsi perdonare.
Decisi che gli avrei risposto direttamente più tardi, dopo aver assaporato la mia buona cenetta. Solo se avesse avuto un buon sapore, cosa che del resto era scontata, lo avrei perdonato. Non riuscivo ad arrabbiarmi davanti a quel visino così sincero e dolce.
Scossi la testa per distogliere il mio pensiero da Hankyung e tornare ancora una volta a progettare il piano diabolico.
Presi il cellulare e in fretta cercai il numero di un mio caro amico. Uno squillo, due squilli, tre squilli…
Speravo davvero rispondesse. Era una celebrità, ma anche io riuscivo a trovare sempre un po’ di tempo per rispondere alle sue telefonate.
-Pronto?-
Sobbalzai. Mi ero così concentrato nel tessere le mie minacce mentalmente che non mi ero reso conto che aveva risposto alla mia telefonata.
-Hey hyung. Sono Heechul.-
-Ah, ciao Heechul-sshi. Come stai?-
Dal tono della sua voce notai subito che era molto contento di ricevere una mia chiamata. Ero indeciso se riferirgli subito quello che avevo da dire o intrattenere prima una cordiale conversazione.
-Bene, grazie. E tu?- optai per la breve ma cordiale conversazione.
-Bene, hyung, grazie. Sono contento di sentirti.-
-Grazie, anche io.- risposi sorridendo, sperando se ne accorgesse dal tono della mia voce.
-Come mai mi hai chiamato? Sentivi nostalgia di me?-
Fissai per qualche secondo lo specchio con un’espressione torva, cercando di trattenere le risposte maligne che a malincuore volevo dargli a quella domanda.
-Un po’- risi allegramente per educazione, -ma vorrei chiedere il tuo aiuto per una cosa.-
-Il mio aiuto? Che è successo, hyung? Problemi con i creditori?-
Chiusi gli occhi e respirai profondamente. In quel momento, battute del genere non facevano altro che innervosirmi, nonostante fossero simpatiche e amichevoli. Io avevo bisogno di andare dritto al punto.
-No, no, niente del genere. Forse peggio.- scherzai divertito.
Sentii un silenzio lungo una decina di secondi che mi preoccupò. Sicuramente, conoscendo le mie idee strampalate, temeva nel fidarsi di me. Poi con voce cadenzata rispose.
-Bene. Sputa il rospo!-
-Uhm… credo sia difficile da dire telefonicamente…-
Lo sentii emettere un versetto spaventato. Come minimo immaginava che volessi uccidere qualcuno con la sua preziosa collaborazione.
-Che ne diresti di incontrarci più tardi? Magari in un bar o qualcosa del genere. Un posto riservato in cui poter parlare senza alcun disturbo.-
Le mie parole sembrarono inquietarlo ancora di più. La teoria sull’assassinio forse gli sembrava ancora più reale. Uhm, però non sarebbe stato male un omicidio… no, non dovevo tergiversare. L’offensiva che avevo pianificato era molto più raffinata e sofisticata.
-Ehm.. Ok, ci vediamo alle dieci. Ti passo a prendere da casa.-
-Ok, grazie mille.-
Salutato il mio caro amico riposi il cellulare nella borsa e sorrisi. Perfetto, tutto stava andando secondo i miei piani. Ero un genio del male.
Prese le mie cose, mi affrettai nel raggiungere l’auto che puntuale mi attendeva fuori dallo studio televisivo. Non vedevo l’ora di tornare a casa per fare una doccia calda e soprattutto mangiare la buona cenetta che Hankyung mi aveva preparato.


7 capitolo



Entrato in casa, poggiai le chiavi sul mobile dell’ingresso e mi affrettai nel raggiungere il bagno per poter fare la doccia. Mentre percorrevo il corridoio buio, sentivo distintamente il profumo della cena bollente che mi attendeva in cucina.
Uscito dal vano doccia, indossai il mio accappatoio rosso e le mie pantofole rosa e decisi in quel momento che mi sarei vestito per uscire subito dopo aver cenato.
Appena varcata la soglia della cucina, osservai il tavolo: era imbandito con tutti i miei piatti preferiti, dal primo al dessert. Ero a bocca aperta per quanto ero stupito da quella celestiale visione.
Mi sedetti e subito cominciai a divorare tutto con molto gusto.
Nel frattempo, si avvicinò Hankyung e si appoggiò allo stipite della porta osservandomi in silenzio col suo dolcissimo sorriso soddisfatto stampato sul volto.
Presto finii di mangiare tutto e sospirai contento battendomi leggermente la mano sullo stomaco.
-Hai gradito tutto? Allora… mi perdoni?-
La voce calma di Hankyung mi giunse alle orecchie inattesa ma al tempo stesso molto gradita, perciò, senza quasi rendermene conto, mi alzai in fretta dalla sedia e gli corsi incontro per abbracciarlo.
Il mio gesto lo colse impreparato e all’impatto col mio corpo, finimmo entrambi stesi sul pavimento.
Lui era sotto di me e i nostri volti erano molto vicini. Le sue labbra schiuse per lo stupore e le sue guance arrossate a causa dell’imbarazzo erano per me fonte di grande attrazione. Speravo davvero “non lo notasse”. Volevo baciarlo passionalmente, abbracciarlo stringendolo tra le mie braccia…
Avrei voluto che quell’attimo durasse per sempre, mentre sentivo il mio cuore che batteva forte nel petto.
Lui tossì imbarazzato dalla situazione, ma non accennò a muoversi. Un altro po’, ti prego.
-Credo… che questo significhi che mi hai perdonato.- mi sussurrò sorridendo.
A quella distanza ravvicinata, il suo sorriso era davvero un colpo basso che credetti mi potesse far perdere la ragione e il controllo una volta per tutte.
-Certo…- gli risposi profondendomi in un dolce sorriso, così raro per me. Lui rise divertito.
Sembrava quasi che neanche lui volesse liberarsi di me e rimanere in quella posizione ambigua. Poi, il suono squillante del suo cellulare si fece sentire, interrompendo quel momento così magico. Prima che lui mi dicesse di spostarmi, mi sollevai mettendomi in piedi e gli tesi la mano per aiutarlo ad alzarsi a sua volta.
Lui mi ringraziò e dopo avermi lanciato un altro dei suoi preziosi sorrisi si allontanò per rispondere a.. quella maledetta chiamata inopportuna.
Rimasi in silenzio per cercare di cogliere chi fosse la persona dall’altro capo del telefono.
-Ehy, ciao. Tutto ok?-
Silenzio snervante. Poteva essere chiunque. Dovevo rimanere in ascolto attento.
-Si si grazie. Scusami se non ti ho chiamata oggi.-
Chiamata! Era lei, accidenti. Avevo un motivo in più per odiarla. Aveva interrotto il nostro momento.
-Si. Dovevo farmi perdonare da una persona molto importante per me. –
Sentendo quelle parole che sicuramente erano rivolte a me, sorrisi felice mentre il mio cuore batteva forte per l’emozione. Ecco, stupida donna. Lui era ancora un po’ mio. Non mi sarebbe stato difficile sottrarglielo col mio elaboratissimo piano.
-Uhm… No, non usciamo per questa sera. Domani mattina devo essere alle sei in studio. Quindi devo andare prima dal parrucchiere che mi deve sistemare la pettinatura. Mi sveglierò molto presto.-
Benissimo. Oggi non lo avresti incontrato brutta strega ladra di uomini.
-Va bene. A domani. Buonanotte.-
No! Quel tono così dolce dedicato a lei e non a me. Strinsi i pugni per la rabbia. Poi anche io sentii il mio cellulare vibrare e subito lo presi in mano per vedere chi era. Era un messaggio che subito aprii.
“Hyung, ti passo a prendere tra dieci minuti. Mi raccomando non tardare.”
Accidenti! L’appuntamento. Me lo ero completamente dimenticato. Andai nella mia camera e subito mi vestii, indossando i miei adorati pantaloni aderenti rossi a quadri con su la camicia nera con il cravattino dello stesso colore. Mi guardai allo specchio e sistemai leggermente i miei capelli. Ah, staccare lo sguardo dallo specchio… che cosa dolorosa.
Uscendo dal bagno, completamente profumato e ben vestito, Hankyung mi guardò stupito. In quel momento mi domandai se avessi fatto bene a dirgli dove e con chi andavo o meno. Volevo cercare di ingelosirlo o sarebbe stata una mossa inutile?
-Esci Chul?-
-Uhm si.. vado in un bar.-
-In un bar? Mi raccomando non bere troppo.-
Risi facendo comparire sul mio volto il ben noto ghigno sghembo.
-Poi ci andiamo insieme qualche giorno?- mi domandò speranzoso. Noi eravamo i famosi compagni di bevute e non sarei potuto venir meno.
-Ma certo. Non c’è neanche bisogno di chiedere.-
Lui annuì contento e mi salutò dicendomi che aveva un grande bisogno di riposare. Perciò lo abbracciai velocemente e uscii in fretta dalla porta, conscio del mio crescente ritardo.
Quando uscii dal portone, infatti, la macchina lucida e nera del mio amico era già lì ad attendermi.
Entrato in macchina, lo salutai e mi scusai di averlo fatto attendere, poi lui mise in moto e partì diretto ad un bar che aveva sentito avesse una buona fama.
-Allora, Heechul-sshi, di cosa mi volevi parlare?-
-Uhm… Ti devo chiedere un favore.-
Lui deglutì, evidentemente ancora preoccupato data la nostra conversazione di qualche ora prima.
-Certo. Dimmi.-
-Io amo Hankyung.-
Lui si voltò a bocca aperta, molto stupito da questa rivelazione e anche dalla mia incurante sincerità.
-A-ami nel vero senso della parola?- mi domandò lui allibito trovando ancora difficile formulare frasi coerenti.
-Si. Amo tutto di lui. Lo amo moltissimo.-
-M.. Ma lui è un uomo!- esclamò lui retoricamente, incredulo davanti alla mia ferrea determinazione.
-Si lo so. E.. che uomo!- dissi ridendo della mia stessa battuta.
Lui non rise, ma fissò in silenzio la strada mentre chissà quali pensieri frullavano nella sua mente. Io non avevo paura, sapevo che lui era una persona molto comprensiva e che mi avrebbe aiutato nella mia impresa. O almeno speravo che avessi fatto la giusta scelta riponendo la mia fiducia in lui.
-Una ragazza sta cercando di rubarmelo. Ti prego, ho bisogno del tuo aiuto per riconquistarlo.-
Lui non rispose, ma concentrò la sua attenzione nel parcheggiare l’auto vicino al bar.
Fatta questa operazione, chiuse gli occhi per qualche secondo, poi sospirò e mi guardò con un’espressione serissima sul viso.
-Ti aiuterò.-


8 capitolo



Quella notte tornai a casa molto tardi. Io e il mio amico avevamo bevuto per “festeggiare” il nostro accordo per la riconquista di Hankyung. Mi misi a letto mentre mi sembrava che la testa pulsasse e vorticasse. Credo di aver bevuto davvero troppo quel giorno. E forse non solo per “festeggiare”…
La mattina successiva, o per meglio dire, qualche ora dopo, mi svegliai sentendo Hankyung che chiudeva la porta di ingresso mentre andava via per lavoro.
Sbadigliai annoiato mentre cercavo di aprire gli occhi con la forza delle dita. Era uno sforzo inutile.
Mi alzai e mi trascinai in cucina dove trovai Kibum seduto al tavolo che leggeva il quotidiano mentre beveva il caffè. Sembrava uno di quei tipici uomini di mezz’età che si vedono in televisione perciò mi venne da ridere. Kibum si accorse della mia presenza e mi sorrise.
-Ben svegliato Heechul. Dormito bene?-
-No, per niente. Penso di essermi ubriacato per bene ieri…-
Kibum assunse un’espressione strana che avrebbe dovuto essere un miscuglio tra una sorrisetto divertito ed uno sguardo di rimprovero.
-Sei stato attento a non farti beccare da nessun fotografo?-
-Si, si, non ti preoccupare.-
In realtà non ero sicuro per niente. Il giorno prima c’era mancato poco perché non tornassi a casa cantando a squarciagola e ballando una canzone delle Wonder Girls.
Kibum distolse lo sguardo e terminò di bere il caffè, poi si alzò e andò a prepararsi per andare a lavoro. Quel giorno ero l’unico a non avere impegni. Per fortuna!
Ripetei la stessa azione meccanica di pestaggio della macchina del caffè e mi sedetti al tavolo sprofondando nella mia solita apatia mattutina.
Dopo di che, mi misi a giocare alla play station, cosa che a causa degli impegni, non avevo la possibilità di fare spesso, perciò decisi che avrei dedicato a quella attività tutta la mattinata.
Il mio progetto, però, non andò in porto in quanto a metà mattina il citofono suonò. Annoiato e sbuffante lo raggiunsi e chiesi chi era.
-Ciao Chul. Sono Siwon. Posso salire?-
Gli occhi mi si illuminarono per quanto ero contento di aver sentito quella voce e non quella di qualche seccatore al citofono. Aprii il portone e attesi con ansia che Siwon raggiungesse il piano dell’appartamento.
Uno o due minuti dopo, me lo ritrovai davanti e dovetti fare un grande sforzo perché non mi cadesse come al solito la mascella nel vederlo. “Troppo bello questo ragazzo” pensai nuovamente squadrandolo con attenzione dalla testa ai piedi. A completare il suo immenso fascino, si aggiungevano i vestiti molto curati e complici di un quadro attrattivo al quale resistevo a malapena: indossava dei pantaloni lucidi aderenti e neri con su una camicia bianca ornata dal disegno di un drago nero sul petto.
Come al solito, lui fu costretto a posare la mano sotto il mio mento per far si che lo guardassi negli occhi mentre mi parlava. Mi sorrideva dolcemente come suo solito.
-Mi vuoi lasciare fuori dalla porta?-scherzò divertito.
Scossi la testa prontamente a discapito del mio mal di testa che sembrò aumentare di colpo a causa di quel semplice gesto. Gli feci strada lungo il corridoio fino ad arrivare in cucina.
Più o meno quando ci trovavamo sulla soglia persi l’equilibro, ma le braccia forti di Siwon mi trattennero. Improvvisamente si ripresentò una situazione simile a quella del giorno prima. Ero a pochissimi centimetri di distanza dal viso di Siwon. Lui mi sorrideva e non sembrava preoccuparsene. Accidenti, Siwon, nel mio cuore aveva anche lui una parte importantissima. Sicuramente non al livello di Hankyung, ma non mi era assolutamente indifferente.
Siwon però assunse un comportamento differente da quello di Hankyung. Mi diede un leggero e affettuoso bacio sulla fronte e mi aiutò a rimettermi in piedi. Forse questo fu un bene.
Gli sorrisi per poi sedermi sul divano con le gambe incrociate. Siwon si sedette al mio fianco.
-Non ti senti bene?- mi chiese lui apprensivo.
-Uhm, non molto. Ieri ho bevuto troppo!- risi divertito e lui fece lo stesso.
-Sai, sono venuto a trovarti perché non parlavamo da un bel po’ e sinceramente sentivo la mancanza delle nostre lunghe chiacchierate…-
-Anche io..- affermai spontaneo.
-Come va? Qualche novità?-
In quel preciso momento decisi che avrei rivelato anche a lui i miei veri sentimenti. Speravo, però, che la mia rivelazione non rovinasse in alcun modo il nostro ottimo rapporto.
-Siwon… So che suonerà strano e improvviso ma… Io amo Hankyung.-
La reazione di Siwon fu completamente inaspettata e fuori dalle mie più lontane previsioni. Sorrise dolcemente e mi diede una leggera pacca sulla spalla.
-Lo so.-
-Lo sai?!- esclamai quasi urlando a causa dello stupore.
-Si. Lo avevo intuito. Il tuo sguardo mentre lo osservi rivela quanto lui sia importante per te. Ho sempre pensato che fosse una cosa stupenda.-
-Oh… Grazie Won.-
Lui mi dedicò un lungo e profondo sguardo che fu arduo mantenere, poi serio mi promise:
-Hyung, ricorda che potrai sempre contare su di me se hai bisogno di aiuto. Per te ci sarò sempre.-


9 capitolo


Quella sera ero molto teso. Avevo appena ricevuto la chiamata di Leeteuk che mi informava sugli ultimi dettagli del concerto del giorno dopo. La mia preoccupazione non riguardava il dover tenere il concerto, ma il fatto che il nostro piano per la riconquista di Hankyung avrebbe avuto inizio proprio in quella occasione. Mi distesi sul divano della cucina coprendomi gli occhi con il braccio destro.
Molto probabilmente a causa della stanchezza e dell’eccessiva tensione, presto mi addormentai profondamente. Sognai. O meglio ebbi un incubo.
Mi trovavo in una grande chiesa luminosa e antica, intorno a me c’erano moltissime persone sorridenti e gioiose. Osservando il portone decorato che in quel momento era spalancato, potevo vedere con un po’ di ribrezzo la calca di fotografi che litigavano tra loro per la postazione migliore. Con un cattivo presentimento, mi girai lentamente verso l’altare. Non sono mai stato religioso, non credo in Dio, ma sapevo che ero in quel luogo così lontano dalla mia realtà per un motivo importantissimo. Infatti, quando i miei occhi si posarono sull’altare, le mie paure sembrarono prendere forma. Hankyung era in piedi, vestito con un frac bianco panna, i capelli acconciati ordinatamente e le mani giunte distrattamente sul ventre. Il suo volto sembrava risplendere di luce propria, che metteva in evidenza i suoi tratti sottili e delicati, gli occhi castani erano luminosi e riflettevano una grande allegria. È inutile dire, che era una visione angelica, una creatura magnifica.
Ma l’ansia nel mio cuore non fece che aumentare quando, mentre ancora osservavo quella persona a me così cara, un organo intonò delle note conosciutissime. Poi un’ombra bianca, vestita con un elegante abito anch’esso color panna con la gonna a palloncino e un velo sul capo, solcò la soglia della grande chiesa. Il mio cuore sembrò essere stretto tra delle possenti dita, mentre un urlo usciva potente e profondo dalla mia gola.
Aprii gli occhi di scatto, mentre ancora urlavo a squarciagola. Il cuore mi batteva fortissimo nel petto e il mio respiro era affannoso.
Presto Hankyung arrivò al mio fianco preoccupatissimo. Distolsi lo sguardo da lui per non essere costretto ad incrociare il suo. Lui mi si sedette accanto e con la mano mi accarezzò il volto chiedendomi cosa mi era successo. Sospirai nervoso.
-Niente. Assolutamente niente.- azzardai con la voce incrinata dai miei sentimenti contrastanti. Mi alzai e andai nella mia camera sbattendo la porta, lasciandolo lì da solo seduto sul divano con la sua espressione triste sul volto. Accidentaccio, era tutta colpa sua se io stavo di merda.
Mi distesi sul letto e mi presi le gambe fra le braccia, mentre ondeggiavo leggermente per il nervosismo.
Passarono alcuni minuti così, poi cercai di sfogare la mia rabbia sbattendo il pugno contro il letto. Poi mi distesi sbuffando e chiudendo gli occhi per cercare di rilassarmi un po’.
In questo modo, finalmente dopo parecchi minuti riuscii a calmarmi e iniziai a sentirmi in colpa per come avevo trattato Hankyung. In fondo, lui era preoccupato per me ma io…
Ero troppo orgoglioso, davvero troppo. Nonostante sapessi di avere torto, non riuscivo ad alzarmi da quel letto per andare a chiedergli scusa. Troppo troppo troppo orgoglioso.
Poco dopo, però, sentii bussare lievemente alla mia porta. Sicuramente era lui.
-Avanti.-
La porta si aprii ed entrò Hankyung con un vassoio pieno di cibo in mano. Era la cena che lui aveva preparato per me, nonostante fossi stato scortese nei suoi confronti.
Accidenti, lo amavo davvero tantissimo…
-Heechul, la tua cena. Oggi a pranzo hai mangiato poco. Domani abbiamo un concerto molto faticoso, hai bisogno di recuperare le energie.-
- Domani abbiamo un concerto molto faticoso, hai bisogno di recuperare le energie.- lo imitai ridendo.
Lui poggiò il vassoio sulle mie gambe e mi diede uno schiaffetto ridendo anche lui.
Io subito mi immersi nel cibo, divorando tutto ciò che avevo davanti come mio solito. Pochissimo tempo dopo, avevo già ripulito tutti i piatti. Sorrisi e guardai intensamente Hankyung.
-Grazie Kyung. Era tutto buonissimo.-
-Bene!- esclamò lui soddisfatto, -Dai ora dormi, vado anche io a dormire. Domani saremo al massimo!-
Annui obbediente e mi misi sotto le coperte.
-Va bene, mamma.- gli risposi scherzando.
Lui rise e mi diede un bacino sulla fronte rimboccandomi le coperte.
-Bravo figliolo.-
Poi uscì dalla camera e chiuse la porta alle sue spalle. Chiusi anche i miei occhi e pensando a lui, finalmente riuscii ad addormentarmi serenamente.


10 capitolo



La giornata successiva passò in men che non si dica. Trascorremmo molte ore decidendo le postazioni di ognuno durante il concerto e facendo le solite prove di ballo e canto. Io e Hankyung parlammo solo un po’ durante la pausa per il pranzo, per il resto fummo completamente immersi nelle prove.
Diventò sera e l’ora del concerto si avvicinava sempre di più. Ero seduto sulla poltroncina del camerino e una ragazza stava dando gli ultimi ritocchi alla mia pettinatura. Oltre a me nella camera c’era solo Siwon, gli altri erano in giro o in altri camerini.
All’improvviso la porta si aprì ed entrò Hankyung… seguito da una ragazza. Spalancai gli occhi nel vedere il suo riflesso nello specchio, ma per non far comprendere che lo avevo fatto a causa sua, dissi alla parrucchiera che mi aveva un po’ scottato. La povera malcapitata si chinò due o tre volte mortificata. Le chiesi scusa mentalmente, poi tornai a fissare quella… megera.
Arrivava si e no alle spalle di Hankyung, aveva i capelli neri e lunghi acconciati con degli spilloni rosa e azzurri, gli occhi erano sottili e a mandorla, le labbra rosa e delicate. Indossava uno di quei tipici vestiti cinesi rosa con dei fiori azzurri dipinti sul fianco.
Dovevo ammettere che era molto carina. Se non avessi e se anche lei non avesse amato Hankyung, molto probabilmente avrei potuto provarci con lei. Ma io amavo Hankyung e lei era un ostacolo al nostro stare insieme. Questa ora era la realtà che dovevo affrontare.
La parrucchiera finì di sistemarmi i capelli e io la ringraziai malamente. Devo dire che avrei voluto profondermi in mille scuse ma non sono mai stato bravo nel parlare con le donne..
Mi avvicinai ai due e li salutai con un breve inchino.
-Cos’è tutta questa formalità?- scherzò Hankyung un po’ basito dal mio comportamento.
Feci spallucce e risi coprendomi le labbra con la mano, come mio solito.
-Allora, Chul, lei e Xiang Lin Tan, Xiang Lin lui è Heechul.- affermò Hankyung indicandoci a turno.
Entrambi ci inchinammo per rispetto l’uno verso l’altra. Poi lei sorrise dolcemente.
“Tipetta, sarai anche carina, ma non sarai mai alla mia altezza. Ti supero di gran lunga.”
Lei non comprese il mio sguardo di sfida, ne sembrò quasi spaventata e di conseguenza si strinse di più al braccio di Hankyung. Il mio sguardo si fece ancora più torvo. Poi sollevai lo sguardo e guardai Hankyung sorridendogli dolcemente. Lui si era girato proprio in quel momento, dopo aver salutato allegramente Siwon, e non aveva notato il mio ammonimento silenzioso alla sua ragazza.
-Sai, lei è cinese, ma studia il coreano da molto tempo, perciò riesce a comunicare bene.- mi spiegò Hankyung fiero di lei.
-Bravissima!- esclamai con un sorriso finto, che tuttavia speravo non sembrasse tale.
Lei sorrise nuovamente rassicurata dal mio comportamento. Stolta, sono un ottimo attore. Non sai cosa ti attende, strega ruba uomini.
-Heechul!!-
Una voce maschile si diffuse nel camerino e subito dopo comparve sulla soglia della porta, il mio carissimo amico, Jungmo.
-Ciao Jungmoooo!!- gridacchiai allegro andandogli incontro e abbracciandolo. Aah, come gli ero grato per ciò che stava facendo e avrebbe fatto per me. Voltandomi nuovamente verso i due, notai l’espressione di Hankyung palesemente infastidita dal mio gesto. Perfetto!!! Tutto stava andando secondo i miei piani.
La mocciosetta ci guardò sorridente, evidentemente ignara dell’espressione contrariata stampata sul volto del suo ragazzo.
-Ciao Jungmo. Che ci fai qui?- domandò a denti stretti Hankyung.
Jungmo stava per rispondere, ma presto al suo fianco giunse Siwon che prontamente spiegò la situazione al posto suo. Avevamo tenuto tutto segreto ad Hankyung, per rendere il tutto ancor più sorprendente.
-Faremo una performance. Io alla batteria, Sungmin e lui alle chitarre e Heechul canterà. Suoneremo “Crazy”. Vedrai verrà benissimo!- spiegò Siwon gesticolando e sorridendo come suo solito.
Gli sorrisi. Sentendo il piano che avevamo architettato io e Jungmo, aveva affermato che gli sembrava una buonissima idea.
Hankyung sembrava stupito e un po’ offeso di non essere al corrente di questa cosa, ma prima che potesse parlare, si affacciò frettoloso il manager che ci disse di affrettarci perché dovevamo salire sul palco.
-La accompagno all’uscita, rimarrà a vedere il concerto in prima fila!- affermò Hankyung osservandola sorridente.
Uscendo, lui le posò un braccio sulle spalle e mi lanciò un ultimo sguardo deluso. In quel momento proferii mille anatemi silenziosi nei confronti di quella ragazzina.

Le luci erano completamente spente sul palco. Jungmo, Siwon, Sungmin e io eravamo già pronti ai nostri posti. Un assolo di chitarra, batteria, voci stile gotico in sottofondo. Le luci si accesero e io, di spalle al pubblico entusiasta e urlante, cominciai a cantare con molta passione. Hankyung era dietro le quinte che ci osservava curioso.
Giratomi, mi avvicinai a Sungmin continuando a cantare e mi avvicinai pericolosamente alle sue labbra, ma presto mi allontanai. Non era lui il mio obbiettivo.
Mi avvicinai a lui, Jungmo, cantai altre due o tre parole, poi via. Come da “copione”. Le nostre labbra si unirono in un bacio passionale, che durò pochi secondi ma fu molto intenso. Le fan urlarono come matte, sembrava fossero molto contente di questo fan service spinto e inaspettato da parte mia. Nel pubblico vidi il volto esterrefatto di XiangLin, che sicuramente non si aspettava una cosa del genere da me. Sul mio viso comparve il mio ghigno sghembo soddisfatto della reazione che avevo ottenuto.
Presto la performance finì e mi avviai fuori dal palco. Lì mi trovai davanti Hankyung con un’espressione indecifrabile sul volto. Gli passai accanto fermandomi un attimo al suo fianco senza guardarlo negli occhi. Lui schiuse le labbra volendo evidentemente dire qualcosa. Ma le parole sembrarono morirgli in gola, perciò le richiuse. Chiusi gli occhi, poi li riaprii e ripresi a camminare.
Non dissi neanche una parola. Non provai a dare alcuna spiegazione. Semplicemente me ne andai, lasciandolo lì con i suoi dubbi e i suoi perché.
Gli avrei dato il tempo per metabolizzare e comprendere la cosa, sperando che avrebbe scelto la cosa migliore.


11 capitolo


Più tardi, nella macchina in cui viaggiavamo io, Hankyung e Kibum, regnava il silenzio più assoluto. Neanche Kibum parlava, non era al corrente del bacio che avrei scambiato con Jungmo durante la performance di “Crazy” del Super Show. Speravo soltanto che non cominciasse ad evitarmi per questo motivo.
Io e Hankyung guardavamo fuori dai rispettivi finestrini e Kibum fissava distratto la strada davanti a se. Notai quasi divertito lo sguardo incuriosito dell’autista che si chiedeva il motivo di quella calma così insolita.
-Domani lavorate?- chiese Kibum, evidentemente cercando di spezzare quell’opprimente e deprimente silenzio che ormai regnava sovrano da troppo tempo.
Io annuii e Hankyung contemporaneamente rispose con un “Mhmh” appena accennato.
Poi fu di nuovo silenzio.
Durante gli altri, a mio parere infiniti, venti minuti di viaggio che ci separavano da casa, nessuno tentò di parlare. L’aria nella macchina era colma di tensione.
Sapevo che Hankyung era offeso con me, ma non avrei ceduto per nessun motivo, altrimenti non avrei ottenuto alcun effetto.
Salimmo in casa e facemmo la doccia a turno, aspettando che finisse l’altro prima di avvicinarsi al bagno, in modo da poter evitare di scambiare qualche tesa e imbarazzata parola.
La stessa cosa accadde nell’andare a letto. Tutti si chiusero nelle proprie camere e nessuno augurò agli altri la buonanotte come facevamo di solito. Questa cosa mi fece malissimo.

La mattina successiva, mi svegliai di buon ora. In realtà avevo dormito pochissimo, continuando a girarmi e rigirarmi nel mio letto che in quel momento sembrava reduce della seconda guerra mondiale. Arrivato in cucina, decisi di riservare un trattamento più delicato alla macchinetta del caffè. Cercai di mettere la cialda al suo posto con tutta la calma e la delicatezza possibile. Quella proprio non ne voleva sapere di seguire le mie indicazioni. Alla fine mi rassegnai e dandole due o tre pugni ben assestati si mise al suo posto e io potetti finalmente avere il mio caffè.
Poco dopo giunse in cucina Hankyung che sbadigliando sussurrò un saluto, poi nuovamente con quella sua maledetta grazia infilò la cialda nella macchinetta del caffè nel giro di pochi secondi. Qualche minuto dopo arrivò in cucina anche Kibum. Anche lui si avvicinò alla macchinetta del caffè e dopo averci combattuto per un po’, riuscì anche lui ad avere quel benedetto caffè. A quanto pare non ero l’unico che aveva problemi con quell’affare capriccioso.
Eravamo tutti e tre seduti al tavolo che sorseggiavamo tranquilli il nostro caffè, cercando sempre di evitare gli sguardi imbarazzanti degli altri.
Il silenzio stava diventando nuovamente difficile da sopportare, perciò decisi di accendere la televisione che almeno avrebbe animato un po’ la situazione. In un decimo di secondo, mi pentii di averlo fatto.
Quaranta pollici di schermo rappresentavano il mio bacio della sera prima. Dovevamo proprio avere una tv così grossa? Ripresero in primo piano le mie labbra e quelle di Jungmo.
Arrossii violentemente. In fondo anche io mi vergognavo in situazioni del genere. Gli ospiti della trasmissione parlavano solo di quello, chiedendosi i motivi o immaginando spiegazioni inutili e senza fondamento.
Mi voltai e vidi che Hankyung fissava stupito la tv che mostrava dettagli che da così lontano lui non avrebbe potuto notare e Kibum che mi guardava leggermente perplesso.
Arrabbiato, sbattei il pugno sul tavolo e me ne andai in camera per evitare di doverli vedere. Non avevo valutato gli effetti mediatici che il mio gesto avrebbe creato. Ora su tutte le televisioni parlavano solo di me e del mio bacio. Non avrei voluto andasse così, ognuno stava dando spiegazioni insensate e completamente non vere. L’unica mia motivazione era far ingelosire Hankyung. Né più né meno. Non volevo attirare l’attenzione o difendere i gay della nazione come dicevano.
Sperai che almeno su Hankyung avessi ottenuto l’effetto voluto e che non credesse a tutte quelle cazzate che stavano dicendo.
Dopo poco decisi che avrei affrontato la cosa. Avrei detto sul mio cyworld quello che pensavo, in modo da far cessare almeno in parte quell’assurdo “fenomeno”. Io ero sempre lo stesso Heechul. Chi mi ama, mi segua.


12 capitolo



Durante il pomeriggio ero a lavoro, ma non facevo altro che pensare a cosa sarebbe successo quella sera. Ero molto triste perché sapevo che non avrei più potuto mangiare la buonissima cena preparata da Hankyung. Sicuramente dopo gli avvenimenti del giorno prima e di quella mattina non avrebbe più neanche pensato di cucinare per me.
Anche mentre tornavo in macchina a casa, continuavo a rimuginare sconsolato su questa cosa, ma di certo non accennavo a pentirmi di quello che avevo fatto.
Salito a casa, però, subito il mio olfatto fu stuzzicato da un profumo buonissimo. Pensai di stare vaneggiando, forse stavo davvero impazzendo pian piano.
Raggiunsi la cucina e vidi davanti a me una tavola imbandita con molti piatti di pietanze cinesi e coreane di tutti i tipi. Spalancai gli occhi incredulo e mi guardai intorno per vedere chi fosse l’artefice di tutto questo. Subito individuai la figura di Hankyung ai fornelli nella cucina.
Mi avvicinai a lui e mi fermai alle sue spalle. Non sapevo cosa dirgli, perciò rimasi in silenzio pensando a qualcosa di non troppo banale ma coerente. Prima che potessi organizzare le idee, Hankyung si voltò e mi sorrise. Davvero, era proprio il suo dolcissimo, allegro sorriso.
-Ciao Chul. Com’è andata a lavoro?-
Stavo sognando. Ne ero sicuro. Sembrava che tutto quello che era successo non fosse mai accaduto. Hankyung era proprio il solito Hankyung.
-Bene. E-e tu?- risposi insicuro balbettando un po’.
-Bene bene. Ceniamo?- mi domandò portando l’ultima pietanza sul tavolo.
-Uh? Ah, si okay.- gli risposi ancora incredulo.
Ci sedemmo al tavolo e cominciammo a consumare la cena parlando del più e del meno, come cosa avevamo fatto a lavoro o se avevo sentito dell’ultimissimo nuovo gioco per il quale Kyuhyun era fissato. Mi raccontò che Kangin lo aveva beccato a giocare alle quattro di mattina ed era anche stato accusato come colpevole di averlo fatto perdere. Ridemmo un sacco.
Poi Hankyung rimase in silenzio e sembrò riflettere su qualcosa. Sperai che non mi chiedesse dettagli sul bacio, perché avrei voluto che traesse da solo le sue conclusioni.
-Uhm.. Heechul?- sussurrò con un’espressione turbata.
Aiuto, quel modo di esprimersi era pericoloso: ammetteva qualsiasi domanda.
-Dimmi.- risposi molto titubante.
-Sei libero stasera?-
Se questo fosse stato un manga, sarei sicuramente caduto dalla sedia per lo stupore. Ma questo non era un manga né un cartone animato, perciò lo fissai seriamente e annuii.
-Vorresti vedere un film con me?- mi chiese innocentemente.
-Uhm, va bene. Ma tu non devi incontrare la tua ragazza?-
-Ah, no, lei stasera non vuole uscire.- mi rispose sembrando un po’ incerto delle proprie parole.
Lo osservai attentamente per cercare di comprendere cosa stesse pensando davvero, ma fu inutile.
Poi sorrise e andò a prendere un dvd dalla sua camera. Era una commedia coreana chiamata “100 Days With Mr.Arrogant”, sembrava molto divertente dalla trama.
Ci sedemmo sul divano e iniziammo a vedere il film. Ci trovavamo a più o meno un metro di distanza l’uno dall’altro dato che ci eravamo seduti agli estremi del divano.
Il film sembrava simpatico e ridemmo e lo commentammo insieme divertendoci moltissimo.
Poi, all’improvviso, il cellulare di Hankyung squillò e lui si alzò in fretta per andare a rispondere alla chiamata. Nuovamente tesi le orecchie per cogliere la sua conversazione.
-Ciao.-
Lunga pausa.
-No, non esco. Devo lavorare.-
Rimasi allibito da quelle parole. Quello che mi aveva detto prima non era vero, stava mentendo alla sua fidanzata per poter trascorrere la serata con me. Quasi non riuscivo a crederci, il mio piano stava procedendo davvero bene e senza intoppi.
-Si, scusami, abbiamo molto lavoro, ora vado. Ciao.-
Non ci credevo assolutamente. Non era possibile, non era possibile.
-Si, anche io. Ciao.-
Hankyung tornò in cucina e mentre entrava finsi di ridere vedendo una scena, che in realtà non avevo neanche seguito.
-Cosa è successo nel film mentre ero nella mia camera?- mi chiese curioso fissando lo schermo.
Accidenti. Non avevo seguito neanche una parola del film in quella frazione di tempo.
-Uhm, perché non riprendiamo dal punto in cui sei andato via? Tanto abbiamo tempo, no?- gli risposi cercando di salvarmi.
-Uuhm, va bene.- mi rispose sorridendo. Bene, ero salvo.
Lui si alzò e mandò indietro il dvd, poi tornando a sedersi, si mise al mio fianco. Ormai eravamo vicinissimi.
Passò altro tempo durante il quale rimanemmo in silenzio a guardare il film e mi concentrai così tanto, che non mi accorsi che Hankyung si era addormentato sulla mia spalla.
Quando lo notai, sorrisi dolcemente e gli accarezzai il liscio volto, poi lo sollevai prendendolo in braccio e lo portai nella sua camera. Lo misi a letto e gli rimboccai le coperte, come lui aveva fatto con me qualche giorno prima.
Gli accarezzai nuovamente il viso. Era profondamente addormentato.
Forse… Forse non si sarebbe accorto se…
Mi curvai leggermente e posai lievemente le mie labbra sulla sue, dandogli un casto bacio.
Che bello, come volevo che quell’attimo durasse per sempre. Il contatto con le sue labbra mi faceva sentire in paradiso. Era una cosa che desideravo fare da moltissimo tempo.
Mi allontanai da lui e sorrisi. Non si era accorto di niente. Doveva essere davvero molto stanco.
Uscendo dalla camera, gli dedicai un ultimo e intenso sguardo.
-Buonanotte… amore mio.-


13 capitolo



Durante la giornata successiva ebbi molto tempo per rilassarmi dato che stranamente non avevo del lavoro da fare. Tutti gli altri in casa erano impegnati, perciò cercai dei modi per divertirmi anche da solo.
Giocai alla playstation, scrissi nel cyworld, mi abbuffai con tutte le cose nel frigo, dormii un po’ e disturbai il mio carissimo Heebum, al quale non dedicavo molte attenzioni da parecchio. Ero stato così impegnato nell’architettare il mio piano di riconquista di Hankyung che lo avevo un po’ ignorato.
Arrivò la sera e io ero ancora solo nell’appartamento. Sinceramente iniziavo a essere stufo ed annoiato di stare da solo e mi chiedevo quando gli altri sarebbero tornati a casa.
Mi sedetti sul divano e iniziai a fare un po’ zapping per vedere cosa c’era in tv. Vidi un servizio televisivo in cui parlavano degli idols più famosi della Corea, naturalmente citarono anche noi e fecero vedere dei pezzi di alcuni nostri video.
Passarono le ore e si fece notte, ma non tornava ancora nessuno. La mia pancia gorgogliava per la fame, nonostante avessi fatto “sparire” tutte le leccornie nel frigorifero. Mi chiedevo quando sarebbe tornato Hankyung, in modo da poter ricevere la cena e stare nuovamente con lui.
Tic, toc, tic, toc, tic, toc. Mi ero seduto nuovamente sul divano e avevo abbracciato le ginocchia, mentre fissavo le lancette di quell’orologio, che erano nello stesso momento veloci e lente. Veloci, perchè si avvicinava sempre più l’ora in cui sarei dovuto andare a dormire a causa dell’ora tarda; lente perché la noia sembrava sempre più insostenibile.
Il buon umore, che mi aveva accompagnato durante tutta la giornata, sembrava scomparso lasciando il posto ad una straziante apatia.
Dov’era Hankyung? Era a lavoro? Era con lei? Era di nuovo arrabbiato con me per qualche motivo? E se magari era a casa di lei e…
Non ci volevo neanche pensare. Immaginare quella situazione mi faceva stare malissimo e non potevo assolutamente sopportarlo. Il giorno prima ero stato contentissimo perché credevo che lui si stesse progressivamente avvicinando a me, lasciando lei in disparte. Ma forse era solo la mia immaginazione…
Sconsolato decisi di andare a letto, dato che la mattina dopo avrei dovuto svegliarmi molto presto. Infilatomi sotto le coperte, accesi l’mp3 e misi le nostre canzoni. Ascoltando le sue parti nelle canzoni ero tristissimo, ma cercavo di cacciare via quelle emozioni ed essere forte.
Poi, mi addormentai. Ero stanco e non me ne resi quasi conto. Non sentii Hankyung né nessun altro rientrare, perché dormii molto profondamente.
Quando la sveglia suonò il mattino dopo, sobbalzai e mi misi subito a sedere. La spensi annoiato e mi alzai dal letto dirigendomi ad occhi chiusi verso la cucina. Sbattei due o tre volte contro i muri e i mobili, ma poi riuscii ad arrivare a destinazione. Entrato nella stanza sentii il distinto profumo di caffè e cercai di aprire gli occhi per vedere chi era già sveglio.
Davanti a me, ritrovai un Hankyung che sorseggiava distrattamente il caffè e guardava in un punto imprecisato davanti a sé. Aveva indosso i vestiti che mi sembravano essere del giorno prima, ma non potevo esserne certo. Aveva il viso stanco e delle leggere occhiaie sotto gli occhi.
-Hankyung?-
Lui sobbalzò, sembrava non essersi accorto della mia presenza della stanza.
-Uhm. Oh, ciao Heechul. Ben svegliato.- mi rispose confusamente.
-Che ci fai in piedi Hankyung? Hai dormito stanotte?- gli chiesi curioso.
-Uhm… No. Non riuscivo a dormire.- mi rispose tornando a fissare attentamente la tazzina.
-E’… E’ successo qualcosa con XiangLin?- gli domandai esitante.
-No… niente. Con lei tutto benissimo.- mi rispose lui sembrando sicuro delle proprie parole.
Accidenti. Avevo davvero sperato che il problema di Hankyung fosse stato un’incomprensione, o anche qualcosa di “meglio”, con XiangLin. Allora perché stava così?
-Ma allora cosa è successo?-
Lui non rispose ma si limitò a finire di bere il caffè. Poi si alzò e mi guardò intensamente con uno sguardo confuso e indeciso.
-Vado un po’ a letto- mi disse –ho molto sonno…-
Dette queste parole, non attese neanche una mia risposta, ma si allontanò in fretta dalla cucina e presto sentii sbattere la porta della sua camere.
Mi chiedevo cosa avesse. I suoi comportamenti in quei giorni erano contradditori e strani. Sembrava quasi imitasse il mio essere fortemente lunatico. Decisi che dovevo fare qualcosa e scoprire cosa lo faceva star male. Niente poteva essere tenuto nascosto al magnifico Heechul.


14 capitolo




Andai a lavoro continuando a fare congetture su cosa potesse essere successo ad Hankyung, ma non riuscivo proprio a comprendere. Era così strano vederlo comportarsi così, che non riuscivo minimamente ad immaginarne la causa.
Presto, tra riprese e pensieri, arrivò la sera e con lei anche il mio ritorno a casa. Salii le scale stancamente e mi catapultai dentro appena la porta si aprì. Raggiunsi il divano della cucina e mi ci distesi senza neanche guardarmi intorno. Era stata una giornata davvero molto faticosa.
Hankyung mi raggiunse e prima che potessi protestare in qualsiasi modo, mi sollevò la testa, si sedette e mi fece poggiare il capo sulle sue gambe. Aprii gli occhi e lo guardai stupito.
Lui come sempre mantenne una calma invidiabile e mi sorrise dolcemente.
-Com’è andata a lavoro?-
-Bene, bene. Sono stanchissimo.- gli risposi chiudendo gli occhi.
Lo udii ridere sommessamente ed iniziò ad accarezzarmi il volto e i capelli delicatamente. Ero molto sorpreso da quel gesto così improvviso e insolito, ma non osai aprire gli occhi per paura che lui smettesse. Era così piacevole il suo tocco leggero e caldo sulla mia pelle. Mi vennero quasi i brividi per quanto mi sentivo estremamente bene e felice in quel momento.
Rimanemmo così per un tempo che mi sembrò infinito. Nessuno dei due parlò, ma entrambi sentivamo una sensazione di serenità quasi irreale nell’aria.
Poi, il rumore della chiave nella toppa della porta di ingresso, risuonò come un tuono nella casa. Presto ci mettemmo a sedere e fingemmo di parlare del più e del meno come al solito. Sembrava quasi che ci fossimo messi d’accordo da parecchio di fare così, ma in realtà era bastato uno sguardo per comprenderci.
Kibum entrò in cucina e ci guardò un attimo attentamente prima di sorriderci.
-Ciao ragazzi, tutto okay?-
-Si certo. Sto sgridando Hankyung perché si era addormentato e non ha preparato la cena! Ho un fame… Come hai potuto?- finsi io, sperando che Hankyung mi mantenesse il gioco.
Lui mi guardò un po’, fintamente contrariato.
-Scusami, scusami. Non me n’ero accorto!- recitò lui piegando leggermente la testa in segno di scuse.
-Heechul, non essere così cattivo! È già molto che ce la prepari lui ogni giorno.-
Tutti e tre scoppiammo a ridere e ognuno andò per la sua strada. Hankyung si recò in cucina per preparare la cena, Kibum andò a farsi una doccia e io andai in camera ad aggiornare il mio cyworld.

Poco tempo dopo, Hankyung ci chiamò in cucina per cenare. Come al solito, tutte le sue preparazioni erano davvero saporite e buone. Ringraziammo Hankyung per la cena e iniziammo a mangiare.
-Tra due giorni ci sarà il concerto.- affermò Kibum apparentemente dispiaciuto.
-L’SM Town?- gli chiesi insicuro. Mi ricordavo mancasse ancora parecchio, ma a quanto pare mi sbagliavo.
-Si. Io non potrò esserci quel giorno. Devo registrare il drama.- continuò Kibum.
-Ah, mi dispiace. Sarebbe stato bello esserci tutti. Verranno anche Henry e Zhou Mi.- rispose prontamente Hankyung sembrando anch’egli abbastanza sconsolato.
-Purtroppo non posso rimandare.- mormorò Kibum giocherellando con le bacchette.
-Dai, non fa niente. Sarà per la prossima volta!- esclamai io cercando di risollevare il morale dei miei due coinquilini.
-Vero, dai. Non essere giù Bum!- scherzò subito Hankyung dandogli una leggera pacca sulla spalla.
Per qualche minuto calò il silenzio e tutti sembrarono persi nei propri pensieri.
-Hankyung?- chiesi io dando fine a quel silenzio. Volevo domandargli una cosa che mi premeva molto, ma della quale non avevo avuto la forza di parlare quando eravamo soli poco prima.
-Dimmi.- mi rispose immediatamente lui, sorridendomi in modo incoraggiante.
-Domani porterai XiangLin?- gli domandai fingendo di essere solo lontanamente interessato alla questione.
Lui sembrò pensarci un po’ su, poi però sorrise e annuì. Io sorrisi fingendo di esserne contento, ma in realtà ero molto arrabbiato. A quanto pare le cose continuavano ad andare bene tra i due e io non potevo accettarlo.
-Bene. Come sta? Voglio salutarla.- gli risposi cortesemente. Naturalmente in mente continuavo ad immaginare tutti i modi più assurdi per ucciderla e farla sparire dalla faccia della terra.
Avevo preso una decisione proprio in quel momento. Il mio piano non si poteva limitare al bacio con Jungmo. Dovevo fare qualcosa che avrebbe toccato ancor di più i sentimenti di Hankyung. Magari…
Ebbi una di quelle che si chiamano illuminazioni. Mi alzai in piedi di scatto.
-Scusatemi ragazzi. Ho molto sonno. Vado a dormire. Buonanotte.- dissi velocemente queste frasi, assomigliando leggermente ad un telegrafo.
I due mi guardarono ad occhi spalancati. Davvero non riuscivano a capire i miei cambiamenti così repentini. Forse avevano ragione, neanche io mi ritenevo molto normale. Ma i geni sono sempre un po’ strani.
Corsi in camera e presi in mano il cellulare. Dovevo fare una chiamata molto importante.


15 capitolo



Chiusi la chiamata e tirai un sospiro di sollievo. Come al solito, sapevo di poter contare su di lui. Era davvero sempre lì al mio fianco per aiutarmi in qualsiasi situazione. Anche questa volta l’avrebbe fatto, anche se questo avrebbe potuto significare un danno alla sua reputazione. Lui aveva accettato senza fare una piega, sicurissimo della sua decisione. Per questo motivo, io non potevo che essergli grato.
Mi sedetti sul letto e incrociai le gambe guardando il soffitto. Qualche giorno prima avevo comprato delle stelline luminose da incollare al soffitto, perciò sembrava quasi di ammirare un cielo stellato. Immaginai me e Hankyung distesi sulla spiaggia con gli occhi puntati al cielo e lui che mi accarezzava dolcemente e…
Oddio, iniziavo a farmi i film come una comunissima liceale innamorata e la cosa mi spaventava. Mi distesi sul letto. Sul mio viso troneggiava il mio consueto sorrisetto compiaciuto e soddisfatto, solito di quando portavo a termine un’impresa molto difficile.
Finalmente quella sera avrei potuto addormentarmi sapendo che il mio piano avrebbe avuto un seguito e non si sarebbe bloccato davanti ad alcun ostacolo. Infatti, chiusi gli occhi e presto mi addormentai.
Poco dopo, nel dormiveglia, mi sembrò di udire la porta aprirsi e richiudersi pochi minuti dopo, ma non ne fui assolutamente certo. Forse era solo Heebum che si sentiva solo ed era venuto a farmi una visitina.

La mattina dopo mi svegliai molto energico e arzillo, pronto a lavorare e a trascorrere quella giornata al meglio. Era il giorno dell’SM Town e non potevo non esserne contento. Nonostante la mia voglia di fare, però, ero raffreddatissimo e speravo vivamente che nel corso della giornata le cose non sarebbero peggiorate.
Arrivai in cucina e affrontai la macchina del caffè con serenità, picchiandola senza angustiarmi a causa sua. Dopo un po’ di “ammaccature” reciproche, ottenni il mio benamato caffè e me lo gustai con molta calma.
Hankyung, invece, entrò in cucina trascinando i piedi e sbadigliando. Sapevo che era molto stanco a causa della schedule difficilissima e impegnativa affidatagli dal manager. Si avvicinò alla macchinetta del caffè e mentre questa gli preparava il caffè diligentemente come un cagnolino ubbidiente, lui poggiò la testa su di essa cercando di schiacciare un brevissimo sonnellino. Pochi secondi dopo il caffè fu pronto e lui si sedette di fronte a me poggiando nuovamente la testa sul tavolo.
-Sei proprio stanco, eh Kyung?- gli domandai sorseggiando il mio caffè.
-Mhmh…- mormorò lui, troppo stanco anche per rispondere ad una semplice domanda del genere.
-Su su, cercherò di farti allontanare un po’ oggi pomeriggio durante le prove. Così potrai dormire un altro pochino!- gli suggerii ridendo allegramente.
Lui sollevò lo sguardo e mi osservò con occhi adoranti e grati.
-Ah ah, non mi guardare così. Per così poco!- continuai ridendo della sua assurda reazione.
-Grazie mille, Chul…- mormorò lui tornando ad afflosciarsi sul tavolo.

Tra una prova e l’altra arrivò la sera. Durante il pomeriggio, avevo finto di aver mandato Hankyung a prendere qualcosa da casa per lasciarlo riposare un po’ e lui era tornato dopo due ore fingendosi arrabbiatissimo con me che gli avevo fatto perdere tempo. Poi, in privato, mi abbracciò stretto e mi ringraziò di cuore di quello che avevo fatto. Anche se era una cosa da niente a mio parere.
Io stavo parlando con Hankyung mentre lui finiva di essere truccato quando XiangLin arrivò. Notai che rimase ferma per qualche secondo sulla soglia osservandoci prima di entrare. Naturalmente finsi di non essermi accorto di niente.
-Ciao ragazzi.- mormorò lei entrando mentre abbozzava un sorriso non molto convincente.
-Oh, XiangLin, ciao!- esclamai andandole incontro. Hankyung ci dava le spalle, perciò non notò nuovamente lo sguardo torvo di minaccia che le lanciai. Lei continuò a sorridere imbarazzata, ma arretrò di qualche passo. Notai che era rabbrividita. Perfetto, ero stato davvero minaccioso come speravo.
Hankyung si alzò e la raggiunse sorridendole.
-Ciao XiangLin, non sapevo fossi arrivata!- le disse sincero.
Poi, purtroppo, assistetti ad una scena che avrei preferito non dover vedere mai. Hankyung le posò le mani sui fianchi e la baciò teneramente sulle rosse labbra. Stavo morendo di invidia e sperai davvero che i miei occhi potessero darle fuoco.
Cercai di distogliere lo sguardo e mi allontanai verso la mia borsa, per cercare di evitare di farmi del male ancora di più guardando quei due che si baciavano proprio davanti ai miei occhi. Mi sedetti sulla poltrona in un angolo e mi misi a giocare con il cellulare.
Nel frattempo, i due si misero nell’angolo opposto ad amoreggiare. XiangLin era seduta in braccio ad Hankyung e rideva e scherzava allegramente con lui. Ah, Hankyung caro, se lo avessi saputo, non avrei mai fatto in modo di farti andare a riposare quel pomeriggio, così saresti stato troppo stanco anche per “sforzarti” di guardare quella cornacchia negli occhi.
Strinsi i pugni e cercai di resistere, ma le risatine e le parole sommesse non facevano altro che far crescere a dismisura la mia collera. Chiusi il cellulare con uno scatto e mi alzai in piedi andando spedito verso la porta. Hankyung mi osservò sorpreso del mio cambio di umore improvviso. Quella volta non ero stato per niente bravo nel celare la mia rabbia e anche lui se n’era accorto.
-Heechul, dove vai?- mi chiese innocentemente.
-Devo incontrare una persona.- gli risposi svogliatamente prestando molta attenzione nel non rivelare la persona a cui mi riferivo nonostante lui la conoscesse benissimo.
XiangLin pensò “bene” di stringersi a lui ancor di più per cercare riparo dalla mia ira repressa.
-Ci vediamo dopo.- sbottai uscendo e chiudendo la porta dietro di me.
In quel momento avevo preferito non interrompere i loro giochetti, ma presto avrei lasciato entrambi allibiti e poi sarei stato io quello seduto in poltrona ad osservare le loro reazioni.
Presto, presto, prestissimo, lui sarebbe stato mio e non di quella mocciosetta.


16 capitolo


Le luci erano completamente spente sul palco. Jungmo, Siwon, Sungmin ed io eravamo già pronti ai nostri posti. Un assolo di chitarra, batteria, voci stile gotico in sottofondo. Il pubblico era in delirio. Hankyung era dietro le quinte che ci osservava curioso. Stessa atmosfera, stessa persone, stessa musica. Tutto si sarebbe ripetuto di nuovo. Ma questa volta ero sicuro che sarebbe stato più efficace.
Le parole della canzone sembravano fuoriuscire da sole dalle mie labbra mentre chiudevo gli occhi lasciandomi andare, trascinato da quella surreale atmosfera.
Poi, continuando a cantare, mi avvicinai a Siwon, che suonava con molto trasporto. Lui mi lanciò un veloce sguardo d’intesa. Voltò di scatto il viso verso di me e io gli posi la mano sotto il mento. Poi lo baciai. Fu molto veloce, ma allo stesso tempo molto intenso. Le fan urlarono nuovamente come matte, felici o meno della mia strana trasgressione.
Nuovamente mi allontanai da lui e sorrisi soddisfatto passandomi velocemente la lingua sulle labbra. Hankyung aveva gli occhi sbarrati e guardava prima Siwon e poi me incredulo. Sicuramente non si aspettava assolutamente quello che era appena successo davanti ai suoi occhi. XiangLin era sconcertata dalla scena e certamente non riusciva a capirne le motivazioni.
Scendendo dal palco questa volta, mentre passavo di fianco ad Hankyung, gli sorrisi col mio solito ghigno compiaciuto. Lui non fece niente, ma mi sembrò di cogliere sul suo viso un accenno di rabbia che riusciva a malapena a celare.
Mi chiedevo se fosse stata soltanto la mia immaginazione o se lui era davvero infastidito dal mio gesto. Chissà… forse era geloso?
Il concertò proseguì e dopo alcune esibizioni di altri cantanti della SM Family, giunse nuovamente il nostro turno. Era la volta di “Happiness”.
Questa canzone mi rendeva sempre allegro, quindi gironzolavo sul palco sorridendo e giocando con gli altri membri del gruppo. Dopo pochi minuti, arrivò la parte di Yesung che precedeva la mia. In quel momento, ci trovavamo vicini io, Hankyung, Shindong e Yesung. Cantai la mia parte di canzone guardando Hankyung negli occhi e sorridendoci a vicenda. Poi lui fece una cosa che davvero non avrei mai potuto prevedere.
Socchiuse gli occhi e continuando a sorridermi, piegò la testa di lato avvicinandosi a me come se volesse baciarmi. Shindong e Yesung ridevano e ci fissavano incuriositi.
Accadde tutto in poche frazioni di secondi. Socchiusi anche io gli occhi e piegai la testa di lato per trovare una posizione migliore. Ci avvicinavamo sempre di più e le nostre labbra erano vicinissime. Poi, però, Shindong e Yesung misero un dito tra di esse per interrompere quel bacio improvvisato e inatteso.
Credo lo fecero ingenuamente, pensando scherzassimo. Entrambi ci voltammo nelle direzioni opposte continuando a sorridere per circostanza ma con un sacco di emozioni e pensieri contrastanti dentro di noi.
Da una parte ero molto risentito nei confronti di Shindong e Yesung per aver fermato quel bacio che attendevo da moltissimo tempo, dall’altra mi arrovellavo sulle possibili ragioni del comportamento di Hankyung. Era stato tutto così improvviso…
Guardai le persone nel pubblico e subito individuai il viso tipicamente asiatico di XiangLin. Era sbiancata e sembrava incredula. Credo che chiunque lo sarebbe vedendo il proprio ragazzo comportarsi così. Sicuramente anche lei aveva la sua buona dose di dubbi e quesiti. Non sarei stato certo io a risponderle.
Mi resi conto di essere distratto e che stavo quasi ignorando gli altri. Perciò, decisi di mettere a tacere la mia mente per concentrarmi solo sul concerto, in modo da poter anche divertirmi un po’.
Il solito momento dei pensieri e delle congetture sarebbe arrivato in seguito.


17 capitolo



Questa volta, in auto, l’atmosfera era molto differente dalla volta precedente. Kibum non c’era perché era fuori città per lavoro. Non aveva neanche partecipato al concerto di quella sera.
Durante il tragitto, io e Hankyung non facevamo che parlare senza sosta di tutto ciò che era accaduto quella sera, evitando attentamente di parlare della mia “pazza” performance di Crazy.
-Hai visto Teukie com’era contento durante la performance di “Smile”?- gli dissi divertito.
-Vero vero. Perché non lo era anche in Happiness?- rispose lui ridendo.
Happiness. In un secondo un lampo sembrò attraversarci la mente e ricordammo cosa era successo durante quella performance.
Contemporaneamente ci zittimmo e ci voltammo verso l’esterno per non mostrare all’altro il rossore sui nostri volti e l’imbarazzo che ci aveva improvvisamente assalito. L’autista continuava ad osservarci attraverso lo specchietto retrovisore, visibilmente confuso dal nostro strano comportamento. Mi chiedo cosa pensasse di noi.
Arrivammo a casa e, dopo aver fatto una doccia rinfrescante, andammo entrambi a dormire. Questa volta però ci augurammo sorridendo la buonanotte anche se goffamente a causa dell’imbarazzo.

Il giorno dopo, io e Hankyung ci vedemmo pochissimo. Mi alzai molto presto, quando lui ancora dormiva, e mi recai presto a lavoro.
Quel giorno dovevo registrare un programma televisivo insieme a Leeteuk, perciò durante i momenti di pausa avemmo molto tempo per chiacchierare.
Lui mi parlò delle opinioni del manager riguardo il concerto del giorno prima e mi espresse la sua opinione a riguardo dell’SM Town. Io ascoltai e parlai molto interessato all’argomento, ma ero ansioso di sentire cosa ne pensava lui del bacio che avevo dato a Siwon.
Dopo poco, prima che potessi chiedere qualunque cosa, fu proprio lui a parlare di questo.
-Sai, non sapevo avessi deciso di baciare Siwon questa volta. Devo dire che la cosa mi ha sorpreso davvero molto!- affermò sorridendo e il mio sguardo si concentrò sulla sua tenera fossetta.
-Uhm si, avevo una specie di “missione” da portare a termine. Spero che questa volta sia stata efficace.-
-Vuoi fare ingelosire Hankyung?- mi domandò ridendo.
Io lo guardai allibito e con la bocca spalancata per lo stupore. Come faceva a saper anche lui questa cosa? Non solo Siwon, adesso anche lui? I miei sentimenti erano davvero così evidenti? E se era così, perché Hankyung non se n’era ancora accorto?
Tutte queste domande attraversarono la mia mente confusa nel giro di qualche secondo, prima che Leeteuk ridesse con quella sua assurda risata altissima e contagiosa. Senza neanche rendermene conto risi anche io. Quella risata era davvero così contagiosa.
-Come lo fai a sapere?- gli chiesi poi, tornando improvvisamente serissimo.
Lui sorrise ancora dolcemente e si morse lievemente il labbro.
-Lo so. Capisco sempre questo genere di cose.. Non sai quante ne ho viste tra voi membri dei Super Junior. Secondo me, saprei elencarti facilmente tutti quelli che provano le tue stesse emozioni.- mi disse fingendosi altezzoso e vanitoso per questa sua assurda abilità.
-Sono contento per te.- gli risposi ironicamente guardandolo torvo.
-Chi bacerai dopo?- mi chiese allegro. Quel ragazzo è sempre stato capace di trasmettermi una serenità incredibile ogni qualvolta gli parli.
-Uhm non so ancora…- mormorai. Non avevo ancora preso in considerazione l’idea di baciare qualcun altro, perché preferivo vedere quali fossero state le conseguenze del mio ultimo bacio.
-Vorresti baciare me?- mi chiese continuando a sorridermi raggiante.
Lo osservai con attenzione. Non riuscivo a comprendere di che natura fosse la sua domanda. Non sapevo se fosse sincera o se nascondesse qualcosa.
-Vuoi che io ti baci?- gli domandai in risposta per cercare di comprendere meglio cosa intendesse.
Per un attimo il suo volto fu un mescolarsi di espressioni indecifrabili. Sembrava triste, perplesso, titubante ma al tempo stesso sereno. Mi chiesi come facesse ad essere così.
-In realtà no. O meglio non so.- si fermò un attimo e sembrò dubitare se continuare o meno, -Ci vuole davvero molta forza d’animo per fare ciò che stai facendo tu. L’altra persona potrebbe fare ciò che desideri, ma potrebbe anche voltarti le spalle. Non sopporterei questa eventualità.-
Lo fissai con attenzione. A quanto pare anche lui era innamorato di qualcuno e avevo solo una vaga idea di chi potesse essere.
-Sei innamorato, eh?- gli domandai con tono beffardo.
-Eh si. Immagino tu sappia di chi! Purtroppo Kangin non corrisponderà mai i miei sentimenti!- sbuffò e affermò sorridendo, nonostante sapessi che in realtà era molto triste a causa di questo.
Allora era proprio Kangin come sospettavo. Prima che potessi parlare e dirgli delle parole di compatimento nei suoi confronti, lui mi interruppe, sicuramente conscio di ciò che avrei detto.
-Però farò il tifo per te! Ricordatelo.- sussurrò sorridendomi e facendomi la linguaccia.
Poi arrivò un tecnico e ci informò che dovevamo riprendere le riprese perciò la nostra conversazione finì in quel modo. Le ultime parole di Leeteuk, però, continuarono ad aleggiare nella mia mente.


18 capitolo


Quando tornai a casa a sera tarda, tutti già dormivano profondamente. Andando nella mia camera, mi soffermai per qualche minuto sulla soglia della camera di Hankyung per osservarlo dormire.
Guardai con attenzione il suo viso, i suoi occhi chiusi e le ciglia scure, le sopracciglia castane leggermente aggrottate e il profilo delicato del suo naso, poi le sue labbra rosa e sottili leggermente schiuse. In seguito il mio sguardo si posò sul suo collo liscio e sulla sagoma del suo corpo lievemente visibile attraverso il lenzuolo bianco leggero.
Sorrisi estasiato, mi avvicinai al letto e mi distesi delicatamente al suo fianco. Decisi che sarei rimasto un po’ così, al caldo del suo esile corpo, prima di andare a dormire nel mio letto. La sua vicinanza mi faceva sentire rilassato e sicuro. Lui naturalmente non avrebbe mai saputo della mia presenza lì.

Aprii lentamente gli occhi sentendo un leggero mormorio e vidi vicinissimo al mio il volto stupito di Hankyung. Era facilmente comprensibile che anche lui aveva appena aperto gli occhi. Il suo braccio sinistro si trovava sotto il mio capo e la stessa cosa valeva per me. Ci misi qualche secondo per comprendere cosa stava succedendo. Mi ero addormentato al suo fianco e lui mi aveva scoperto.
Spalancai gli occhi e mi misi in fretta a sedere sul letto, come del resto fece anche lui.
-He-Heechul? Che ci fai qui?- mi domandò confuso, con ancora quell’espressione perplessa sul volto.
-Io.. Io non lo so. Forse sono sonnambulo!- abbozzai cercando di essere credibile.
Poi, un evento fortuito mi salvò da quella assurda ed imbarazzante situazione. Il mio stomaco emise un gorgoglio che sembrò echeggiare nella stanza. Hankyung non riuscì a trattenersi e scoppiò a ridere.
-Ti preparo qualcosa da mangiare!- mi disse alzandosi dal letto e continuando a sogghignare.
Uscì dalla camera e io subito mi lasciai cadere nuovamente sul letto e mi misi il cuscino sul volto. Ero imbarazzatissimo. Non mi sarei mai aspettato che lui mi scoprisse a dormire nel suo letto. Infondo non lo avevo neanche programmato.
Qualche minuto dopo, Hankyung mi chiamò dalla cucina avvisandomi che mi aveva preparato la colazione. Mi alzai dal letto a fatica, ancora con le guance arrossate. Il mio raffreddore sembrava essere peggiorato e mi sentivo la testa pulsare. Speravo di non essermi beccato l’influenza perché presto ci sarebbe stato l’altro concerto e non volevo mancare per alcun motivo.
Arrivato in cucina trovai la colazione pronta sul tavolo. Guardai Hankyung e gli regalai un ampio sorriso per ringraziarlo. Lui rise sommessamente e riprese a consumare la sua colazione.
-Com’è andato il lavoro ieri?- mi domandò osservando un articolo sul giornale che Kibum aveva lasciato sul tavolo.
-Bene. Ho incontrato anche Leeteuk. E’ stato bello poter lavorare con lui e non da solo come altre volte.-
-Lo immagino!- esclamò Hankyung continuando a leggere.
-Cosa farai oggi?- gli domandai osservandolo.
-Uhm…- alzò la testa leggermente e sembrò rifletterci un po’ su, poi continuò –Stamattina sono libero, poi oggi pomeriggio verrà XiangLin a trovarmi.-
Sussultai quasi impercettibilmente sentendo le sue ultime parole e continuai a fissarlo cercando di controllare le mie emozioni in modo che non notasse il mio disappunto.
-Uhm, cosa c’è? Non ti va che venga?- mi chiese lui guardandomi negli occhi.
-No, no, per me va bene. Mi hai solo colto un po’ di sorpresa.- gli risposi cercando di sorridere allegramente.
-Bene!- esclamò soddisfatto, prima di iniziare a sparecchiare la tavola.

Durante la mattinata, mi dedicai all’ascolto di canzoni e alla ricerca di nuove mie foto postate su internet dalle fan. Era un’attività che mi divertiva molto e alla quale mi dedicavo spesso. Hankyung, invece, mise in ordine la sua camera per cercare di renderla più presentabile agli occhi di una ragazza.
Nonostante fossi ancora un po’ imbarazzato dall’accaduto, non potevo che sentirmi superiore a XiangLin per aver dormito nello stesso letto di Hankyung. Lei sicuramente non ne avrebbe avuto la possibilità nell’immediato. Anzi, prima che una cosa del genere avrebbe potuto accadere, glielo avrei già sottratto.
Quando arrivarono le sei di sera, ero disteso sul mio letto con la musica a tutto volume e cantavo urlando come mio solito. A malapena sentii il suono del citofono e XiangLin che entrava nel nostro appartamento. La cosa non mi preoccupò più di tanto e continuai a cantare urlando. Lei era l’ultima persona che poteva giudicarmi e, inoltre, aveva già una strana impressione di me.
Uscii dalla camera per salutarla e lei mi guardò un po’ impaurita. Temimi, misera donna! Ah, come adoravo essere diabolico con quella ragazza. Credo stesse diventando il mio passatempo preferito.
-Ciao, tutto ok?- le domandai sorridendole beffardamente.
-S-si.- balbettò lei annuendo.
Hankyung mi sorrise raggiante e mi posò una mano sulla spalla.
-Chul, noi andiamo un po’ in camera per vedere delle cose al computer. Se hai bisogno di me, chiamami senza problemi.- affermò dolcemente.
Io annuii sorridendogli. Poi osservai XiangLin che, come notai con piacere, aveva un’espressione molto contrariata sul volto a causa del comportamento di Hankyung. Visto piccola strega? Lui ci tiene così tanto a me, che accorrerebbe appena lo chiamo! Giuro che dovetti fare uno sforzo per non lasciarmi andare alla mia profonda risata di scherno.
I due si allontanarono diretti alla camera, ma XiangLin mi lanciò un ultimo sguardo prima di entrare. Le feci la linguaccia, tanto Hankyung non le avrebbe mai creduto anche se glielo avesse riferito. Lei sembrò ancor più scandalizzata da questa cosa ed entrò nella stanza ancora leggermente scossa.
Dopo che ebbero chiuso la porta, mi avvicinai di soppiatto alla camera di Hankyung per cercare di origliare cosa si dicessero. Dopo uno snervante silenzio di un paio di minuti durante il quale sicuramente si stavano baciando, finalmente cominciarono a parlare.
-Hankyung… Sei sempre così dolce con Heechul?- domandò quella sfacciata.
-Certo.- lo sentii ridere sommessamente –tengo molto a lui.-
Ci fu un momento prolungato di silenzio in cui sentii solo il rumore dei tasti della tastiera che venivano premuti. Mi chiedevo se quella smorfiosa avesse già terminato il suo interrogatorio.
-Devi proprio vivere in questo appartamento?- sussurrò poi lei.
-Eh?!- rispose Hankyung quasi gridando, sicuramente non aspettandosi quella domanda.
Strinsi i pugni per la rabbia, cercando di non entrare nella camera e dirgliene quattro. Quella ragazzina non poteva permettersi di chiedere ad Hankyung una cosa del genere.
-Intendo dire… Quel ragazzo non mi sembra molto.. normale. Ha sempre quello sguardo minaccioso e ti osserva in un modo strano…- mormorò lei con voce sottile.
Io non sarei normale?! No, va bé, non lo sono, questo lo so. Ma non avrei mai voluto che lei pronunciasse delle parole del genere nei miei confronti. Infondo mi conosceva pochissimo.
-XiangLin ma cosa dici? Heechul è una bravissima persona e mi vuole molto bene.- mi difese subito Hankyung. Ah, gliene ero grato!
-Sei sicuro che sia solo voler bene?- sussurrò ancora lei quasi impercettibilmente.
Hankyung sembrò non comprendere cosa lei avesse detto ma io riuscii a cogliere quelle parole quasi come fossero state urlate.
-XiangLin, smettiamola di parlare di questa cosa. Heechul è mio amico e non mi va che si parli male di lui. Io rimango in questo appartamento.- affermò sicuro lui.
Rimasi dietro la porta ancora un po’, ma a quanto pare quella conversazione morì così. Tornai nella mia camera con le idee un po’ confuse su quello che avevo appena udito e mi misi nuovamente le cuffie con la musica a tutto volume nelle orecchie in modo da non pensarci.


19 capitolo



Quando mi svegliai era già mattina. A quanto pare, mi ero addormentato ascoltando la musica la sera precedente. Starnutii due o tre volte di seguito. Accidenti, avevo preso sicuramente freddo durante la notte avendo lasciato la finestra della mia camera aperta.
Mentre percorrevo il corridoio del nostro appartamento, il silenzio già regnava incontrastato. Kibum e Jay erano a lavoro come sempre e Hankyung era in Cina per un’attività con i Super Junior M. sarebbe tornato solo la mattina del giorno successivo.
Quando mi recai in agenzia, trovai gli altri membri dei Super Junior già intenti nel fare le prove per i balli. Mi aggiunsi a loro e cercai di portare con me anche la mia solita nota di pazzia in quei balli.
Ballammo per ore anche se eravamo pochi, ci divertimmo davvero molto scherzando insieme. Presto ci sarebbe stata una nuova tappa del Super Show, un evento che non poteva non renderci felici. Con la nuova tappa del concerto, sarebbe stata la nuova fase anche del mio piano di conquista. Mancava solo una persona alla lista. Quella persona mi venne incontro nello spogliatoio alla fine degli allenamenti.
-Heechul!- mi disse sorridendo dolcemente. Credo non esista nessun ragazzo che ti faccia venir voglia di stringerlo e coccolarlo con ogni suo sorriso come fa lui.
-Dimmi Sungmin. C’è qualche problema?- gli dissi continuando ad allacciarmi le scarpe.
-Uhm, mi chiedevo una cosa. Durante il prossimo concerto… Vuoi baciare anche me?- mi chiese innocentemente indicandosi con l’indice.
-Ah ah ah, quella sarebbe la mia intenzione- gli dissi ridacchiando, - ma se vuoi puoi rinunciare senza problemi, non ti forzerò in alcun modo.- continuai guardandolo con un’espressione serie e comprensiva.
-Uhm… Non so se Kyu…- mormorò insicuro. Rimanemmo in silenzio per qualche secondo, io per dargli il tempo di pensare e lui per farlo.
-Dai, ho deciso! Va bene, lo farò solo come un gioco. Nulla di più, vero?- mi domandò con quel sorrisetto innocente sul volto.
-Cero, a meno che tu…- scherzai prendendogli il mento con la mano e guardandolo intensamente.
-No, no!- esclamò lui facendo un passo indietro e scuotendo le mani contrariato.
-Scherzo!- affermai sogghignando divertito da quella scena.
Presi tutte le mie cose, misi la borsa in spalla e raggiunsi Sungmin che stava facendo lo stesso nell’angolo opposto dello spogliatoio. Gli diedi una pacca sulla spalla e gli sorrisi sinceramente.
-Grazie per il tuo aiuto, Sungmin.-
Sungmin mi guardò con sguardo perplesso. Penso non sapesse cosa si celasse davvero dietro quei baci un po’ fuori dal comune. Continuai a sorridergli per rassicurarlo, poi uscii per tornare a casa.
Ero stanchissimo. Appena fui a casa, dopo aver fatto una doccia calda e aver mangiato del ramen istantaneo, accesi il computer. Volevo vedere se qualche fan aveva scattato delle foto ai Super Junior M all’aeroporto. Ne dubitavo, però, in quanto erano partiti ad un’ora tarda di notte.
Ma, a quanto pare, dovetti ricredermi, l’ora non aveva spaventato le fan. Trovai subito delle foto e le guardai tutte con molta attenzione. Il primo ad aprire la fila, era il mio caro Hankyung col cappello sulla testa, come gli altri del resto, e il suo sorrisetto malizioso stampato sulle labbra. Ah, come ama farlo davanti alle fan veneranti! A seguire c’erano Siwon e Zhou Mi che sorridevano quasi fossero due papi in visita per la benedizione. Non potetti fare altro che scoppiare a ridere vedendo le loro espressioni. Dietro di loro trotterellava Donghae con quel suo sorrisetto buffo, le labbra ben serrate con l’estremità all’insù. Mi faceva sempre venir voglia di tirargli le guancie quando faceva così. “Deve sempre farsi riconoscere in ogni luogo”, scherzai tra me e me. Poi, subito dopo di lui, c’erano Henry e Ryeowook che, con dell’espressioni corrucciate buffissime, sembravano discutere di qualcosa tra di loro. Infine c’era Kyuhyun che… cercava come al solito di atteggiarsi da SexyKyu davanti alle fan urlanti.
Spensi il computer con ancora il sorriso stampato sulle labbra. Ero contendo di aver potuto vedere le loro foto. Nonostante non avrei mai provato a mostrarlo veramente ad ognuno di loro, volevo davvero bene a tutti loro come fossero miei fratelli. L’unico sentimento diverso, naturalmente era rivolto ad Hankyung.
Andai nuovamente in cucina per prepararmi un tè caldo prima di andare a letto. Mi sedetti al tavolo e dopo averlo bevuto appoggiai un secondo la testa sul tavolo perché mi faceva molto male. Il raffreddore si faceva sentire. In un battibaleno, il secondo si trasformò in ore, perché mi addormentai così.


20 capitolo



Aprii gli occhi lentamente e li sbattei due o tre volte prima di rendermi conto di dove ero. Mi trovavo seduto al tavolo della cucina. Capii di essermi di nuovo addormentato all’improvviso. Però questa volta sulle mie spalle c’era una copertina di lana per riscaldarmi. Sentii il rumore delle stoviglie e mi voltai verso i fornelli. Hankyung stava preparando la colazione.
-Ha..Hankyung che ci fai sveglio?- gli domandai a stento a causa del forte mal di gola.
-Sono tornato alle quattro di stanotte. Non avevo bisogno di dormire molto dato che ho dormito in aereo.- mi rispose voltandosi verso di me sorridendo.
-Uhm, capito.- mormorai alzandomi in piedi e ripiegando malamente la coperta.
-Sei stato tu a coprirmi?- gli chiesi soffermandomi ad osservare quella coperta un po’ pacchiana ma molto calda e soffice.
-Si, quando sono tornato eri profondamente addormentato sul tavolo. Non mi andava di svegliarti, perciò mi sono limitato a coprirti per non farti prendere freddo.-
Mi alzai e in fretta lo raggiunsi e lo abbracciai mentre lui mi dava le spalle. Lo sentii sobbalzare lievemente, sicuramente sorpreso da quel mio gesto.
-Hankyung… Hankyung…- mormorai quasi impercettibilmente premendo il mio volto contro le sue spalle e continuando a cingerlo con le mie braccia.
-Heechul… Cosa c’è?- mi domandò lui, cercando di mantenere la calma davanti ad un comportamento così imprevedibile e strano.
-Hankyung.. Io… Hankyung…- continuai a farfugliare.
Udii il suo respiro diventare più veloce a causa della preoccupazione e poggiando il mio orecchio sulle sue spalle, potetti sentire chiaramente il suo cuore battere più forte.
-Hankyung io ti…-
Sulle mie labbra c’erano le parole che da tempo volevo dirgli, ma qualcosa, nonostante in questo momento stessimo vivendo quella atmosfera così particolare, mi bloccava e mi impediva di essere sincero con lui.
Mi sembrava che tutto vorticasse intorno a me e avevo la nausea, perciò mi tenevo ancor più stretto a lui.
-Heechul… Cosa succede?- provò a chiedere nuovamente Hankyung ora evidentemente agitato.
Sospirai e mi rassegnai. Davvero, non potevo. Io tanto forte, tanto narcisista ed egocentrico, non ero capace di rivelare i miei veri sentimenti. E la situazione fisica del mio corpo non era assolutamente d’aiuto.
-Hankyung… io mi sento male.- sussurrai poi allentando leggermente la presa a causa del dolore lancinante alla testa.
-Heechul!- esclamò Hankyung riuscendo a liberarsi della mia presa e voltandosi per guardarmi. Mi poggiò le mani sulle spalle e cercò di guardarmi negli occhi. Quegli occhi che guardavano il pavimento proprio per non incrociare i suoi.
-Hankyung… mi sento male.- riuscii a proferire a malapena.
Hankyung non perse un attimo di tempo e mi fece appoggiare a se per aiutarmi ad andare in camera mia.
Mi aiutò a distendermi sul letto. In men che non si dica, mi addormentai profondamente.

Mi risvegliai qualche ora dopo. Avevo un asciugamano bagnato posato sulla fronte e Hankyung era seduto al mio fianco.
-Uhm…-
-Ti sei svegliato finalmente. Mi hai fatto preoccupare prima. Eri strano. Pensavo fosse successo qualcosa di grave! Sembrava volessi dirmi…- disse subito Hankyung.
-Perché ho l’asciugamano sulla fronte?- gli chiesi cercando di ignorare le sue parole che mi ricordavano ancora una volta il mio fallimento.
-Hai la febbre alta.- rispose lui un po’ contrariato. Forse attendeva una risposta ben differente.
-Mi raccomando- continuò poi sospirando rassegnato, - riposati bene. Dopo domani c’è il concerto, non puoi essere malato!-
Gli sorrisi e annuii accondiscendente.
-Lo sai bene, il mitico me guarisce sempre prestissimo.- affermai ridendo.
-Ma va!- esclamò spingendomi leggermente e uscì dalla camera ridendo anche lui.


21 capitolo



Il giorno dopo, la febbre si era abbassata notevolmente, ma comunque decisi di rimanere a letto per prendermi un po’ di meritato riposo. Naturalmente assunsi tacitamente il mio cameriere personale: Hankyung. Quel giorno, fortunatamente per me ma meno per lui, aveva anche lui la giornata libera. Durante la mattinata non fece altro che perdere tempo portandomi medicine, tè, snacks, computer, Nintendo DS. Volevo ringraziarlo per la sua infinita gentilezza ma non facevo altro che fare battutine ironiche alle quali lui rispondeva borbottando un “Com’è noioso..”. Naturalmente lui sapeva quanto gli ero grato. Lo aveva sempre saputo che non conoscevo la parola “grazie”.
Durante il pomeriggio, verso le cinque, qualcuno suonò al citofono. Scattai a sedere sul letto. Se fosse stata XiangLin avrei dovuto vestirmi e prepararmi con cura in pochi secondi. Sarebbe stato difficile ma non mi sarei mai fatto vedere in difficoltà da quello spirito maligno con gli occhi a mandorla.
Quando Hankyung rispose, scoprii con piacere che era il nostro caro Siwon. Subito mi infilai sotto le coperte e assunsi un’aria sconsolata. Non mi sarei perso quell’opportunità per ricevere delle coccole da lui.
Appena arrivò, subito entrò nella mia camera con un’espressione molto dispiaciuta sul volto.
-Heechul! Come hai fatto ad ammalarti? Come stai? Eh, hyung? Come hai fatto? Dimmi, a me puoi dirlo! Cosa ti fa male? Hai la febbre? Hyung, ti senti meglio ora?-
Oddio, solo lui era capace di bombardarmi di domande in quel modo. Non sapevo a quale rispondere prima. Gli sorrisi e gli assicurai di stare meglio.
Hankyung ci osservava dalla soglia della stanza. Sembrava provare emozioni contrastanti. Da una parte era divertito da quella scena alquanto strana e buffa, d’altra parte era dubbioso sul nostro reale rapporto. Infondo il secondo bacio doveva averlo sconvolto.
-Chul, io e Siwon andiamo un po’ in camera perché gli voglio mostrare delle cose al computer. Se hai bisogno di noi, chiamaci.- mi disse poi Hankyung avvicinandosi e sorridendo.
-Okay okay. Io nel frattempo sconfiggo il boss.- affermai tornando a lottare col mio Nintendo.
I due si guardarono rassegnati, ormai neanche troppo stupiti dal mio comportamento assurdo.
Uscirono dalla stanza e io subito sgattaiolai fuori dal letto. Ero curioso di sentire cosa si sarebbero detti appena rimasti soli.
Quando entrarono nella stanza e chiusero la porta, raggiunsi la camera e mi misi a gattoni con l’orecchio attaccato ad essa per sentire meglio.
Parlarono solo di quello che vedevano sul pc, commentarono delle foto e lessero i cyworld del leader e degli altri membri del gruppo. Era passato un quarto d’ora e io mi ero quasi rassegnato a smettere di origliare, quando finalmente iniziarono a parlare di ciò che davvero mi interessava.
-Come va con XiangLin?- chiese distrattamente Siwon.
-Uhm.. non so.- rispose Hankyung con un tono di voce dubbioso.
-Come? C’è qualcosa che non va?- domandò subito Siwon preoccupato.
-No, va tutto benissimo… - mormorò Hankyung con il suo coreano stentato.
-Ma allora…-
-E’ proprio questo il problema!- lo interruppe Hankyung prima che potesse continuare.
-Eh?!-
-Quando sono con lei mi sento strano ora. È cambiata qualcosa… non so, mi sento diverso.- spiegò Hankyung insicuro.
Dovetti fare uno sforzo sovrumano per non dare inizio al carnevale di Rio de Janeiro versione coreana nel corridoio per festeggiare quelle parole che attendevo da tanto. Mi coprii la bocca con entrambe le mani per evitare anche di ridere sguaiatamente per la contentezza.
Poi, all’improvviso, la porta si aprì. Il mio cuore si fermò per un attimo per lo spavento. Mi ero distratto e ora Hankyung mi avrebbe beccato ad origliare dietro la sua porta. Per fortuna davanti ai miei occhi comparve Siwon che, vedendomi lì a gattoni, chiuse immediatamente la porta dietro di se. Mi aiutò ad alzarmi cercando di farlo nel massimo silenzio e corse insieme a me nella mia camera.
-Che ci facevi lì?- domandò accigliato.
-Ehm… ero curioso…- piagnucolai per discolparmi.
Lui rise e mi abbracciò stretto come suo solito.
-Lo immagino. Sei stato fortunato che sia stato io ad uscire da quella camera e non Hankyung. Però.. hai sentito la “bella notizia”?-
-Siiiiiii!!- urlai non riuscendo più a trattenermi.
Siwon strabuzzò gli occhi e corse fuori dalla stanza diretto al bagno per non farsi vedere con me. Subito sopraggiunse Hankyung preoccupato dal mio urlo improvviso.
Presi in fretta in mano il Nintendo e assunsi un’espressione innocente.
-Heechul che è successo?!- mi chiese Hankyung preoccupato.
-Uhm, no nulla. Ho sconfitto il boss.- mentii spudoratamente con fare noncurante.


22 capitolo


Durante la notte, prendemmo l’aereo per raggiungere Nanjing, la città dove si sarebbe tenuto il Super Show. Hankyung si sedette al mio fianco nell’aereo ed insieme osservammo meravigliati il panorama di Seoul di notte. Non era la prima volta che assistevamo a quello spettacolo, ma ogni volta era molto emozionante. Poi Hankyung poggiò il capo sulla mia spalla e presto si addormentò. Sorrisi e gli accarezzai i capelli dolcemente. Mi guardai in torno e notai che molti erano già profondamente addormentati come lui. Siwon ascoltava la musica con gli occhi chiusi e intuii che stesse già dormendo. Sungmin e Kyuhyun erano già addormentati ed entrambi usavano la testa dell’altro come cuscino. Ryeowook aveva il capo appoggiato sullo sportellino degli oggetti del suo sedile e Shindong dormiva a bocca aperta. Erano davvero buffi. Kibum era addormentato con la testa riversa all’indietro e lo stesso valeva per Donghae e Eunhyuk. Kangin e Leeteuk stavano sfogliando un giornale e ridacchiavano commentando le foto. Intuii che la loro vittima fosse Yesung dato che quest’ultimo stava in ginocchio sul suo sedile e chiedeva loro con tono lamentoso di smetterla. Risi divertito, era impossibile che il silenzio regnasse completamente quando eravamo tutti insieme.
Misi le auricolari nelle orecchie e accesi la musica a basso volume per non disturbare Hankyung. Presto udii le note iniziali di “Believe”, la canzone di cui avevo scritto il testo. Appoggiai la testa allo schienale e guardai fuori dall’oblò, osservando incantato le nuvole scure sotto di noi.
Quando mi svegliai, stavamo per atterrare perché eravamo arrivati all’aeroporto. Cercai di svegliare Hankyung scuotendolo leggermente. Lui per tutta risposa mugugnò e continuò a dormire.
-Hankyung!!! Siamo finiti! L’aereo sta per precipitare!- gli gridai nell’orecchio con voce disperata.
Subito lui si mise a sedere ritto e spalancò gli occhi guardandosi intorno spaventato.
-Ah ah ah, stupido, scherzavo!- gli dissi ridendo come un matto per quella sua assurda reazione.
Lui mi guardò torvo e mi diede un leggero schiaffo sulla testa. Era così buffo con quell’espressione offesa.

Durante tutta la giornata, ci impegnammo come al solito nel decidere le posizioni e nel provare canti e balli. Quando eravamo nel camerino, qualche ora prima che iniziasse il concerto, Hankyung era al mio fianco che guardava nello specchio il suo riflesso. Io lo osservavo a mia volta curioso da quel suo improvviso narcisismo.
-Tra poco dovrebbe arrivare XiangLin.- mi informò distrattamente mentre si sistemava i capelli dietro le orecchie e spruzzava un altro po’ di lacca.
Quella mocciosetta doveva essere ricchissima. Non faceva altro che essere scarrozzata qua e là e non perdeva un attimo nel prendere un aereo per raggiungerci. E disturbarci, aggiungerei io.
-Ah, bene. Guarderà il concerto in prima fila?- gli domandai fintamente distratto.
-Uhm si, ho già avvisato gli addetti alla sicurezza. Le E.L.F. la massacreranno come al solito.- disse lui sembrando preoccupato dalla cosa.
Sai che dispiacere se le fanno del male… Tanto anche io gliene avrei fatto, non fisico ma psicologico. Ma in fondo era solo colpa sua, doveva rassegnarsi e comprendere che lui era mio.
-Vero..- mormorai fingendomi molto rattristato da quella cosa.
In quel momento, come da proverbio, ecco la ragazzina montata apparire sulla porta con quel suo odioso sorriso compiaciuto. Vedendomi, notai molto disappunto nei suoi occhi.
Mi alzai in piedi e la raggiunsi salutandola con un ampio ghigno compiaciuto. Lei mi osservò a sua volta con quello sguardo pieno di terrore che ormai mi riservava ogni volta. Sapeva di sicuro che stavo architettando nuovamente qualcosa. E faceva bene, il mio nuovo bacio era ormai imminente.
Anche Hankyung ci raggiunse e le diede un veloce bacio sulle labbra. Tralasciando il mio dolore quasi scontato nell’assistere a quell’atto, notai con piacere che il bacio era di gran lunga meno passionale rispetto alla volta precedente. Un dettaglio, lo so, ma i dettagli possono essere fondamentali.

Finalmente arrivò l’ora tanto attesa. Scesi dal palco e tornai nel camerino per asciugarmi un po’ il sudore e cambiarmi per la mia esibizione. Davanti allo specchio, presi un fazzolettino di stoffa e me lo passai lentamente sulla fronte. Nel farlo, mi osservai attentamente. Mettendo da parte la questione ormai appurata del mio essere magnifico anche completamente zuppo, riuscii a vedere come i miei occhi trasmettevano tutta la mia determinazione. Questo bacio doveva essere determinante. Hankyung doveva decidere, non poteva più stare con quella tipa. Il suo posto era evidentemente con me.
A malincuore, dovetti interrompere quel contatto visivo così piacevole, quando il manager bussò alla porta per dirmi che era quasi giunto il nostro turno. Annuii e mi sistemai la camicia uscendo dal camerino.
Nella camera che si trovava sotto il palco erano fermi Sungmin, Siwon e Jungmo. Gli ultimi due mi sorrisero e fecero la V con le dita per augurarmi buona fortuna. Sungmin si avvicinò sorridendomi.
-Ne sei ancora sicuro?- gli domandai sorridendogli a mia volta.
Lui non rispose, ma si limitò ad annuirmi con quell’espressione dolcissima sul volto. Ghignai soddisfatto e mi posizionai sulla pedana mobile che mi avrebbe portato sul palco.
In men che non si dica, eravamo sul palco e le note di “Crazy” erano già accompagnate dagli urli delle fan in visibilio. Cominciai a cantare infondendo nelle mie parole la mia solita passione. Nuovamente Hankyung era lì che mi osservava da dietro le quinte. Aveva un’espressione insicura e sembrava quasi pronto a scattare. La sua ragazza era in prima fila come lui mi aveva già detto e mi osservava anch’ella preoccupata. Io ghignai e cominciai ad andare lentamente verso Sungmin. Ci eravamo già messi d’accordo su come si sarebbe svolto il tutto. Prima dovevo solo fingere di volerlo baciare, poi dopo essermi allontanato, sarei ritornato da lui baciandolo sul serio. Sungmin mi lanciò uno sguardo per farmi capire che era pronto.
Oramai ero al suo fianco e mentre con una mano mantenevo saldamente il microfono, con l’altra gli presi il mento e gli sollevai lievemente il viso. Lui socchiuse gli occhi e io mi avvicinai pericolosamente. Le fan urlavano come matte nel vedere quella scena. Tutto andava secondo i miei piani.
Mi allontanai improvvisamente da lui continuando a cantare. Poi, nuovamente, accadde qualcosa di imprevisto. Mentre mi stavo voltando per correre nuovamente da Sungmin per baciarlo, qualcuno mi fermò afferrandomi il braccio. Ebbi solo il tempo di voltarmi e di rendermi conto che quella persona era Hankyung. Velocemente avvicinò il volto al mio e mi baciò sulle labbra. Avevo gli occhi spalancati perché non riuscivo davvero a crederci. Sentivo gli urli impazziti delle fan in lontananza, sembravano quasi a chilometri di distanza. Hankyung aveva gli occhi chiusi e mi baciava con molta passione. Non riuscivo a fare nulla, ero rimasto immobile così come mi trovavo prima che tutto ciò accadesse.
Poi, lui mi lasciò andare improvvisamente, mi guardò frustrato e dopo aver tirato un profondo respiro, si voltò e andò via dal palco. Io, interdetto, mi guardai velocemente intorno. Sungmin era rimasto a bocca aperta per lo stupore, Siwon sorrideva contento e Jungmo rideva divertito. Il pubblico saltava e gridava. Poi osservai lei. XiangLin sembrava essere sola in quel punto, nonostante fosse circondata da migliaia di gente, era immobile e il suo viso era stupore puro. Sul suo volto, notai solo una leggera lacrima che scivolava.
Nonostante non la sopportassi e le avessi lanciato chissà quanti anatemi contro, quella scena mi fece dolere il cuore per quanto era triste. Ma in fondo non tutti possono essere felici. Lei lo era stata fino ad ora. Adesso era il mio turno e quasi non riuscivo a crederci.


23 capitolo




Quando il concerto finì, mi recai nel camerino per prendere le mie cose. Durante tutto il resto del concerto, Hankyung aveva cercato di evitare il più possibile il contatto visivo con me. Forse era imbarazzato, forse si vergognava o, peggio, si era pentito della sua azione. Speravo vivamente che l’ultima opzione fosse la meno veritiera. Ero ancora scosso da quello che era avvenuto e sentivo ancora i brividi percorrermi la schiena se solo ripensavo a quel momento così surreale.
Mentre stavo finendo di mettere le ultime cose nella mia borsa, notai con la coda dell’occhio Hankyung che passava davanti al camerino senza però entrarci. La cosa mi stupì molto e per un secondo mi chiesi se non fosse a causa mia. Poi lo sentii chiaramente fermarsi. Perciò mi avvicinai alla porta e sbirciai. Hankyung era fermo in mezzo al corridoio bianco e davanti a lui, immobile, quasi statuaria, c’era XiangLin. Mi accovacciai posizionandomi bene per dedicarmi all’attività che sembrava essere diventata la mia preferita negli ultimi tempi: origliare.
-XiangLin…- mormorò atono Hankyung, che nonostante questo, sapevo essere agitatissimo.
-Hankyung…- sussurrò lei con la voce tremante.
In quel momento calò un silenzio opprimente che durò all’incirca cinque minuti. Riuscivo a comprendere che in quegli attimi, in quella quiete, in realtà si agitava una tempesta di emozioni ed una marea di parole non pronunciate. Infondo non era una cosa da tutti i giorni vedere il proprio fidanzato baciare un altro ragazzo. Credo che al suo posto, sarei stato sconcertato anche io.
Il volto di XiangLin era pallido e serio, l’unico elemento che tradiva il suo vero stato d’animo era il luccichio creato dalle lacrime che lottavano per fuoriuscire dai suoi occhi. Quella scena mi fece star male. Anche io, sotto strati e strati di egocentrismo e menefreghismo, avevo una parte di me molto sensibile e premurosa. Molto profonda, ma comunque presente.
-Hankyung, io torno già in Corea, il mio aereo parte tra due ore e sono già in ritardo…- continuò improvvisamente lei, stupendomi con questa sua affermazione.
-Ah, va bene… Ci vediamo domani sera?- domandò Hankyung cauto.
-Si, va bene.- rispose lei, abbozzando un sorriso che sembrò risultare ancora più doloroso.
Lui si avvicinò a lei e istintivamente l’abbracciò stretta. XiangLin sobbalzò e sembrò quasi incredula a causa di quel gesto così inaspettato. Stranamente, io non mi sentii minimamente geloso assistendo a quella scena. Conoscevo bene Hankyung e sapevo che odiava far del male agli altri, poi lei era stata una persona molto importante per lui. “Era.. o è ancora?” Domandò disobbediente la mia mente, ma subito la misi a tacere e la maledii per la sua impertinenza.
Si allontanarono e lui le diede un dolce bacio sulla fronte per salutarla. Lei sorrise nuovamente, leggermente più sollevata rispetto a poco prima.
-Fai buon viaggio.- le augurò lui, facendo un passo indietro.
Lei annuì, poi si voltò e in poco tempo, scomparve dalla nostra visuale. Subito mi ritrassi e tornai in fretta al bancone dove avevo appoggiato la borsa.
Pochi minuti dopo entrò nel camerino Hankyung e io subito mi voltai con un’espressione fintamente sorpresa e un po’ spaventata.
-Oh, Hankyung! Non ti avevo sentito arrivare, mi hai spaventato!- recitai ridendo.
Lui sorrise lievemente e poi si diresse anche lui verso le sue cose. Ero un po’ deluso. Speravo avesse una reazione migliore nel vedermi. Ma forse non potevo aspettarmi altro, dopo il dialogo a cui avevo assistito solo pochi minuti prima. Decisi che dovevo aspettare. Il tempo avrebbe sicuramente chiarito meglio le cose.
Speravo soltanto che durante quello stesso tempo a cui facevo affidamento, il destino e la fortuna non mi voltassero le spalle.


24 capitolo



Uscii prima di Hankyung dal camerino e entrai nella macchina con alcuni degli altri. Lui sarebbe andato con i rimanenti che tardavano ancora. Arrivato in albergo, venni a sapere che io e lui avremmo pernottato nella stessa camera. Pensai che era troppo strano per essere una coincidenza e che sicuramente c’era lo zampino di Leeteuk. I miei sospetti vennero confermati quando, arrivando nell’albergo con gli altri, mi fece un occhiolino molto eloquente. Non sapevo quali strani pensieri avesse nella sua mente e sinceramente temevo un po’ di saperli. Hankyung varcò l’ingresso poco dopo di lui. Aveva lo sguardo perso nel nulla e sembrava distratto e pensieroso. Mi chiesi su cosa stesse riflettendo in quel momento e se era anche lontanamente a mio favore.
Gli andai incontro un po’ preoccupato e fermatomi davanti a lui, aprii la mano che tenevo stretta a pugno per mostrargli le chiavi della camera. Lui le guardò un attimo e credo di non sbagliarmi quando dico che per un attimo si domandò cosa fossero.
-Siamo nella stessa stanza. Io vorrei già salire per farmi la doccia e andare a dormire dato che sono molto stanco. Tu cosa vorresti fare? Abbiamo solo una chiave, dobbiamo metterci d’accordo.- gli spiegai serio, cercando di cogliere nei suoi occhi un minimo di interesse per quello che gli stavo riferendo.
Lui mi osservò per una frazione di tempo che sembrò infinita, poi con voce sottile mi disse:
-Vengo in camera già. Sono molto stanco.-
Annuii e insieme ci avviammo verso la nostra camera che si trovava al quinto piano dell’edificio. Mentre ci trovavamo nell’ascensore, mi avvicinai allo specchio per vedere come apparivo dopo tutto quel trambusto. È utile riferire come ero? Naturalmente bellissimo anche con quell’aspetto trasandato. Poi, mentre sorridevo compiaciuto come ogni qualvolta mi specchiavo, notai che dall’angolo opposto dell’ascensore Hankyung mi guardava di sottecchi. Ne rimasi molto sorpreso ma prima che potessi incrociare il suo sguardo, lui guardò altrove. Rimanemmo in silenzio assoluto, troppo imbarazzati per parlare.
Arrivati in camera, facemmo a turno la doccia e ci mettemmo a letto. Eravamo a un metro e mezzo di distanza, ma mi sembrava quasi di poter sentire il suo cuore battere, il suo respiro lento e cadenzato. Sospirai e guardai il soffitto con attenzione. In realtà, quel soffitto non aveva nulla di particolare, ma avevo bisogno di puntare lo sguardo in una precisa direzione per fare in modo di non incontrare il suo.
-Heechul…-
Hankyung aveva sussurrato il mio nome improvvisamente, quando meno me l’aspettavo, perciò sobbalzai quasi impercettibilmente per la sorpresa. Senza guardarlo, gli risposi tranquillamente.
-Dimmi.-
Ci fu una pausa di silenzio. Inutile dire che furono un autentico strazio quei minuti.
-Sei sincero con me?-
Spalancai ulteriormente gli occhi se questo è possibile. Quella domanda mi aveva completamente spiazzato e non sapevo assolutamente come rispondere. Infondo io ero sempre stato sincero con lui, a parte riguardo due cose. La prima ormai era fin troppo scontata, era il mio parere su XiangLin, la seconda era riguardo alle mie emozioni nei suoi confronti, troppo difficili da esternare. Indugiai per qualche minuto prima di rispondere, perché non sapevo davvero come farlo.
-Almeno… lo sarai da ora in poi?- mi chiese con voce sincera.
Ancor più stupito, non riuscii più a guardare il soffitto e mi voltai per osservarlo. Lui mi guardava con un’espressione confusa ma allo stesso tempo seria e molto dolce. Dopo ancora qualche attimo in cui rimasi a bocca aperta, gli sorrisi.
-Si, lo sarò completamente da ora in poi.- gli promisi, sicuro che lo avrei fatto.
Lui chiuse gli occhi e sospirò sorridendo soddisfatto, poi li riaprì e mi fissò.
-Allora risponderai a qualche mia domanda? Sono molto confuso e ho bisogno di sapere delle cose..-
Immaginavo cosa mi avrebbe chiesto. Forse era davvero giunta l’ora che i miei sentimenti venissero a galla. Avevo solo paura di come avrebbe affrontato le mie rivelazioni. Ma dovevo essere sincero in tutto e per tutto. Lo avevo promesso a lui e a me stesso. Avrei subito in silenzio le conseguenze delle mie affermazioni. Mmh, forse non così in silenzio.
-Si, lo farò.- risposi sussurrando col cuore che mi batteva a mille per l’emozione.
-Allora. La prima. Cosa ne pensi davvero di XiangLin?-
Ecco, me l’aspettavo. Gli avrei detto perfettamente come stavano le cose anche se l’avrebbe ferito.
-Penso che sia molto bella. Ma è una strega, megera, ruba uomini, egoista, smorfiosa…-
-Okay, okay, ho capito, basta così!- mi interruppe lui ridendo. Sicuramente sapeva di non potersi aspettare altro da uno come me.
-Scusami.- mormorai sorridendo dolcemente. Lui in risposta scosse leggermente la testa.
-La seconda domanda. Cosa ne pensi di Sungmin e Jungmo? Ti piacciono?-
A questa domanda non avrei avuto alcuna difficoltà nel rispondere. Mi chiedevo solo perché non avesse incluso Siwon nella lista.
-No. O meglio, mi piacciono come amici. Niente di più.-
-Lo immaginavo.- fece una pausa con l’espressione di chi la sa lunga, poi continuò – E di Siwon?-
Accidenti, i miei sentimenti per Siwon erano un po’ complicati, ma avrei trovato un modo per spiegarli in maniera abbastanza coerente.
-Gli voglio molto bene, ma anche a lui come amico. Ammetto che ogni volta che lo vedo, faccio molta fatica a staccargli gli occhi di dosso, perché fisicamente mi attrae moltissimo. Ma niente di più.-
Mi guardò un po’ perplesso a causa di quella rivelazione che davvero ritenevo anche io sconcertante. Poi deglutì, annuì e tornò a sorridere dolcemente. Cercai di fare lo stesso.
-Pronto? Continuo.- non attese una mia risposta, ma continuò spedito –Cosa volevi fare con qui baci?-
Anche questa era abbastanza scontata, me lo aveva chiesto mezzo mondo il motivo, ma solo in quel preciso momento avrei detto la verità.
-Volevo farti ingelosire.-
-Cavolo, come ci sei riuscito…- mormorò quasi impercettibilmente, ma riuscii comunque a comprendere le sue parole perciò lo guardai esterrefatto.
Lui guardò un attimo il soffitto e fece un altro profondo respiro per mantenere la calma, secondo me. io lo fissavo, ancora in attesa delle domande successive dell’interrogatorio.
-Che cosa dovrei fare secondo te con XiangLin? Dovrei lasciarla?- mi domandò sempre non guardandomi.
Spontaneamente gli chiesi il perché, non avrei mai immaginato che mi facesse quella domanda. Erano fatti suoi infondo come avrebbe agito con la sua attuale ragazza.
-Perché? Non dovresti essere tu a dirmelo?-
Non risposi, non sapevo cosa rispondere perché non sapevo cosa intendeva con quelle parole. Mi dava fastidio, non sapevo troppe cose e come al solito in questi casi mi innervosivo. Inoltre bisognava aggiungere l’overdose emozioni che il mio cuore sembrava non sostenere agevolmente.
-Heechul, cosa nei pensi di me?- mi domandò infine tornando a guardarmi negli occhi. Io deglutii e lo fissai a mia volta, imbarazzatissimo. Dovevo pensare bene alle parole che gli avrei detto, dovevo. Ma in realtà non lo feci. L’emozione, l’istinto o non so cos’altro, prese il sopravvento.
-Mi piaci. Tanto, tantissimo. Se fossi un tipo sdolcinato, ti direi mille ti amo, ma non lo sono. Credo te ne basti uno, perché conosci come sono fatto e sai quanto vale per me. Ti amo Hankyung.- dissi frettolosamente stringendo il lenzuolo del letto tra le dita per farmi forza.
Lui rimase un attimo sconcertato da questa mia confessione inaspettata e così intensa. Rimase qualche minuto immobile, osservandomi fisso ma senza dire una parola. Poi si alzò dal letto e mi si avvicinò.
Io lo guardai stupito, immobile nella posizione in cui mi trovavo. Lui sorrise e chinatosi su di me, mi diede un bacio sulle labbra. Il cuore ormai batteva all’impazzata e non riuscivo a credere a quello che stava avvenendo. Mi chiedevo se non fossi svenuto e stessi immaginando tutto.
Dopo quasi un minuto, si allontanò da me e sorrise ancora.
-Heechul. Ora dormi, è stata una giornata stancante oggi. Buonanotte.-
Detto ciò, ridendo lievemente della mia espressione incredula, tornò a letto e spense la luce.
Stavo sognando?!


25 capitolo




Quella notte non dormii. Mi vergogno un po’ ad ammetterlo, ma trascorsi ore a guardare Hankyung dormire. Arrossisco ancora solo al pensiero di rendere questa cosa nota a qualcuno.
Avrei voluto abbracciarlo stretto e accarezzargli il viso, cullato dal suo lieve respiro. Ma come è prevedibile, non lo feci e mi limitai ad osservarlo.
Mi addormentai solo un’ora prima dell’ora prevista per il risveglio. Pochi minuti dopo, o almeno a me sembrarono tali, sentii un peso gravare sul mio corpo. Infastidito, mugugnai per minacciare l’intruso.
Poi delle labbra, calde e morbide, si posarono sulle mie. Cercai a fatica di aprire gli occhi e notai che il suddetto peso era costituito niente meno che da Hankyung. Spalancai la bocca troppo stupito per crederci.
Lui rise e si alzò dal letto. Dopo aver posato le mani sui fianchi, mi guardò con uno sguardo altezzoso.
-Bene, hai avuto il tuo regalo, ora non ti considererò per niente per tutto il resto della giornata!- mi beffeggiò divertito dalla mia occhiata stralunata.
-No! Ovvero… Fai come ti pare.- gli risposi fingendomi indignato.
Lui continuò a ridere e si sedette accanto a me sul letto. Presi l’iniziativa e lo abbracciai velocemente. Forse era quasi un modo per comprendere se fossi davvero cosciente o meno.
Quando mi allontanai dal suo esile corpo, lo guardai negli occhi. Non rideva più, ma si limitava a sorridermi con quella sua espressione dolcissima.
-Sai, mi devo ancora abituare all’idea.- mi disse imbarazzato.
-Lo so. Io non so se crederci o meno.- risposi sinceramente.
-Perché? Non ti fidi di me?-. Sembrava preoccupato.
-No, non intendevo quello.-
Non continuai per non sembrare troppo smielato. Non volevo rivelargli tutti i miei complessi, gli sarebbero sicuramente risultati assurdi.
-Cosa farai con XiangLin?-
Rimase silenzioso per qualche minuto osservando un punto indefinito di fronte a sé. La sua espressione era triste e nuovamente mi chiesi se stesse facendo la scelta giusta nel rimanere con me e non con lei.
-Ho deciso di lasciarla.-
-La vuoi lasciare?!-
-Si. Come potrei non farlo? L’ho già tradita davanti ai suoi occhi e a quelli di migliaia di gente, poi stanotte con i miei gesti e i miei pensieri. Come potrei prenderla in giro così? In fondo è stata una persona cara per me.- mi spiegò tristemente.
Sentire quelle parole ammetto che mi sconfortò un po’, in quanto da una parte ero un po’ triste perché mi sentivo in colpa, dall’altra avevo notato quanto lei fosse stata importante per lui.
Poi nella mia mente riecheggiarono le parole “stanotte con i miei gesti e i miei pensieri”. Mi aveva pensato molto quella notte!!
Arrossi violentemente ed improvvisamente a quel pensiero e lui, vedendo questo cambiamento improvviso, rimase un po’ interdetto.
Però in quel momento un altro pensiero balenò nella mia mente. La sera precedente avevo confessato tutti i miei sentimenti ad Hankyung. Ne ero ancora imbarazzato, ma ero sicuro che ne fosse valsa la pena. Comunque, l’unico a parlare ero stato io. Non sapevo assolutamente cosa Hankyung ne pensasse di me. si, mi aveva baciato di sua spontanea volontà, ma non sapevo niente di più. Come avrei potuto chiederglielo? Non riuscivo a rimanere all’oscuro di questa cosa.
-Hankyung…?-
-Si? Dimmi!- mi disse Hankyung tornando repentinamente dal suo mondo dei sogni.
-Io…-
Prima che potessi continuare ed esprimergli i miei pensieri, qualcuno bussò alla porta. Non avemmo neanche il tempo di rispondere che Leeteuk, Kangin e Yesung fecero irruzione nella camera.
-Ragazziiii!! È tardi, l’aereo parte tra pochissimo!
-Molto poco!-
-E’ proprio tardi!!-
Esclamarono concitatamente sovrapponendo le proprie voci.
-Heechul, sei ancora in pigiama?- mi rimproverò Leeteuk. In realtà il suo sguardo sembrava significare altro, qualcosa che suonava più o meno così: “Perché sei vestito e non come dovresti essere?”. Quel ragazzo mi spaventava, la sua mente era così contorta, ma chissà perché ero l’unico che veniva definito pazzo.
-Si, mi vesto subito!- risposi scattando in piedi.
-Bene, noi scendiamo già, vi attendiamo giù.- continuò ammiccante.
Lo guardai esterrefatto, sperando che Hankyung non notasse quegli sguardi più che eloquenti.
-No no, fai scendere già Hankyung, così il manager vedendo uno di noi in più non ci sgriderà! Ne mancano ancora parecchi, dobbiamo fare in modo che non lo noti.- affermò saggiamente Kangin.
-Yeah, yeah!- gridò Yesung facendo caos come sempre.
Leeteuk sembrò deluso da quella affermazione, ma dovette accettare in nome della tranquillità e della calma del povero manager.
Hankyung mi sorrise e poi uscì con loro dalla camera. Giuro che sentivo i loro schiamazzi e le loro risate anche se ormai dovevano essere già nella hall. Infondo questo era uno dei motivi per cui li adoravo.
Poi decisi di svuotare la mente momentaneamente e di vestirmi in fretta, in meno di tre ore il nostro aereo sarebbe partito e avremmo dovuto essere in aeroporto almeno un’ora e mezza prima.
Aah, mi chiedevo ancora se fosse tutto reale.


26 capitolo




Saliti sull’aereo, Hankyung si mise subito al mio fianco facendomi sedere accanto all’oblò, sapendo che era il mio posto preferito. Leeteuk ci teneva d’occhio da lontano. Appena incrociai il suo sguardo, lui mi guardò torvo incitandomi ad “agire”. Io lo guardai nuovamente esterrefatto e con gli occhi gli dissi più o meno questa cosa: “Ma non vedi quanta gente ci circonda?”. Lui fece spallucce deluso e si voltò poggiando la testa sulla spalla di Kangin che sedeva al suo fianco. Sul serio, credo che quel ragazzo avesse qualche rotella fuori posto, troppo maniaco.
Nel frattempo Hankyung stava spegnendo il suo cellulare. Notai che indugiò un attimo nel guardare lo schermo il cui sfondo era costituito da una buffa foto di lui e XiangLin. Nuovamente il mio cuore si fermò per un attimo. Accidenti, stavo diventando fin troppo emotivo.
Dopo aver riposto il cellulare nella tasca, prese l’I-pod e vi attaccò gli auricolari, poi mi porse una delle due cuffiette. Sorpreso la presi e la posi sull’orecchio. Subito partirono le nostre canzoni a tutto volume. In quel momento l’aereo accese i motori ed iniziò le manovre. Appoggiai la testa allo schienale e sorrisi. Adoravo la partenza dell’aereo, mi divertiva molto. Poi, Hankyung mi sorprese nuovamente. Ormai lo faceva fin troppo spesso. Ma questo non significava che fosse una cosa negativa, anzi, ne ero più che contento.
Allungò la mano e prese la mia stringendola stretta. Quando mi voltai a guardarlo, lui aveva gli occhi chiusi ma sulle sue labbra era dipinto il suo dolcissimo sorriso.
Chiusi anche io gli occhi e mi rilassai. Era così bello trovarmi in quella situazione nuova e così desiderata.
Il viaggio durò pochissimo secondo me, stare per mano con la persona che amavo rendeva tutto più piacevole.

Mentre Hankyung infilava le chiavi nella toppa della porta del nostro appartamento, provai una strana e nuova sensazione. Di solito rientrare in casa dopo un viaggio, non mi faceva alcun effetto. Ma quel giorno sentii che qualcosa era diverso, c’era qualcosa di nuovo nell’aria. Non so spiegare il motivo di ciò, ma credo che la causa fossero i nuovi sviluppi della relazione tra me e Hankyung. Lui mi aveva baciato, lui aveva preferito me a XiangLin… lui sarebbe stato mio. Davvero, ancora non riuscivo a crederci.
Osservai Hankyung e anche sul suo viso notai un’espressione sorridente e un po’ sorpresa. Forse anche lui sentiva che molte cose sarebbero cambiate da quel giorno in poi e sicuramente neanche lui riusciva ancora a crederci. Poi, anche lui mi guardò. Entrambi eravamo imbarazzati ma continuavamo a sorriderci.
In quel momento Kibum dietro di noi si profuse in una tosse evidentemente non naturale.
-C’è qualcosa che non va? Perché vi siete fermati all’ingresso?- ci chiese interdetto.
-Ah si, si, scusami!- gli rispose subito Hankyung, perennemente gentilissimo.
Io mi limitai a fare spallucce e ad andarmene nella mia camera. Subito mi lanciai letteralmente sul mio letto e strinsi la coperta tra le dita. Il cuore mi batteva ancora fortissimo. Anche un suo semplice sguardo poteva farmi tale effetto. Mi sembrava davvero una cosa da matti, così strana per me.
Più tardi, Hankyung ci chiamò dalla cucina avvisandoci che aveva preparato la cena. Tornavamo alla normalità. Anche se eravamo stati fuori solo due giorni, sembrava che fossero passati secoli.
Arrivato in cucina, notai che Kibum mangiava molto velocemente le sue porzioni, senza aspettare il mio arrivo. Subito gli corsi incontro e gli misi un braccio intorno al collo sgridandolo scherzosamente.
Lui rise insieme a me e cercò di liberarsi da quella presa.
-Scusami Chul, non volevo farti un dispetto!-
-Ah, no?- gli risposi ironicamente scompigliandogli i capelli scuri.
-No no, devo andare a lavorare tra dieci minuti…-
-Davvero?! Allora ti perdono, ma solo per questa volta!- affermai ridendo e andando a sedermi al mio posto.
Poi arrivò dall’altra camera Hankyung e si sedette di fronte a me. Evitammo di guardarci negli occhi perché entrambi sapevamo che saremmo arrossiti e non volevamo che Kibum notasse altri nostri strani comportamenti.
Presto Kibum finì di mangiare e si alzò per andare a finire di prepararsi per andare a lavoro. Solo in quel momento io e Hankyung ci guardammo. Entrambi avevamo stampato sul volto un sorrisetto divertito da quella stranissima situazione. Poi finalmente pensai. Kibum stava per andar via e questo voleva dire solo una cosa: saremmo rimasti da soli in casa. Cosa avremmo fatto? Di cosa avremmo parlato? Era davvero una situazione molto imbarazzante.
Come preannunciato, Kibum uscì di casa pochi minuti dopo. Io e Hankyung rimanemmo completamente soli. Calò un silenzio totale tra di noi. Mangiavamo in silenzio senza sollevare lo sguardo dai rispettivi piatti.
Dopo qualche minuto, la situazione diventò insopportabile ed entrambi scoppiammo a ridere quasi nello stesso momento. Non eravamo mai stati in silenzio per così tanto tempo da quando ci conoscevamo.
-Che strano, eh?- chiese retoricamente lui, con quell’espressione bizzarra sul volto.
-Molto.- risposi altrettanto retoricamente io.
-Heechul…-
-Dimmi.-
Batticuore. Cosa mi voleva dire? Perché si era fermato dopo avermi chiamato? Perché era diventato improvvisamente così serio? Perché, perché, perché? Forse mi stavo preoccupando troppo, ma purtroppo era inevitabile. Speravo solo che continuasse al più presto e che non fosse qualcosa di negativo.
-Domani incontrerò XiangLin.- mi avvisò senza guardarmi negli occhi.
Deglutii a fatica. Perché me lo diceva così? Cos’era quell’espressione dispiaciuta? Cosa aveva intenzione di fare? Sarebbe tornato indietro sulla parola data? La mia mente era piena di domande alle quali avevo persino paura di dare una risposta. Speravo davvero che non avesse cambiato idea su di noi.
-Non so come andrà con lei, non so come la prenderà, non so come reagirà. Non so niente. Devo parlarle con molta calma e cercarle di spiegare bene la situazione, sperando che non mi odi. Però mi devi perdonare…-
Quell’ultima frase mi fece stare malissimo. Erano poche parole ma presupponevano qualcosa di negativo che di certo non potevo sopportare. Perché avrei dovuto perdonarlo? E soprattutto, per cosa?
Notando che esitava nel continuare, allungai la mano e presi la sua che era poggiata sul tavolo. Gli sorrisi per incoraggiarlo ad andare avanti, anche se avevo una paura incredibile. Lui sembrò grato per questa mia reazione.
-Ti prego perdonami. Credo che dovrò baciarla… almeno un’ultima volta. Ne ho bisogno anche io…-
Devo ammettere che il mio cuore mancò un battito. Questo non fu perché mi disse che avrebbe dovuto baciarla. Infondo me lo aspettavo già. Ma fu perché lui disse che aveva bisogno di quel bacio. Avevo sbagliato? Stavo sbagliando tutto? Che avevo fatto? Lo avevo allontanato da una persona che lui amava per costringerlo a stare con me. Avevo usato dei mezzi subdoli per farlo. Stranamente, io, l’Heechul così sicuro di sé, stavo perdendo la mia sicurezza. E la cosa non mi piaceva assolutamente.
Hankyung sembrò notare la mia espressione triste e confusa e subito portò l’altra mano sulle nostre strette. Mi guardò intensamente e io contraccambiai ancora confuso e smarrito.
-Heechul, so a cosa stai pensando.-
“Oddio, mi leggeva anche nella mente” pensai nel panico. Stavo impazzendo, lo so.
-Non hai sbagliato e non mi hai costretto assolutamente. Se avessi voluto, avrei potuto ignorare i tuoi tentativi di ingelosirmi. E invece non l’ho fatto. Heechul, sono io che ho deciso di lasciare lei per rimanere con te. Ammetto che ancora non so cosa succederà e che non so quante innumerevoli cose cambieranno nella mia e nella tua vita, ma non mi preoccupo, perché tu sei al mio fianco. Heechul, io voglio stare con te.-
E ora potevo anche morire felice. E fu quello che in seguito pensai mi fosse accaduto per lo stupore.


27 capitolo



Quella notte non dormii nuovamente, ma questa volta fu a causa della nostra conversazione di poco prima. Ero ancora contentissimo per quelle stupende parole che mi aveva detto, così improvvise e dolci. Ma nonostante tutto non riuscivo ad essere tranquillo e a riposarmi. Cosa mi preoccupava? Sicuramente l’idea del suo ultimo bacio con XiangLin. Mi aveva detto che dovevo rimanere tranquillo, perché lui aveva scelto me, ma non riuscivo ad esserne certo. Un ultimo bacio è qualcosa di strano e coinvolgente. E se non si fossero fermati lì? E se lui avrebbe trovato più piacevole il suo bacio rispetto al mio? Bè quest’ultima cosa forse era la più veritiera in quanto era noto persino a me di quanto fossi poco bravo nel baciare. Ma cosa potevo farci? Avevo avuto solo un paio di storie ed entrambe durate pochissimo. Ma tornando alla questione di Hankyung e del suo ultimo bacio, non riuscivo a smettere di pensarci e di immaginare la scena. E stranamente riuscivo a vederla benissimo. Accidenti, dovevo fare qualcosa. O no?
La mia mente era colma di pensieri, riflessioni, rimorsi e chi più ne ha, più ne metta. Decisi di smettere di pensare con qualsiasi mezzo a mia disposizione. Fu così che presi il mio nintendo e giocai come un forsennato fino a mattina inoltrata. Solo allora, scaricatosi il nintendo, mi addormentai per il sonno.

Quando mi risvegliai erano già le quattro di pomeriggio. Mi stropicciai gli occhi e mi alzai dal letto. Avvicinatomi allo specchio che avevo sull’anta dell’armadio, mi specchiai e mi sistemai un po’ i capelli. Poi andai in cucina e, nonostante fosse già pomeriggio, feci colazione. Kibum, che passò da lì prima di andare a lavoro, mi guardò stranito ma poi scoppiò a ridere uscendo dalla stanza. Anche io ghignai divertito dalla sua buffa reazione e continuai imperterrito a fare colazione.
Poco dopo anche Hankyung arrivò in cucina. Aveva i capelli sfatti e le occhiaie sotto gli occhi, ma nonostante quest’aria trasandata mi sorrise dolcemente. Capii subito che anche lui non aveva trascorso una nottata tranquilla e subito dovetti porre un freno alla mia mente prima che cominciasse a disturbarmi con i suoi molteplici complessi.
-Buongiorno!- lo salutai allegro ingurgitando una quantità esorbitante di riso bianco.
Hankyung rise divertito nel vedermi sputacchiare qua e là i chicchi di riso.
-Buongiorno.-
Detto ciò mi si avvicinò e mi baciò alla francese, allontanandosi subito dopo.
-Avevi un chicco di riso sulle labbra.- mi spiegò sedendosi di fronte a me e poggiando il mento sulle mani poste a coppa. Io lo guardai fisso e annuii senza motivo.
-Ti sei svegliato ora?- continuò.
-Si, dieci minuti fa. Anche tu sembra ti sia svegliato non molto tempo fa.-
-Indovinato, mi sono svegliato solo un quarto d’ora fa. Ma non mi vestirò per ora, aspetto le cinque e mezza.- mi spiegò giocherellando con delle bacchette che si trovavano sul tavolo.
-Come mai proprio quell’ora?- gli domandai ingenuamente.
Lui esitò un attimo prima di rispondere e continuò a stuzzicare la tovaglietta con le bacchette. Sembrava imbarazzato, forse lo avevo messo in difficoltà.
-Te lo dissi ieri…- sussurrò poco dopo, continuando a tenere lo sguardo basso.
Accidenti, come potevo essere così sbadato? Avevo pensato a quello per tutta la notte e ora non me n’ero neanche ricordato.
-Ah, si, giusto.- gli risposi abbassando a mia volta lo sguardo sul piatto.
Passammo altri cinque minuti nel più assoluto silenzio, continuando a fare ciò che stavamo facendo prima che iniziassimo quella imbarazzante conversazione. Entrambi non volevamo affrontare nuovamente l’argomento, perché sapevamo che ci avrebbe creato problemi.
-Kyung, io vado a fare la doccia. Se hai bisogno di me chiamami e verrò correndo!- affermai alzandomi e mettendo le stoviglie sporche a lavare nel lavello.
-Come potrei aver bisogno di te mentre sei sotto la doccia?- mi domandò esterrefatto dalla mia assurda affermazione.
-Non so, potresti avere bisogno di me in moltissimi modi. Basta che tu mi chiami e io verrò correndo.-
Anche nudo, avrei aggiunto. Ma Hankyung era già così sbigottito da quelle mie parole, non volevo farlo scandalizzare ulteriormente. Sghignazzando compiaciuto, mi diressi verso il bagno lasciando Hankyung solo e a bocca aperta nella cucina.

Erano le otto e mezza di sera e io ero seduto davanti al computer e ascoltavo la musica a tutto volume cantando insieme ad essa a squarciagola. I miei vicini di casa dovevano davvero odiarmi, ero sempre così chiassoso. Ma, come ci si poteva benissimo aspettare da me, non mi interessava minimamente.
Avevo appena fatto il bagno ad Heebum e mi ero divertito a scattargli delle foto mentre aveva ancora quell’aria un po’ folle. Ora le stavo mettendo sul mio cyworld, immedesimandomi in lui.
Dopo averlo fatto, guardai compiaciuto quel post e non riuscii a trattenere un sorriso. Adoro davvero quel gatto, credo che lui sia quello che mi capisce di più.
Avevo purtroppo terminato le cose da fare. Avevo cercato di intrattenermi in qualsiasi modo durante tutte le ore in cui Hankyung era stato via in modo da non dover pensarci. Mi metteva ansia e mi faceva star male.
Verso le dieci e mezza tornai tristemente a letto. Nel frattempo avevo tentato di cucinare bruciando un po’ tutte le mie vittime, ovvero i cibi. Hankyung aveva previsto di tornare presto, perciò non aveva preparato la cena come faceva di solito quando doveva star fuori casa per molto tempo.
Così mi ritrovai sotto le coperte, con lo stomaco che gorgogliava e chiedeva disperatamente cibo e un sacco di pensieri tristi e congetture assurde sul ritardo di Hankyung. Fissai il soffitto cercando di pensare ad altro, ma il nome Hankyung sembrava prepotentemente tornare continuamente e collegarsi con qualunque cosa.
Come mai stava ritardando tanto? Gli era successo qualcosa? Non era voluto tornare a casa? Aveva deciso di trascorrere la notte con lei? L’ultima notte o la prima di tante? Queste domande affollavano e echeggiavano continuamente nella mia mente non concedendomi alcun riposo. Infondo credo fosse abbastanza normale quando la persona che sia ama era ad un ultimo appuntamento con la propria rivale.
Questo era anche uno delle mie peggiori preoccupazioni. Stavo diventando come una di quelle ragazzine delle superiori sempre occupate a complessarsi e a piangere per il proprio amato? Speravo davvero di no. Io ero diverso, diverso da tutti e non mi sarei conformato. Perciò dovevo cercare di essere forte e pensare in positivo, anche se questo risultava molto difficile.
Attesi molto tempo continuando a pensare a cose strane e del tutto assurde, ma sempre cercando di non rattristarmi o di fare congetture negative. Poi, verso le due di notte, finalmente sentii la chiave girare nella serratura della porta di ingresso. Scattai a sedere. Non sapevo se corrergli incontro o semplicemente rimanere seduto lì per non mostrargli quanto ero in apprensione.
Ascoltai attentamente il rumore provocato dai passi sul parquet e riconobbi subito che erano quelli di Hankyung e non di Kibum. Perciò strinsi il lenzuolo tra le dita per costringermi a rimanere fermo.
Si fermò. Si fermò proprio davanti alla mia camera e lo sentii tossire lievemente. Poi aprì la porta della mia camera e guardò in direzione del mio letto. Anche se le luci provenienti dall’ingresso erano fioche riuscii ad osservarlo con attenzione. Aveva i capelli leggermente scompigliati, gli occhi arrossati e un’espressione mortificata sul volto. Il mio cuore cominciò a battere forte più per la paura che per l’emozione. Sapevo che c’era qualcosa che non andava, lo si capiva benissimo. Vedendomi sveglio e seduto sul mio letto, per un attimo schiuse le labbra sorpreso poi gli occhi gli si riempirono di lacrime. Una stretta al cuore.
Prima che potessi fare qualsiasi cosa, lui corse verso di me e salì sul letto, abbracciandomi. Mi abbracciò molto stretto e nascose il volto nell’incavo tra il mio volto e la mia spalla. Lo sentii singhiozzare violentemente mentre continuava a stringere la mia maglietta tra le dita. Tremava.
Per un attimo ero rimasto immobile, troppo sorpreso da quella sua reazione improvvisa, ma subito dopo gli posi una mano sulla spalla per stringerlo al mio petto e l’altra sulla testa per accarezzargli il capo. Non gli dissi nulla, non era il momento e sarebbe stato lui a spiegarmi tutto quando sarebbe stato meglio. Mi limitai a tenerlo stretto a me lasciando che si sfogasse. E solo allora, dopo tanto tempo, due calde lacrime rotolarono giù sulle mie guance.


28 capitolo


Dopo essersi tranquillizzato, Hankyung posò il capo sul mio petto e si addormentò pian piano tra le mie braccia, cullato dalle mie lievi carezze. Solo allora, dopo essermi accertato che dormisse tranquillamente, riuscii a chiudere gli occhi anche io.
Dormimmo insieme l’uno nelle braccia dell’altro per tutta la notte. Eravamo entrambi stanchi a causa delle innumerevoli emozioni provate e solo la vicinanza dell’altro ci permetteva di riposare tranquilli.
Mi svegliai qualche ora dopo, mentre la luce del sole si diffondeva lentamente nella camera. Hankyung era ancora addormentato profondamente tra le mie braccia. La sua espressione era finalmente serena e il suo respiro calmo e regolare. Sorrisi dolcemente stringendolo a me. Le preoccupazioni del giorno precedente sembravano momentaneamente scomparse.
Eppure era successo qualcosa perché altrimenti lui non avrebbe pianto in quel modo. Sapevo che non potevo essere completamente tranquillo perché sicuramente era avvenuto qualcosa a mio sfavore. Ma in quel momento, il calore del suo corpo stretto al mio mi rendeva calmo.
In quel momento, mentre ero completamente assorto nei miei pensieri e guardavo nel nulla, Hankyung mi sfiorò il volto allungando la mano. Sobbalzai ritornando alla realtà e l’osservai. Aveva gli occhi stanchi e il suo sorriso era incerto. Gli sorrisi dolcemente per confortarlo. Volevo davvero chiedergli cosa fosse successo il giorno precedente, ma mi ero ripromesso di non farlo. Lui, però, sembrò nuovamente comprendere cosa mi passava per la testa e abbassò lo sguardo, giocherellando con le mie dita.
-Heechul, come sai, ieri ho incontrato XiangLin.- sussurrò facendo una pausa che durò almeno due o tre minuti. Mi chiedevo perché mi avesse ripetuto questa informazione a me già nota perciò rimasi in silenzio per dargli la possibilità di riordinare le idee.
-L’ho lasciata.- affermò poi fermamente.
Il mio cuore batteva forte perché, nonostante quella fosse la frase che attendevo da mesi ormai, sentivo che c’era un ma. E quel ma mi terrorizzava.
-Ma…-
Lo sapevo, sentivo che quel ma sarebbe arrivato e ora quella sua pausa mi stava uccidendo.
-Heechul scusami…- mormorò con voce sottile.
“Ti prego continua” avrei voluto gridare. Non sopportavo più quell’attesa ed ero in ansia di sapere. Ogni minuto che passava mi sentivo sempre peggio.
-Heechul, io ho fatto l’amore con lei.-
Rimasi a bocca aperta per lo stupore e sentì una morsa al cuore. Così il famigerato bacio d’addio si era trasformato in quello. Qualcosa che io ritenevo importantissimo e che non avrebbe potuto far altro che avvicinare due persone già innamorate. Anche se quello avrebbe dovuto essere un addio. Mi sentivo strano, quasi come se fossi stato lasciato in disparte.
-E’ stato tutto così strano… Le ho detto che volevo lasciarla e che volevo solo baciarla per l’ultima volta perché lei era importante per me. poi, credo che ci siamo lasciati andare alle emozioni…-
Non parlai e non feci nulla. Guardavo i suoi capelli perché aveva il volto chino e sentivo che le lacrime premevano sui miei occhi, ma non avrei mai permesso che uscissero. Non mi sarei mostrato così debole.
-Dopo… io le ho detto che stavamo sbagliando, perché io ora amavo solo te. Lei è ancora importante, ma ormai nella mia mente ci sei solo tu..- mormorò sempre senza guardarmi.
In quel momento capii che lui davvero teneva a me. Anche se il suo addio a quella ragazza era stato così intimo, questo non volevo dire che lui voleva rimanere con lei. Sapevo che stava ancora malissimo, ma mostrargli il mio volto triste e la mia delusione non avrebbe fatto altro che peggiorare le cose. Dovevo mostrargli che lui poteva fidarsi di me e che sarei sempre stato lì per confortarlo qualora ne avrebbe avuto bisogno. Prima o poi sarei riuscito a dimenticare quell’episodio. Prima o poi.
Ma ora tutto quello che dovevo fare era rimanergli vicino, anche senza dire nulla, fargli solo sentire la mia presenza. Perciò lo abbracciai stretto a me e poggiai la guancia sul suo capo.
-Ti amo.- mormorai soltanto e riuscii quasi a percepire il suo sollievo.

Ero arrabbiato. Davvero molto molto molto molto arrabbiato. Ero uscito per andare a lavoro. Non appena messo il piede fuori dalla porta dell’appartamento, avevo iniziato a guardar male qualsiasi forma di essere vivente che capitava davanti ai miei occhi. La vecchietta lagnosa, l’uomo d’affari, la ragazzina esultante e persino quel gatto vicino ai cassonetti. Tutti dovevano in qualche modo subire la mia ira repressa. Avevo fatto la parte della persona dolce e comprensiva quando ero insieme ad Hankyung, ma quella rivelazione era stata a dir poco scioccante. E di certo non potevo lasciarla correre così. Non me la sarei presa con Hankyung, perché avevo fatto tanto per averlo tutto per me, ma con qualunque cosa mi avesse intralciato il cammino in qualsiasi modo. Fu così che a lavoro non feci altro che sbraitare contro i ritardatari, bestemmiare contro le lattine o gli oggetti che non seguivano i miei ordini, sbuffare per ogni minimo inconveniente. Le persone che mi circondavano avevano compreso che ero più anormale del solito perciò cercavano di assecondarmi come potevano. Lo sapevo e la cosa mi faceva infuriare ancora di più.
Quando finalmente terminarono le riprese, mi recai nel mio camerino per rinfrescarmi un po’ raccogliere le mie cose prima di andar via. Dopo aver sbattuto varie cose qua e là, trovai il mio cellulare. C’era un messaggio. Lo aprii e notai che era di Hankyung. Per un attimo la mia espressione si addolcì per poi tornare torva. Il messaggio diceva: “Potresti uscire un attimo fuori?”. Mi chiedevo perché mi chiedesse di uscire, ci saremmo visti solo poco dopo a casa. Nonostante tutto presi le mie cose, indossai la giacca e uscii dal luogo dove avevo girato fino a poco prima. Lì fuori, davanti ai miei occhi, si stagliò una figura che mi lasciò esterrefatto e mi fece quasi sobbalzare per lo spavento.
XiangLin.
Era lì, al centro del piccolo piazzale, vestita di tutto punto e con la borsetta stretta fra le mani. Aveva i capelli neri sciolti che volavano a causa del vento e lo sguardo serio e deciso.
Lo sapevo. Sapevo che non sarebbe finita così facilmente. Naturalmente ora mi avrebbe chiesto di lasciar stare Hankyung perché lui era solo suo e che non avrebbe mai potuto essere “come me”. Giuro che sentendo queste parole non avrei saputo come controllarmi. Speravo solo di non distruggerla psicologicamente come facevo di solito nelle liti. Lei era il mio nemico numero uno e non avrebbe mai vinto. Mai. Lui era definitivamente e solamente mio.
Lei era ancora immobile nello stesso punto. Aspettava che fossi io ad avvicinarmi a lei e fu quello che feci. Appena fui a su per giù un metro di distanza da lei, iniziò a parlare.
-Ciao Heechul.-
Avevo pensato che partisse spedita senza neanche salutarmi ed invece aveva preso anche questa premura. Ora dovevo solo aspettare di sentire come avrebbe continuato.
-Ciao.-
-Credo che tu sappia cosa è successo ieri tra me ed Hankyung. O lui non te lo ha detto?-
Spedita e diretta. Mi sorprese molto, non pensavo fosse così sfacciata. Inoltre lo aveva detto con quel viso inespressivo e con voce ferma. Avrei voluto picchiarla e imprecarle contro. Ma mi trattenni e mi limitai ad annuire per confermare.
-Non è stato bello.- continuò sempre seria.
“Per favore, risparmia i dettagli.” La supplicai mentalmente. Non avevo voglia di sapere filo e per segno com’era andata. Era già fin troppo sapere cosa era accaduto ed essere riuscito a non prenderla fin troppo male. Rimasi in silenzio aspettando che continuasse. Se avesse descritto meglio qualcosa l’avrei fermata.
-Lui non pensava a me. Dopo, aveva gli occhi lucidi e riuscivo a percepire quanto ci stesse male. Sentiva di aver agito male verso di me ma soprattutto verso di te. Sentiva di aver sbagliato.-
Questo lo avevo notato anche io, ma non sapevo assolutamente che anche lei ne fosse consapevole a tal punto. Continuai a tacere. Non volevo parlare. Forse non ci sarei neanche riuscito se avessi provato.
-Lo lascio a te.-
-Eh?!-
Quell’esclamazione fu totalmente spontanea. Fino ad un attimo prima non avevo fatto altro che attendere le già note parole: “E’ mio e me lo tengo”. Invece lei stava dicendo che avrebbe lasciato che lui stesse con me. Ero davvero stupito.
-Si. So che ti ama e io non potrei mai ferire i suoi sentimenti. Non ti perdonerò mai e non lo faccio per te. Lo faccio solo perché voglio che lui sia felice, è tutto.-
La osservai attentamente. Per la prima volta da quando la conoscevo, la ammiravo. Riusciva ad essere così forte e risoluta. Era davvero qualcosa di raro.
-Uh… grazie.- le risposi impacciato.
-Non sei davvero bravo con le donne, eh?- rise lei.
Poi sorrise. Era un sorriso sincero e spontaneo che senza volerlo contagiò anche me. Avevamo chiarito le cose e questo forse ci liberava da una preoccupazione.
-Addio.-
-Addio.-
Detto ciò, ognuno andò per la sua strada. Forse da quel giorno in poi tutto sarebbe stato migliore.

Tornato a casa entrai con il sorriso stampato sulle labbra. O meglio un ghigno compiaciuto. Heebum che passava di lì mi lanciò un’occhiataccia e si allontanò. Che gatto scorbutico. Da chi aveva imparato quel comportamento? Uhm, forse un sospetto lo avevo.
Subito dopo Hankyung mi venne incontro preoccupato. Sicuramente aveva paura e temeva di conoscere la fine che avevo riservato alla povera XiangLin.
-Heechul?- mi chiese avvicinandomi.
-Hankyung! Caro mio!- gli gridai contro abbracciandolo.
Lo strinsi fortissimo quasi togliendogli il respiro. Quell’abbraccio conteneva sia sollievo che voglia di vendetta. Era il mio modo, forse un po’ troppo dolce, per vendicarmi nei suoi confronti.
-Stasera andiamo in un pub con Leeteuk.- lo avvisai allontanandomi verso la mia stanza.
Prima di varcarne la soglia, lanciai uno sguardo al povero Hankyung che era rimasto stupito e a bocca aperta all’ingresso dell’appartamento. Risi divertito e chiusi la porta alle mie spalle.
Più tardi, ci trovavamo in macchina e ci fermammo proprio davanti al pub in cui avremmo trascorso la serata. Hankyung mi guardò e io feci lo stesso con lui.
-Allora, perdonato?-
-No. Sto progettando una vendetta personalissima.- gli risposi ghignando.
-Perché questa cosa mi fa molta paura?- rispose lui evidentemente impaurito.
-Fai molto bene a preoccuparti, non sarà una passeggiata.-
Hankyung lanciò un’esclamazione indefinita in cinese sentendo quelle parole.
-Che fai? Parli di nuovo in cinese con me?!- gli gridai istericamente mettendogli il braccio intorno al collo e dandogli degli schiaffetti sulla testa.
-Okay okay, perdono!-
-Stai chiedendo perdono un po’ troppo spesso per i miei gusti!- gli risposi ridendo e allentando lievemente la presa sul suo collo.
-…Perdono.- mi disse e scoppiammo entrambi a ridere.
Poi lui mi guardò intensamente e avvicinò il viso al mio. Io chiusi gli occhi e mi allungai verso di lui, posando le mie labbra sulle sue. Ci scambiammo un bacio intenso, emozionati ed imbarazzati. Era davvero tutto così strano. In quel momento qualcuno bussò sul vetro oscurato della macchina facendoci sobbalzare terrorizzati. Bianchi in volto per lo spavento, scorgemmo il profilo di un Leeteuk molto divertito.
Entrammo dentro al locale e ci sedemmo in un tavolo riservato e nascosto.
Dopo aver ricevuto e sorseggiato delle birre, Leeteuk ci guardò attentamente a turno.
-Cosa c’è?- chiedemmo quasi in coro io ed Hankyung ridendo.
-Allora… ora state insieme?-
Io e Hankyung ci guardammo sempre sorridenti ed imbarazzati senza ben sapere cosa rispondere.
-Credo di si…- rispose Hankyung col suo amabile coreano stentato.
-Uhm, ma cosa succederà da ora in poi? Che farete?-
-Non so… E non ci voglio neanche pensare per ora. Quello che so è che siamo molto compatibili. Ci basterà questo.- risposi ridendo.
Non sapevamo assolutamente cosa ci avrebbe aspettato e come avremmo affrontato le varie difficolà. L'unica cosa che sapevamo era che ci amavamo e con questo saremmo andati avanti superando le avversità.
Lo sapevo, infondo sono il migliore.


Fine

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