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Fate attenzione alle indicazioni che riporterò qua sotto!!!
(le storie che vengono postate, anche se spinte, non sono reali e nessuno è obbligato a leggerle quindi se deciderete di farlo e ne rimarrete sconvolti gli amministratori del blog non ne avranno nessuna colpa in quanto hanno avvisato i lettori)

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Tratta/Fandom: i protagonisti della storia e le rispettive coppie se d'amore.

Tipo/Genre: tipo di Fanfiction, i tipi sono molto semplici e tutti possono capire senza quei PG-NG bla bla che io personalmente trovo molto incasinati^^

Crack (ironico quasi demenziale^^)
Natural (semplice, per tutti i lettori)
Natural Love (amore semplice, per tutti i lettori)
Yaoi (amore omosessuale (tra due uomini))
Yuri (amore omosessuale (tra due donne))
Sad (triste, dedicata a tutti ma strappalacrime)
ecc...(in costruzione)

ogni tipo di fic avrà a lato una descrizione

(scene semplici, contenuti normali) Storia adatta a tutti, ma attenzione al Tipo di storia (per esempio una Yaoi o Yuri anche se adatta a tutte potrebbe comunque avere scene di baci o altro che non tutti gradiscono)

(scene esplicite, contenuti espliciti) adatta ad un pubblico adulto o consapevo che la storia avrà delle parti esplicite e non adatti a tutti.

(scese esplicite, contenuti molto espliciti) adatta ad un pubblico adulto o consapevole che quello che leggerà avrà sicuramente scene forti e non adatte a tutti.

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grazie per l'attenzione e buona lettura
Masayume e Marieluna

FANFICTION FANTASY

Blog dedicato a tutti gli appassionati di fanfiction.
Qui potrete trovate tutte le vostre storie preferite, romantiche, d'azione, piene d'amore,
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Inoltre chiunque voglia publicare la sua fanfiction può farlo mandandomi un e-mail,
verranno inseriti i credits opportuni.
Spero che questo nuovo blog vi piaccia e possiate divertivi.
baci

Masayume

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tutte le storie sono frutto della fantasia delle scrittrici / scrittori, quindi non contengono fatti realmente accaduti a parte diverse descrizioni delle stesse autrici/autori.
All'inizio della storia viene detto esplicitamente se può essere letta da tutti oppure se contiene scene
troppo forti o non gradite quindi leggete attentamente prima di imbattervi in cose che non
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Masayume e Marieluna

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Masayume e Marieluna

mercoledì 16 settembre 2009

Last angel


Autrice:
°Kikyo91°
Tratta: DBSK - Koda Kumi
Tipo: Natural Love




(immagine by Kikyo)


Part One - His Last Angel


È strano.
Così tremendamente strano.
Il tempo è passato.
Gli anni mi hanno cambiato.
Ho una famiglia. Una moglie. Dei figli.
Da cantante a padre. Che cambiamento!
Tempo fa non avrei nemmeno pensato di potermi sposare ed avere una vita.
Perché ero fermamente convinto che la mia vita fossi tu.

Ricordo ancora così bene il tuo sorriso.
Eri bellissimo.
Avevi due occhi in cui mi rispecchiavo.
avevi tante buone qualità che il tempo ha cancellato.

Nonostante molti anni siano passati, mi ritrovo costantemente qui.
Come ogni giorno.
Qui, davanti alla tua tomba.
Non piango più per te.
Non rido più per te.
Ti guardo e basta.
Guardo la foto che ti raffigura.
La guardo e penso al passato.


Eravamo giovani. Eravamo stupidi
Io ero stupido.
Mi illudevo e basta.


Avevi il singolare hobby di fare fotografie a chiunque.
Eri felice quando scattavi quelle immagini che sarebbero rimaste nitide anche col passare del tempo.
Non c’era momento in cui non prendessi la tua camera.
Fotografavi anche me. Ma a me dava fastidio. Lo ammetto, mi ha sempre dato fastidio, specialmente quando lo facevi senza informarmi e prendendomi alla sprovvista.

Poi però ho cominciato a pensare che forse quelle foto erano SOLO per me.
Che stupido che ero.
Credevo di essere l’unico che ti desiderava.
Ma mi sbagliavo.
Tu non saresti mai potuto essere mio.



*****



- YunHo, voglio presentarti Kumiko! -

Era molto bella. Me la presentasti un giorno, mentre eravamo in giro per fare compere da buoni amici.
Inizialmente non capii il motivo per cui lo facesti.
Poi, osservando il suo anello luccicare nell’anulare destro, così uguale al tuo, tutto tornò chiaro.
Ormai eri promesso.
Ed io sarei rimasto solo. Così come lo sono sempre stato.
Eri fidanzato, innamorato, amato.

Nonostante tutto però non mi arresi.
Inconsciamente lasciavo intendere chiaramente ciò che provavo per te.
Sono stato stupido. Non avrei mai dovuto.
Eppure l’ho fatto. E, a dirla tutta, non me ne pento più di tanto.

Eri spaventato quando i miei occhi seri osservavano i tuoi.
Eppure, non ti tirasti indietro.
Eri innamorato di lei.
La amavi sinceramente.
Passavi le giornate con lei.
Passavi le giornate anche con me.
Ancora oggi mi chiedo cosa ti passasse per la testa in qui momenti.
Chissà dov’era lei, mentre il tuo corpo si sorreggeva al mio in quelle notti piovose…

Ricordo solo che ti scrissi un biglietto.
“vieni dove sai. Ho qualcosa da confessarti” . poche parole.
Ero impegnato con il mio lavoro.
Anche tu avevi il tuo.
Eravamo un gruppo. Eravamo circondati di amici.
Ma tu trovavi sempre del tempo per me.
E trascurai lei. Così ignara e triste in quella casa solitaria.
Che provava a chiamarti ma tu non volevi rispondere.

Dovevi essere molto scosso.
Ti chiudevi ore e ore nel bagno a pensare.
Non so quali pensieri ti passassero per la testa, ma di certo eri preoccupato.
Eri preoccupato per me.
Eri preoccupato per lei.
Scommetto che ci amavi entrambi.



Quando ci incontrammo una sera, ti confessai tutto.
Vedevo nel tuo volto la paura. La paura di sbagliare ogni cosa.
Poggiai la tua mano al mio petto.
“non posso fare a meno di te” ti dissi.
Errore. Grande errore.
Cadesti in trappola. Accompagnato dalla mia stupidità.

E mentre tu soffrivi, diviso da lei e me, io girovagavo sotto la pioggia.
Ero consapevole.
Sapevo di aver commesso uno sbaglio a dirti che ti amavo.
E, devo ammetterlo, sospettavo che sarebbe finita così.
Sapevo che avresti risolto la situazione andandotene.

Mentre tu eri sempre più chiuso in te stesso, speravo.
Speravo davvero per la vostra felicità.
Per la felicità di quella ragazza.
Anche se era colpa mia pregavo per lei. Perché potesse essere felice.
Pregavo insieme a te.

E mentre la pioggia cadeva inesorabile sul mio viso, non potevo immaginare.
Non potevo sapere dove ti trovavi in quel momento.
Non sospettavo minimamente che stessi soffrendo in quel modo.
Non avrei mai creduto che il sangue potesse sgorgare dalle tue labbra perfette.
Non ero conscio del fatto che sarei stato nei tuoi pensieri fino alla fine.
Non potevo immaginare che il sangue sarebbe stata l’ultima cosa che avrei visto di te.


E mentre me ne andavo, tu eri quasi alla fine del tuo percorso.



*****


Lo venni a sapere poche ore più tardi.
Tua madre mi avvertì disperata.
Eri stato portato d’urgenza all’ospedale di Seoul.
Mi dissero che eri i condizioni disperate. Che non ci sarebbe stato più nulla da fare.
Non volevo crederlo.
Non potevo crederlo!
Ti raggiunsi più in fretta che potei.
L’unica cosa che ricordo è il tuo viso pallido.
Mi sussurrasti poche parole.
Non le capii. Maledizione.


Infine, mentre ti imploravo di non andartene, la morte ti raggiunse.
Ti chiuse tra le sue braccia e t portò via da me.


*****


Il giorno del tuo funerale c’erano solo pochi, stretti amici e parenti.
Era una cerimonia privata. Sapevo bene quanto tu odiassi le cerimonie con tante persone.
La tua bara venne posta nella cappella di famiglia.
Tua madre piangeva. Sentivo i suoi singhiozzi penetrarmi dentro l’anima.

Riuscivo a piangere.
Il mio volto era oscurato dalle nubi dei ricordi.
Ricordi di quando tu mi abbracciavi saldo.
Ricordi di un tempo che non sarebbe più tornato.


Poi, mi accorsi che qualcuno mi fissava da lontano.
Aveva capelli biondi, occhi perfettamente truccati. Abito nero.
Volto che nascondeva una immensa tristezza.
Era lei.
Mi voltai lentamente. Sapevo che era venuta, ma non avevo il coraggio di andarle a parlare.
In fondo era colpa mia.
Le avevo rubato ogni cosa a cui teneva.
Probabilmente, lei aveva sempre saputo di noi due, lo aveva intuito.
Fra le lacrime mi accorsi che abbassò lentamente il capo, in segno di condoglianze.
Di quel giorno funesto comunque, ricordo ben poco.


Sono passati sei anni da allora.
Lei tornò in giappone e non la sentii più.
Perlomeno non personalmente. Bastava la TV a ricordarmi chi fosse e quale lavoro faceva.
Io cambiai vita. Lasciai il mio gruppo, debuttai da solista.
Conobbi una ragazza. Me ne innamorai.
E, beh! La nostra storia prosegue.

Ancora oggi mi domando, se tu fossi ancora in vita…come sarebbe stata la nostra vita.
Magari serena. Magari no.
No potrò mai saperlo.
Tu te ne sei andato via.
Mi hai lasciato qui, ad aspettare la mia ora tra le gioie che la vita mi ha concesso.

Tu eri un angelo.
Eri l’ultimo angelo in questa terra.
Eri il mio angelo.


Part Two - Her Last Angel


È tutto così irreale.
È tutto così assurdo.
Stento a credere come il tempo passi così velocemente.
Gli anni mi hanno cambiata. Mi sento diversa nell’anima.
Ho una famiglia. Un marito, una splendida bambina.
Da cantante a madre. Stento a riconoscermi!
Sei anni fa non avrei mai immaginato che la mia vita subisse un tale cambiamento.
Perché ero fermamente convinta che la mia vita fossi tu.


Ricordo ancora così bene la tua risata dolce.
Eri bellissimo.
Avevi due occhi in cui mi immaginavo un mondo tutto mio
Avevi tante buone qualità che sono state inesorabilmente cancellate.

Non stante lo scorrere del tempo, io mi ritrovo qui, a pensare costantemente a te. A te e a noi.
Sono qui, davanti ad una delle tante foto che ti ritraggono.
Non posso permettermi di piangere.
Non posso permettermi di ridere.
Posso solo guardarti.
Ti guardo e penso al passato.


Eravamo giovani. Eravamo stupidi
Io ero stupida.
Mi illudevo e basta.


Sapevo che amavi fare fotografie. Era una delle cose che mi piacevano di te.
Eri allegro quando riprendevi il mondo che ti circondava, bloccandolo, così che nemmeno il tempo lo potesse cancellare.
Non c’era un giorno in cui tu non ti portassi dietro la tua macchina fotografica.
Fotografavi anche me. E mi piaceva molto!. Mi mettevo sempre in posa e passavamo ore e ore a commentare ogni singola foto.
Fu proprio durante uno di quei giorni che il nostro sogno si avverò.
Ci giurammo amore con un anello al dito.

Poi però ho cominciato a pensare che forse quelle foto erano SOLO per me.
Che stupida che ero.
Credevo di essere l’unica che ti desiderava.
Ma mi sbagliavo.
Tu non saresti mai potuto essere mio.



*****


- Kumiko…questo è YunHo! -

Stetti qualche minuto ad osservarlo quando me lo presentasti. Era molto carino. Sembrava un ragazzo virile e onesto.
Inizialmente non capii il motivo per cui lo facesti.
Poi, osservando i suoi occhi puntati costantemente su di te e su tutto quello che facevi, tutto tornò chiaro.
Nonostante tu fossi promesso, nonostante tu fossi fidanzato, innamorato e amato da qualcuno, non sarebbe mai potuto bastare.

Nonostante tutto non mi arresi.
Non ero una persona così debole ed insicura.
Sotto la pioggia che sollecitava i miei pensieri, cercavo di trovare una soluzione.
Le gente mi guardava mentre passeggiavo senza ombrello, sola nella notte.

Ne sono tuttora sicura.
Non ne ho mai dubitato.
Eri innamorato di lui.
Lo amavi sinceramente.
Passavi le giornate con lui.
Passavi le giornate anche con me.
Ancora oggi mi chiedo cosa ti passasse per la testa in qui momenti.
Chissà dov’era lui tutte quelle sere in cui guardavamo la neve che cadeva silenziosa in quelle fredde notti invernali…

Ricordo che ti chiamai più volte.
O almeno tentai di farlo.
Ero impegnata con il mio lavoro.
Anche tu avevi il tuo.
Cantavi in un gruppo. Eri circondato di amici.
Stranamente però non trovavi mai del tempo per me.
Mi trascuravi. Nonostante io continuassi a far squillare quel telefono, l’unica risposta che ebbi fu solo il vuoto.

Dovevi essere molto scosso.
Te ne stavi ore ed ore davanti alla TV a pensare.
Non so quali pensieri ti passassero per la testa, ma di certo eri preoccupato.
Eri preoccupato per me.
Eri preoccupato per lui.
Scommetto che ci amavi entrambi.


Quando, per l’ennesima sera, mi ritrovai sola in quel letto dalle lenzuola nere presi in mano il telefono.
Sentii alcuni squilli ma nessuna risposta da parte tua.
Inconsciamente sapevo tutto. Sapevo che eri con lui.
Eravamo soliti a cambiare ogni giorno il colore delle lenzuola: da rosse a blu, da gialle a verdi.
In quel periodo però le lenzuola nere mi accompagnareono per molte notti.

E mentre tu soffrivi, diviso da lui e me, io girovagavo sotto la pioggia.
Ero consapevole.
Sapevo di aver commesso un grosso errore fingendomi felice di fronte a te
E, devo ammetterlo, sospettavo che sarebbe finita così.
Sapevo che avresti risolto la situazione in questo modo.

Mentre tu eri sempre più chiuso in te stesso, speravo.
Speravo davvero per la vostra felicità.
Per la felicità di quel ragazzo.
Anche se lo odiavo parecchio, pregavo per lui. Perché potesse essere felice.
Pregavo insieme a te.


E mentre la pioggia cadeva inesorabile sul mio viso, non potevo immaginare.
Non potevo sapere dove ti trovavi in quel momento.
Non sospettavo minimamente che stessi soffrendo in quel modo.
Non avrei mai creduto che il tuo sorriso potesse essere stroncato in quel modo.
Non ero conscia del fatto che sarei stata nei tuoi pensieri fino alla fine.
Non potevo immaginare che la neve che sarebbe caduta fitta quella mattina sarebbe stata l’ultima cosa che avrei visto di te.



E mentre contavo le gocce di pioggia che solcavano le mie mani, tu eri quasi alla fine del tuo percorso.


*****


Lo venni a sapere la mattina dopo il fatto.
Lo lessi sui giornali di cronaca.
Eri stato portato d’urgenza all’ospedale di Seoul.
Quando andai a vedere come stavi, mi dissero che non c’era stato più nulla da fare.
Non volevo crederlo.
Non potevo crederlo!
Ti raggiunsi più in fretta che potei.
L’unica cosa che ricordo è il tuo corpo coperto da un velo bianco.
Mi sentivo svuotata.
Tremendamente svuotata.


Infine, mentre mi aggrappavo saldamente a te, capii che la morte ti aveva portato via per sempre da me.



*****


Il giorno del tuo funerale c’erano poche persone.
Era una cerimonia privata. Mi accennasti del fatto di odiare tutte le cene o i ricevimenti pieni di gente. Ti imbarazzava essere al centro del mondo.
La tua bara venne posta nella cappella di famiglia.
Tua madre urlava disperata Sentivo i suoi lamenti penetrarmi dentro l’anima.

Non riuscivo a piangere.
Il mio volto era oscurato dalle nubi dei ricordi.
Ricordi di quando tu mi abbracciavi dolcemente.
Ricordi di un tempo che non sarebbe più tornato.


Poi, notai qualcuno seduto su un muretto poco distante.
Aveva capelli non molto corti, occhi gonfi di pianto. Dei vestiti, tutto sommato sobri.
Volto da cui si vedeva una immensa tristezza.
Era lui
Restai a guardarlo. Sapevo che era venuto, ma non avevo il coraggio di andargli a parlare.
Io lo odiavo.
Mi aveva rubato ogni cosa a cui tenevo.
Probabilmente, lui sapeva di essere responsabile, in parte, ci ciò che era successo.
Abbassai lentamente il capo, in segno di condoglianze. Nonostante tutto, riuscivo a percepire la sua tristezza fra le lacrime
Di quel giorno funesto comunque, ricordo ben poco.





Sono passati sei anni da allora.
Lui tornò continuò col suo lavoro e non lo sentii più.
Perlomeno non personalmente. Bastava la TV a ricordarmi chi fosse e quale lavoro faceva.
Io continuai la mia vita. Feci campagne pubblicitarie e recitai in numerosi drama.
Conobbi un ragazzo. Me ne innamorai.
E tuttora siamo legati da un amore profondo.

Ancora oggi mi domando, se tu fossi ancora in vita…come sarebbe stata la nostra vita.
Magari serena. Magari piena di incubi
No potrò mai saperlo.
Tu te ne sei andato via.
Mi hai lasciato qui, ad aspettare la mia ora tra gli avvenimenti e le vicissitudini della mia vita

Tu eri un angelo.
Eri l’ultimo angelo in questa terra.
Eri il mio angelo


Fine

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