
Autrice: Jessicucciath
Tratta: Tokio Hotel
Tipo: Natural Love (contenuti normali, scene normali)
Ludovico Einaudi - Nuvole Bianche
Ti vedo.
Riesco a vederti dietro quel vetro mentre sorridi.
Riesco a scandire ogni attimo con i tuoi respiri e vedo che lo fai anche tu.
La giornalista smette di parlare e tu alzi gli occhi su di me.
E mi sorridi.
Lo faccio anche io.
Mi sento leggera.
Mi sento importante soltanto per quell’attimo che mi hai dedicato.
E poi li sposti su di lei.
Anche i miei toccano il suo viso.
Più bello del mio.
Più truccato.
Più coperto.
Più chiaro.
Io abbasso lo sguardo fino a terra e sento una mano sulla spalla.
Mi giro e sulle labbra nasce un grande sorriso.
E’ Andreas.
E’ venuto anche lui a seguire la vostra prima intervista dopo l’uscita del nuovo album.
Soltanto io.
Lui.
E lei.
La tua.
Quella che nessuna conosce.
Quella che tieni nascosta da mesi.
La metà del tuo cuore.
La stessa che vorrei essere.
E poi la guardo.
E’ perfetta.
Nei suoi movimenti.
Nei suoi sorrisi.
Nei suoi baci che ti manda dietro il vetro che ti offusca leggermente il viso.
Hai tagliato i capelli.
Adesso li hai leggermente più corti.
Hai tentato di spaventare le fan con quei finti rasta e ci sei riuscito anche con me.
Quando bussasti alla mia porta.
Non ti riconobbi nemmeno.
Ma poi quegli occhi hanno tolto ogni dubbio.
I tuoi.
Soltanto i tuoi con quella luce.
Soltanto i tuoi con quella forma.
Vi vedo alzarvi tutti dal divanetto e salutare la giornalista.
E poi venire verso di noi.
“E’ andata benissimo” dici rivolgendoti a lei.
Poi le dai un bacio sulla fronte e abbracci Andreas dopo qualche secondo.
Io mi avvicino a Tom e gli do una pacca affettuosa sulle spalle, che lui ricambia con un grosso sorriso.
“Dammi il cinque!!” ordina scontrando il palmo della sua mano troppo grande per la mia.
Ci dirigiamo tutti verso il buffet che hanno preparato esclusivamente per voi.
Prendo un piatto e distrattamente ci metto su qualcosa che mi possa piacere, non staccando gli occhi da lei che attua le sue moine anche con David.
Lui la guarda estasiato.
Tutti qui la amano.
Tutti tranne me e Andreas.
E lei lo sa.
Lei sa che deve starmi lontana se vuole tenerselo stretto.
Lei sa che potrei essere pericolosa.
Ma non lo farei mai.
Non affonderei mai le mie mani nel suo cuore per cambiare il ritmo dei suoi battiti.
Non cambierei mai i miei per lui.
E quando sento un braccio avvolgere la mia vita so già che sei tu.
Il piatto cade e si frantuma in mille pezzi.
E io arrossisco davanti alle risa di Tom e alle tue.
“Non fa niente..” dici sperando di non esserti sporcato.
E poi le sue grida.
La sua voce penetra e storce l’udito di tutta la sala.
Si è sporcata perché una briciola di mousse volante al cioccolato le si è posata sulla costosissima maglia di Versace.
Tom gesticola dietro di lei imitandola e tutti scoppiano a ridere, ma vengono zittiti dal tuo sguardo severo.
Corri da lei e le proponi di andare a casa a cambiarsi, ma lei vuole che la accompagni.
Allora saluti tutti.
Ti scusi con la stampa e con David, che continua a sbuffare per la scenata di lei.
“Bella ma..” dice appena ve ne andate.
“Ma?” continua Tom andandogli vicino.
“Ma niente..”
“Quante volte gliel’ho ripetuto, ma non vuole capire” dice lui mettendo i rasta dentro un cappellino grigio elasticizzato.
Poi si avvicina a me e sorride.
Mi abbraccia.
“Sai com’è..domani potresti non esserci più..” dice riferendosi a lei.
“Deve soltanto provare a sfiorarmi” gli dico intimando una sfida dentro me stessa.
La vedo già stesa a terra sul ring e io sopra le striscie rosse elasticizzate a gridar vittoria, ma qualcuno mi tira giù dal podio.
“Cosa ti è saltato in mente?” mi sussurra Andreas nell’orecchio.
Io mi giro di scatto e controllo che nessuno ci stia guardando.
“Credi che l’abbia fatto apposta?” dico a denti stretti.
“Proprio adesso!!”
“Non dirlo a me..”
Poi la vedo arrivare.
La mia salvezza.
Corro da lei e la prendo per mano prima che possa essere catturata dal suo Tom.
“Jo, devo dirti una cosa!”
“Che è successo? Ho visto l’arpia uscire fuori come una furia con Bill che le correva dietro..” mi dice lei ridacchiando.
“Le ho sporcato la maglia”
La sua faccia si inorridisce e poi cade sul preoccupato.
“Aia..l’hai colpita nel suo tallone d’Achille..”
“Non mi dire che anche tu pensi che domani non sarò viva..”
“Beh..non ci metterei la mano sul fuoco” mi dice lei.
Poi arriva Tom e l’abbraccia da dietro.
“Noi pensiamo allo stesso modo, se vuoi per stasera puoi dormire con noi..” mi propone.
“Magari anche in mezzo..” scherzo io.
“Adesso non chiedere troppo” dice Jo ridendo.
Squilla il cellulare.
Un messaggio.
E’ Bill.
Vuole che lo raggiungo giù con una scusa qualsiasi.
Faccio finta di andare in bagno e corro giù per le scale.
“Psss..” sento ad un certo punto.
Mi giro ma tu non ci sei.
Dove sei?
Adesso ti vedo.
Sei dentro l’ascensore che si apre davanti a me.
Mi inviti ad entrare con la mano e io accetto.
Mi sorridi e schiacci il pulsante più alto e quella strana scatola grigia si muove in su.
Mi prendi la mano e non dici niente.
I tuoi occhi parlano.
Mi narrano di te.
Di me.
Di noi.
Un noi che non può e non potrà mai esistere.
Perché?
Perché tu non vuoi.
Le porte si aprono e usciamo in terrazza.
Nuvole.
Nuvole bianche aprono il cielo e spalancano il sole verso di noi.
Fresche.
Leggere.
Candide.
Tu passi la mano sul mio viso.
E quella stessa carezza muore sulla mia pelle.
Il mio corpo la assorbe e la incamera nel cuore.
Mi ami.
Lo leggo nei tuoi occhi.
Le tue mani non possono mentire.
Perché lo fai con te stesso?
Restiamo così.
Senza parole.
In silenzio per qualche minuto che scorre velocemente su di noi.
Senza un motivo.
Non ne abbiamo bisogno.
E poi ti squilla il cellulare.
Ci interrompe.
Chiude il nostro mondo e ci riporta alla realtà.
Tu rispondi scocciato.
Sento la sua voce dall’altra parte che blatera qualcosa.
Poi metti giù e mi sorridi.
Mi prendi la mano.
La stringi fra le tue e poi ti allontani.
Nello stesso modo in cui se venuto.
Nello stesso modo in cui mi hai amato.
Nello stesso modo in cui mi hai illuso.
Per tornare da lei.
Per tornare.
Ancora una volta.
Da lei.
Fine




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