CI SIAMO TRASFERITI QUI FANFICTION FANTASY FORUM

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Fate attenzione alle indicazioni che riporterò qua sotto!!!
(le storie che vengono postate, anche se spinte, non sono reali e nessuno è obbligato a leggerle quindi se deciderete di farlo e ne rimarrete sconvolti gli amministratori del blog non ne avranno nessuna colpa in quanto hanno avvisato i lettori)

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Tratta/Fandom: i protagonisti della storia e le rispettive coppie se d'amore.

Tipo/Genre: tipo di Fanfiction, i tipi sono molto semplici e tutti possono capire senza quei PG-NG bla bla che io personalmente trovo molto incasinati^^

Crack (ironico quasi demenziale^^)
Natural (semplice, per tutti i lettori)
Natural Love (amore semplice, per tutti i lettori)
Yaoi (amore omosessuale (tra due uomini))
Yuri (amore omosessuale (tra due donne))
Sad (triste, dedicata a tutti ma strappalacrime)
ecc...(in costruzione)

ogni tipo di fic avrà a lato una descrizione

(scene semplici, contenuti normali) Storia adatta a tutti, ma attenzione al Tipo di storia (per esempio una Yaoi o Yuri anche se adatta a tutte potrebbe comunque avere scene di baci o altro che non tutti gradiscono)

(scene esplicite, contenuti espliciti) adatta ad un pubblico adulto o consapevo che la storia avrà delle parti esplicite e non adatti a tutti.

(scese esplicite, contenuti molto espliciti) adatta ad un pubblico adulto o consapevole che quello che leggerà avrà sicuramente scene forti e non adatte a tutti.

___


grazie per l'attenzione e buona lettura
Masayume e Marieluna

FANFICTION FANTASY

Blog dedicato a tutti gli appassionati di fanfiction.
Qui potrete trovate tutte le vostre storie preferite, romantiche, d'azione, piene d'amore,
yaoi o yuri a vostro piacimento.
Inoltre chiunque voglia publicare la sua fanfiction può farlo mandandomi un e-mail,
verranno inseriti i credits opportuni.
Spero che questo nuovo blog vi piaccia e possiate divertivi.
baci

Masayume

valewinnie18@gmail.com
MasayumeKisu@hotmai.it

tutte le storie sono frutto della fantasia delle scrittrici / scrittori, quindi non contengono fatti realmente accaduti a parte diverse descrizioni delle stesse autrici/autori.
All'inizio della storia viene detto esplicitamente se può essere letta da tutti oppure se contiene scene
troppo forti o non gradite quindi leggete attentamente prima di imbattervi in cose che non
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Masayume e Marieluna

lunedì 14 settembre 2009

Baby i still love you


Autrice: °Kikyo91°
Tratta: Dong Bang Shin Ki (Girls Generation) (Yoosu)
Tipo: Yaoi (scene esplicite, contenuti normali)




(immagine by Kikyo)


La televisione e i giornali non facevano che parlarne.
Nonostante fosse accaduto ormai da parecchie settimane, era diventato lo scoop del momento.
La gente commentava ed esprimeva le proprie idee al riguardo.
C’era chi appoggiava e credeva a ciò che leggeva. C’era invece, chi non voleva minimamente saperne di ciò che succedeva nel mondo dello spettacolo.
In internet giravano così tante foto o video ripresi da qualche videocamera che si trovava nei paraggi proprio quando era accaduto il fatto, che, per esasperazione o meglio, per la “salvezza” di quella grande agenzia che era la SM Entertainment, era stato dato l’ordine di togliere dal web tutto ciò che avesse potuto documentare ciò che era accaduto in qui pochi giorni a Los Angeles, durante l’ Hollywood Bowl.
Difatti, non stante le continue ricerche, sembrava che nulla fosse mai accaduto. Eppure, se ne continuava a parlare, come se fosse stata una cosa certa.
Ma cosa ci poteva essere di così “scandaloso” tra quelle immagini che, nonostante fossero state cancellate, continuavano ad essere trasmesse dai telegiornali con insistenza?
Una relazione “clandestina” tra Xiah JunSu e TaeYeon pareva essere la risposta preferita dei giornalisti.
Entrambi, cantavano ed avevano un contratto con la SM Entertainment.
Lui, era un membro di una delle più importanti Boyband coreane, i DBSK, mentre lei era la Leader di un gruppo formato da 9 aspiranti cantanti che in quel periodo “inspiegabilmente”, secondo parecchie persone, avevano ottenuto un notevole successo.
Il motivo di tale agitazione, era nato dal fatto che i due erano stati visti passeggiare abbracciati, in una delle tante vie dello shopping, durante la permanenza in America.
E ancora, da alcune fancam riprese durante l’Hollywood Bowl, si erano notati strani comportamenti da parte dei due cantanti.
Quando quelle immagini erano finite in Internet, i media coreani parevano essersi scatenati.
Ma fino ad allora non c’era stata nessuna dichiarazione ufficiale da parte dei due “malcapitati”. E questo accendeva ancora di più la voglia di sapere e il sospetto che quella fantomatica relazione potesse essere vera.


*




JunSu, salì di fretta le scale di marmo bianco che portavano al suo appartamento nei pressi della Star City.
Mentre le percorreva, iniziò a tirare fuori dalla sua borsa le chiavi di casa. E, una volta trovate, cominciò a cercare quella che avrebbe aperto la porta d’ingresso.
Ce ne erano molte. Alcune delle quali erano ancora quelle dei suoi appartamenti che avevano preceduto questo.
Per un motivo o per l’altro infatti, lui e i suoi coinquilini erano stati costretti a cambiare alloggio un numero considerevole di volte e, più per pigrizia che per dimenticanza, non le aveva mai tolte dal mazzo.
Nonostante fuori non facesse molto caldo, indossava un cappellino di jeans ed un paio di occhiali da sole. S’intravedeva una certa stanchezza nel suo modo di fare.
In quel periodo era sempre sottopressione.

Arrivato in cima, si affrettò ad inserire la chiave giusta nella serratura. Si guardò le spalle per paura di essere stato seguito, ma quando fu sicuro che così non era, aprì la porta di casa.

Era tutto in disordine. Maglie di qua e di là, polvere sui mobili, piatti ancora da lavare e finestre spalancate.
Un vero campo di battaglia.
E pensare che prima di uscire si era raccomandato che gli altri amici iniziassero a fare un po’ di pulizia!
Come non lo avesse mai detto, sospirò nell’atto di scavalcare una scarpa da ginnastica che gli bloccava il cammino.

- …sono tornato… - esclamò con foce flebile

Ma nessuno rispose.
La casa sembrava deserta.
Ma non poteva esserlo. Non era logicamente possibile.

Si guardò attorno. Forse aveva parlato troppo piano e nessuno lo aveva sentito.

- …ragazzi…dove siete… - domandò incerto e appoggiando la giacca sopra il divano infestato di popcorn dalla sera prima.

Si diresse verso il corridoio centrale.
In verità, gli era parso di sentire delle voci provenire dalla stanza del suo leader.
Molto lentamente, si avviò alla sua porta. Era leggermente socchiusa, ma si poteva benissimo dare un occhiata al suo interno.
Effettivamente, si sentiva qualcuno che parlava. Ma questo qualcuno non erano i suoi compagni. La TV sembrava accesa.

- ..cambia canale YunHo… -

In quell’istante, sentì JaeJoong brontolare

- …se ci fosse altro da guardare lo farei… - aveva risposto il leader con un filo di preoccupazione

Ma ben maggiore fu quella di JunSu, che provò ad azzardare quale assurdo programma stessero guardando i suoi amici.
Senza bussare, aprì lentamente la porta.
In un altro momento, avrebbe sicuramente udito un sonoro “JunSu, impara a bussare” ma, non fu così.
Questo perchè i presenti, non si erano nemmeno accorti della sua presenza.

C’erano proprio tutti.

JaeJoong se ne stava a cavalcioni sopra una sedia, YunHo seduto sul davanzale della stanza, ChangMin comodamente appolpato al letto e con in mano una confezione di patatine mentre YooChun, se ne stava appoggiato alla parete del muro, completamente assorto nei suoi più inimmaginabili pensieri.
Tutti e quattro erano concentratisi ciò che la Televisione stava trasmettendo.

Una sola occhiata, bastò a fargli capire il perché di quello strano comportamento.

Come ogni giorno.
Come ogni volta che accendevano la tv.
Come fosse stata la cosa più naturale del mondo.
Ad un programma stavano trasmettendo un servizio speciale.
La prima cosa che vide furono innumerevoli foto che scorrevano lungo lo schermo. E in un angolo, dei giornalisti le commentavano una ad una.
Osservò il volto di una ragazza dai capelli tinti di un rosso tenue e che, in quell’immagine, aveva un volto pazzerello e sorridente.
E poi, inesorabilmente, vide anche la usa faccia. La sua dannatissima faccia. La vedeva sempre in quel periodo!
Poi, fecero vedere per la ottocentesima volta un video. Sempre quello.
Lei che durante una performance gli si avvicina e gli sfiora la mano…e poco dopo che gli posa delicatamente una mano sulla schiena.
Quei gesti venivano interpretati in modo diverso da tutti.
Per i fans si trattava dell’inizio di una vera e propria relazione, per altri invece, quelli che “volavano meno con la fantasia”, si trattava solo di pura e semplice amicizia.

JunSu guardò lo schermo furente di rabbia.
Intravide il telecomando appoggiato ad una mensola e subito, avanzando, se ne impossessò, spaventando gli amici della sua improvvisa irruzione.

- JunSu! – esclamò YunHo alzandosi dalla sua postazione, preso dal panico

- …hey… - tagliò corto il giovane

- qua…quando sei tornato?! – domandò JaeJoong leggermente sconvolto

Lui però sembrava più preoccupato dalla reazione che JunSu doveva avere avuto quando era entrato in casa, ancora in perfetto disordine.

- poco fa…se abbassaste la televisione ve ne sareste accorti… - esclamò

Tutti lo guardarono preoccupati.
Tutti tranne YooChun, che sembrava del tutto indifferente alla sua entrata in scena.

- dovreste smetterla di guardare queste sciocchezze… - continuò cambiando canale – guardatevi un buon telegiornale piuttosto… -

- ma JunSu Hyung…questo è il telegiornale! – rispose ChangMin

Il diretto interessato, lo guardò storto.

- allora cambiate canale… -

Nessuno rispose stavolta. Sembravano impauriti da ciò che avrebbe potuto dire o fare in quel momento.
Solo YunHo, che non era solito a tirarsi indietro, parlò quasi spudoratamente.

- JunSu… ogni canale parla della stessa cosa… -

- … -

Si guardarono un attimo.
Poi, Junsu ciccò sul pulante di accensione e spense l’apparecchio, buttando il telecomando sul letto, rischiando di colpire ChangMin

- eh beh?! Forse dovreste uscire un po’ invece di intontirvi con le stupidaggini! -

- stupidaggini che hai combinato tu! -

- io?! –

- dovevi stare più attento! Per colpa tua siamo nell’occhio del ciclone! -

JunSu cominciò ad adirarsi un poco.

- stai dicendo che voi credere a ciò che raccontano i media?! domandò

- … diccelo tu JunSu…se quello che dicono è la verità… -

- … -

Lo zittì in quella maniera.
Ci furono molti minuti di silenzio. la tensione fu alta per parecchi istanti, nei quali JunSu era sembrato più volte che dovesse parlare, per ribattere.
Ma prima che potesse farlo, YunHo, seguito a ruota da JaeJoong e ChangMin, uscì dalla stanza tirandogli, prima di sparire, una pacca sulla schiena che JunSu percepì come un “forza e coraggio”.
Era degno di un leader comportarsi così.
Decise di seguirlo per domandargli scusa. Aveva un po’ esagerato con la voce.
Ma prima di andarsene voltò lo sguardo verso YooChun ancora imbambolato.
Quest’ultimo lo guardò con un accenno misto tra rabbia e tristezza.
JunSu non ci fece caso, o meglio, non volle farci caso.
Senza nemmeno guardarlo, prese e uscì lasciandolo solo.

lui lo vide scomparire dalla porta. Sentì la sua voce sottile chiamare il loro leader e poi, più nulla.
Si limitò ad osservare la televisione spenta, come se stesse ancora trasmettendo il servizio di poco prima.
Gli sembrò di rivedere quelle scene…scene in cui la mano di quella ragazza toccava la schiena di lui con così poco pudore. E quelle maniche si sfioravano appena, lo fecero sussultare.
Gli venne alla mente il giorno in cui JunSu aveva detto “scusate, vado a fare un po’ di Shopping con LeeTeuk…” per poi sparire per ben quattro ore.
Ma lui, dalla finestra di quell’albergo, aveva visto. Aveva capito.
Non erano in due, bensì in tre. Ed uno di loro era una ragazza. TaeYeon.
Non aveva detto nulla agli altri. Lo sapeva solo lui. E quella era la prova che qualcosa di vero c’era in tutta quella storia.
Gli venne un improvviso attacco di rabbia.
Talmente grande che gli venne da lanciare la prima cosa che trovò.
Dannatamente però, quando prese lo sfortunato telecomando, lo lanciò con così voga e senza guardare dov’era diretto, che lo vide cadere inesorabilmente fuori dalla finestra che YunHo aveva lasciato aperta.

- CAVOLO!!!!! – urlò alzandosi spaventato

Si affacciò alla finestra.
Erano la quinto piano e non si vedeva bene. Però poteva intuire che quella piccola macchia nera e poco uniforme, potesse essere lo sfortunato oggetti.
Si passò una mano fra i capelli arruffandoseli.

- porca miseria!!!! Accidenti a me!!! - pensò ad alta voce

- che succede YooChun? -

Udì la voce di JaeJoong che risuonava probabilmente dalla cucina.

- n-niente Hyung!! -

Forse era proprio il caso di uscire, pensò.
Ma la prima cosa che avrebbe fatto sarebbe stata quella di andare a comprare un telecomando nuovo.



**





RAINY MY HEART mou yamanai namida wa TONIGHT
kimi ga saigo ni nokoshita hakanae wasure mono no youni I MISS YOU



Quelle dolci parole risuonavano in quell’appartamento così buio e calmo, in quella giornata tranquilla.
Erano parole d’amore.
Erano parole di sofferenza.

kimi no inai sekai wa yami ni furuete nee
subete yume nara ii noni...
aitakute OH MY GIRL aenai wake wa
kimi no 'SAYONARA' wo kiki taku nakatta kara



Quella sua candida voce gli penetrava nelle orecchie e non gli dava scampo.
Nemmeno quando dormiva.
Nemmeno quando era sveglio.

BABY I STILL LOVE YOU...



Odiava quella canzone.
Nonostante avesse aiutato JunSu a comporla ed arrangiarla, la odiava.
Odiava quelle frasi così malinconiche.
Odiava quella melodia così struggente.
La odiava perché era così drammaticamente vera…



**





JunSu aveva le mani ben salde al pianoforte.
Suonava quella dolce melodia che aveva da poco imparato a suonare.
E mentre muoveva sensualmente le dita, intonava le dolci parole di Rainy Night, una delle sue poche canzoni soliste.
Era concentrato e con gli occhi puntati solo sui tasti dello strumento, mentre con la coda dell’occhio seguiva il leggio.
Aveva gli occhi socchiusi.
Cantare lo rilassava molto. specialmente quando era teso.
Non c’era nessuno quel girono a casa, e lui poteva dare libero sfogo alla sua voce.
Una voce potente ma allo stesso tempo flebile.

- dakedo kimi ga suki dayo wasurerare nai omoide no naka dake ikiteru… -

Cercò di non pensare a tutto ciò che stava succedendo in quel periodo.
Cercò di non pensare all’America.
A TaeYeon.
Allo scandalo.

- …kono omoi FOREVER dakishimetai kedo, kimi no kaori zutto karada mo hanarenakute …BABY I STILL LOVE YOU... -

Sbagliò un accordo.
Ma non ci fece troppo caso, non era un professionista.
Era solo un cantante.
E il suo compito era cantare. Era nato per quello.

- hazusenai mune no ku no sumi kizan da …..da…sono…. nama…e… -


Non riuscì più a continuare.
Non riuscì più a dire un parola.
E in quell’istante, smise anche di suonare.
Sentì il respiro di qualcuno. Qualcuno che gli aveva passato le braccia attorno alle spalle.
Sentì due calde mani posarsi sulle sue, dalle le dita ancora impalate sui tasti del piano.

- …perché non canti più? -

JunSu sentì un brivido correre lungo la sua schiena.

- sai quanto mi piace quando lo fai… -

- … se non ti stacchi non poso continuare… - esclamò un po’ seccato e freddo

Intravide un sorriso disegnare le labbra di colui che lo stava “importunando” con la sua presenza.
Tuttavia però, nonostante l’avvertimento, non aveva la minima intenzione di staccarsi da lui.
La sua bocca si avvicinò all’orecchio del ragazzo, che fece un piccolo sussulto, ma senza togliere lo sguardo dal leggio.
Gli sussurrò quasi dolcemente.

- …ieri sera non sei venuto in camera…ti ho aspettato fino a tardi… -

- … -

- …in effetti…è da settimane che non vieni… -

- ….non è che mi sono fatto l’abbonamento per passare la notte in camera tua…YooChun… - tagliò corto JunSu

Il giovane YooChun, a quelle parole acide, si staccò immediatamente dall’amico, il quale, fece un profondo sospiro di sollievo.
Ma ormai, sembrava aver dimenticato le parole della canzone.
Anzi, le sue mani avevano addirittura iniziato a tremare.
Non osò guardare in faccia il compagno.

- …sei preoccupato…per la storia dello scandalo?! – domandò YooChun

- …certo che lo sono! C’è la mia faccia su tutti i giornali! -

- …una bella faccia… - sorrise YooChun ironico

- piantala di scherzare! Questo non è un momento facile per me! -

- … -

Il ragazzo sembrò perdere ogni traccia di ironia e assunse un espressione tremendamente seria.

- …perché?! Secondo te per me lo è invece? -

Junsu, per la prima volta, si voltò verso l’altro, in evidente sorpresa.

- credi che non ci stia male per questo? Vedere tutte quelle immagini tue e di TaeYeon… -

- non ti devo alcuna spiegazione! Non la devo a nessuno!! -

- dalle tue parole dovrei intuire che è vero ciò che dicono?! -

- e anche se fosse?! -

- beh sei proprio uno stupido allora! -

- stupido?! Stupido perché mi sono fidanzato?! -

YooChun stava cominciando a perdere davvero le staffe. E JunSu era arrabbiato come mai era successo prima.

- no!!! Stupido, perché avresti dovuto pensare alle conseguenze di questo fatto!! -

- … -

- …pensavo che ci tenessi a me… -

- … -

- pensavo che mi amassi… -

Si guardarono. Entrambi aveva giocato a chi urlava di più ed ora erano stanchi, affannati, senza nulla da dire.
JunSu guardò l’amico. Dapprima con una leggera tristezza negli occhi, in seguito, si fece più serio.

- …le cose sono cambiate…YooChun… -

- ho notato… -

Non ebbe più il coraggio di dire nulla.
Il giovane, riposizionò il leggio e sistemò il pianoforte appena usato.
Si alzò dalla piccola seggiola sulla quale era rimasto seduto fino ad allora e la rimise la suo posto.
Poi, a sguardo basso, si diresse verso la porta della stanza.
Senza voltarsi, senza guardare YooChun, fece per aprirla.
……


- …che significa?! -

JunSu si voltò nuovamente versò l’altro cantante, in piedi, appoggiato ad una parere e con un sorrisino abbastanza evidente nel volto.

- perché non si apre?! – ridomandò JunSu cercando di aprire la porta.

Ma non c’era verso.
Era chiusa a chiave. Era chiuso a chiave nella sua stessa stanza.
Osservò YooChun sorridere. Era un sorriso molto ironico e, proprio per quello, JunSu ebbe paura.
Notò qualcosa che luccicava nelle sue mani. Una chiave.
La chiave di quella dannata porta.

- apri immediatamente! – ordinò JunSu spazientito

- … -

Per tutta risposta, YooChun si avvicinò di qualche passo a lui.
E d’istinto, l’altro indietreggiò. Ma dietro di lui vi era il muro.

- non…non sei affatto divertente!! – esclamò con un filo di voce – apri per favore! -

Questa volta pensò di chiederglielo senza tono autoritario. Ma non ebbe l’effetto sperato.
Ben presto, si trovò YooChun a pochi centimetri da lui.
Non aveva il coraggio di muoversi, ne di guardarlo. Aveva la mano incollata alla maniglia.

- …se non apro che farai? – domandò sussurrandogli all’orecchio

- mi...mi metterò ad urlare! – rispose JunSu terrorizzato

- tsk…non c’è nessuno che può sentirti… -

- … -

Rimase immobile ed impietrito, mentre la calda mano di YooChun gli sfiorò le ciocche dei capelli, leggermente arruffati e immersi nel gel.
Avvicinò il suo volto a quello di JunSu, che cercò di arretrare. Ma in fondo al cuore sapeva di non avere scampo a questo punto.
YooChun era forte. Tremendamente forte. E nonostante tutto, riusciva sempre ad averla vinta.

- ti prego…lasciami… de…devo andare… - lo implorò JunSu

YooChun sembrò incupirsi all’istante. Schiacciò l’amico contro il muro, quasi avesse voluto davvero fargli male. Ed in effetti, fu quello che JunSu sentì. Male.

- andare..? – ridomandò - …andare dove?! -

- … -

Dato che la risposta pareva tardare ad arrivare, YooChun decise di passare ai fatti. Senza che JunSu avesse tempo per riflettere, pensare, capire o comunque, disporre di un qualsiasi pensiero.
Gli prese entrambe le braccia e cercò di trarlo a sé.
Lui però, a parte lo stupore generale, cercò di rimanere saldo dove si trovava, cominciando ad agitarsi.

- YOOCHUN LASCIAMI!! – urlò con tutta la voce che possedeva.

Inutilmente.
Perché nessuno lo avrebbe sentito.

E YooChun sembrava totalmente privo di senno.

- non…non andrai da lei… - esclamò quest’ultimo

Per riuscire a vincere su JunSu, dovette usare le maniere forti.
Cercò di spingerlo, avvicinandosi il più possibile al letto.
Sapeva che, una volta lì, il compagno sarebbe stato suo.
Perché non aveva la forza di opporsi. Non l’aveva mai avuta in vero.
JunSu continuava a dimenarsi ma più lo faceva e più si rendeva conto di cadere pian piano nella trappola dell’altro.
Cercò di tirargli qualche calcio, ma non fece l’effetto sperato.
Si sentiva sempre più vicino al letto.
Sapeva di essere spacciato.

- YooChun! Ti prego mollami!! - esclamò – non voglio!!! -

Sembrò non ascoltarlo nemmeno.
Lo spinse con violenza contro un ennesimo muro e sembrò che JunSu, in quell’attimo, avesse sbattuto leggermente la testa.
Evidentemente, YooChun aveva cambiato piani.
JunSu ebbe un attimo di smarrimento. Era leggermente rintontito dal colpo appena ricevuto alla testa e non riuscì a reagire quando l’amico cercò di strappargli letteralmente la camicia.
Con le mani, cercò di fermarlo, allontanandolo il più possibile.
Ma ormai era impossibile.
Non poteva più farci nulla.
Era in trappola.
Realizzò il volto di YooChun.
Era freddo.
Freddo come il ghiaccio.
Avendo gli occhi socchiusi, ci vedeva male. Non capiva cosa stesse succedendo.
Sentiva solo un dolore lacerante alla testa.
Un dolore che presto, sentendosi toccare, baciare, leccare , si tramutò in un altro, ancora maggiore.
Lanciò un urlo lacerante.
Sentì la mano di YooChun che gli premeva duramente sul collo. Come se avesse voluto soffocarlo, mentre l’altra gli aveva bloccato i movimenti di un braccio.
Quello libero, JunSu cercava di utilizzarlo per aggrapparsi a qualcosa. Per stringere una qualsiasi cosa per trarne sollievo.
Il respiro cominciava a mancargli, le sue urla venivano bloccate ogni tanto da dei volenti baci che di solito, seguivano una spinta ed un dolore atroce.
Non era mai stato così.
Mai così violento.
Solitamente si era trattato di semplice piacere. Ma mai aveva provato così tanto dolore e sofferenza.
Mai YooChun era stato così crudele con lui.
Mai ne aveva avuto così tanta paura.
Sentiva di essere violato. Lo percepiva, anche se non bene. Aveva mal di testa, era confuso e sentiva il proprio corpo bagnarsi di lacrime e sudore, mentre i capelli ormai umidi di YooChun gli accarezzavano il petto.
Inoltre, a complicare le cose era la posizione scomoda in cui si trovava.
Sbattuto contro il muro, privo di appoggi e completamente soggiogato.
Pregava che qualcuno arrivasse. Pregava che YunHo, o JaeJoong o anche ChangMin arrivasse e lo fermasse.
Pregava che ci fosse qualcuno ad ascoltare i suoi lamenti.
Andando avanti, non si accorse nemmeno di essere saldamente stretto a YooChun, che continuava imperterrito ciò che aveva iniziato, senza sosta.
Si era completamente aggrappato a lui, e continuava ad urlare, ad urlagli di smetterla.
YooChun sentì le sue mani toccare il suo volto bagnato, mentre la maglietta che indossava era già stonfa di sudore.
Gli leccò le dita, gliele baciò con intensità, ma mantenendosi sempre freddo e distaccato. Come se JunSu fosse stato uno qualunque. Come se per lui non fosse stato niente.
Come se non avesse mai amato.
Avvicinò le sue labbra a quelle di JunSu. Gliele morse leggermente, ma facendogli provare un forte rossore.

- …canta… - gli ordinò

JunSu parve non sentire quella richiesta.
Era stanco, era confuso e non capiva.
YooChun però, a quel nulla, rispose con un’altra penetrazione, ma più forte della precedente. Aveva capito che se voleva farsi ascoltare, l’unico modo era essere violento.
Il giovane urlò ancora.

- canta per me! - ordinò nuovamente – voglio sentirti cantare!! -

Questa volta colse la richiesta.
Non aveva fiato in corpo, non aveva voce. Sentiva solo le lacrime bagnare la sua faccia mentre gli sembrò che YooChun, in quel momento si stesse rattristando.
Sapeva che se non avesse obbedito avrebbe ricevuto solo dolore.

- daki…shi…metai… kedo k…imi - cercò di dire a voce rotta

YooChun a quelle soavi parole cercò di non pensare. Erano le parole di Rainy Night. E lui, le conosceva bene. Le aveva scritte insieme a JunSu. Proprio quella canzone doveva cantare?!, si chiese.

- canta… - disse nuovamente dandogli piccoli baci sul collo.

JunSu non ne poteva più. Sentiva le forse venirgli sempre meno.
Ma doveva farlo. Voleva farlo. Voleva fare ciò che il suo padrone gli comandava.
Facendolo ,probabilmente il dolore sarebbe stato minore.

- … no kaori… z…utto karada mo… hana…renakut..e –continuò dolcemente interrotto dai suoi stessi gemiti

YooChun sembrò indebolirsi e perdere vigore sentendo quella voce. Quella voce così melodiosa…
voleva che cantasse per lui. Voleva sentire la sua voce. Voleva che essa fosse rivolta solo a lui. Non ad altre magliaia di persone.
Voleva essere amato. E voleva esserlo da JunSu!.
Percepì le dita del compagno che gli accarezzavano una guancia. Erano mani che tremavano dalla fatica, ma erano dolci.
Cercò di togliersele di dosso, ma almeno quella volta, non ci riuscì.
Guardò JunSu, ad occhi chiusi che tentava di respirare correttamente, mentre il pianto lasciava spazio ad un piccolo, breve ma soprattutto esile sorriso.
Era poco visibile, però c’era stato. E YooChun lo aveva visto.

- … BABY… I STILL LOVE… YOU... -

Gli sussurrò infine tra le lacrime.




*****







- scusate…ma non ho molta fame adesso.. -

- …eh?! -

- ma come?! Non hai toccato cibo! -

Lo sguardo apprensivo di JaeJoong fu un ennesima pugnalata la cuore.

- ..sono stanco…vorrei andare a riposare… -

Com’era di consueto in quei giorni, JunSu, puntualmente, tutte le sere e tutti i pomeriggi, si alzava da quella sedia, riponeva i piatti ancora pieni di cibo nella pattumiera e, senza dire una parola, si dirigeva verso la sua stanza o, per lo meno, quella che cedevano fosse la sua.
Gli altri membri del gruppo erano preoccupati.
Era da almeno una settimana che non mangiava e sembrava perennemente giù di morale.
Non cantava più e non suonava più.
Sembrava morto.
Poi, come sempre, YooChun, dopo circa dieci minuti, finto il suo pranzo o cena che fosse, salutava tutti e si dirigeva anch’ egli nella propria camera.

Questa, era routine di tutti i giorni.

E YunHo, non aveva nascosto i suoi pensieri al riguardo.

- …sono strani ultimamente… - sospirò guardando i posti vuoti attorno la tavolo - …entrambi… - aggiunse in fine

- …forse…sarà per via dello scandalo di JunSu… - esclamò ChangMin addentando un pezzo di pane

- …forse… -

Era strano però.
Parecchio strano.
Puntualmente, ogni giorno, entrambi se ne stavano in camera all’incirca due ore e, ancora più stranamente ogni volta che YooChun ussita, la prima cosa che faceva era quella di farsi una doccia fredda.
JunSu invece se ne stava perennemente chiuso nella sua stanza.

Anche se l’ultima volta che YunHo ci era entrato, non lo aveva trovato.





*****







- JunSu oppa!! -

Una voce femminile, decisamente allegra e frizzante, interruppe il ragazzo, durante la lettura di un libro che aveva già letto almeno tre volte.
Lui alzò il volto, e si trovò davanti quello della ragazza che lo aveva appena chiamato.
Era molto carina. Era più piccola di lui ma pareva così adulta ai suoi occhi.
Era proprio lei.

- TaeYeon… - sospirò appoggiando il libro sopra il tavolino a qualche centimetro dal piccolo divano ove si trovava.

Lei sorrise e lui contraccambiò, anche se con meno intensità.

- volevo sapere come stavi, oppa! –esclamò con dolcezza – ti vedo un po’ sciupato ultimamente… -

Se avesse avuto uno specchio, si sarebbe volentieri affacciato ad esso.
In effetti, dall’l’ultima volta che si era pesato, era dimagrito di cinque o sei chili e tutti gli facevano noto quanto fosse pallido in quel periodo.

- sto bene…non preoccuparti…tu piuttosto… - esclamò cercando di rassicurarla

- io? – disse TaeYeon con stupore

- …voglio dire…come va? Dopo la storia dello scandalo non abbiamo più avuto modo di parlare…-

La giovane parve rattristarsi, cercando di non farglielo notare. Ma lui lo sapeva. Sapeva che anche per lei non doveva essere facile.

– beh…credo che me ne tornerò a casa dai miei per un po’…sai.. con lo scandalo e tutto il resto… -

- si…ti capisco… -

- ..e tu oppa?...che farai? - chiese leggermente preoccupata

- … -

- ? -

- …credo…credo che mi riposerò… - sospirò cupo

TaeYeon però parve un po’ afflitta.
Più che altro dal modo con cui gli aveva risposto: così sconsolato.

- ..poi…continuerò con l’Asia tour suppongo... – continuò convinto

Anche se lei parve dubitare del suo effettivo stato di salute, gli sorrise ugualmente.
Presto, si sentì chiamare dalle altre sue compagne.
Lo guardò per un po’ di attimi. Effettivamente, era davvero cambiato. Sembrava aver perso la luce che aveva avuto fino a poco tempo prima. Possibile che lo scandalo fosse stato così duro per lui?
Salutò il suo “amato oppa” con rispetto e si diresse dalle altre amiche, lasciando JunSu solo ad aspettare.
Aspettare inesorabilmente che arrivasse la sera…




**






I giorni continuavano a passare.
Passavano lenti ed inesorabili, mentre l’Asia Tour che avrebbe avuto tappa a Shanghai si faceva sempre più vicino.
Giorno dopo giorno, i giornali cominciavano a dedicarsi ai nuovi fatti che accadevano nel resto del mondo, trascurando lo scandalo allegramente soprannominato dai giornalisti (e non solo) “TaeSu couple?”.
Tuttavia, la voce veniva sparsa ancora e adesso, tutti gli interessati alla vicenda aspettavano solo una conferenza stampa dei DBSK o delle Girls generation per sapere se la notizia sarebbe stata smentita oppure confermata.
Tuttavia, entrambi i gruppi sembravano non intenzionati a parlarne anzi, con la scusa che la leader TaeYeon era assente, le Girls Generation avevano deciso di sospendere per un po’ le attività.
Anche i DBSK dal canto loro, avevano non pochi problemi da risolvere.
E quello più grave riguardava JunSu e YooChun.




- ehi…ehi JunSu? Posso entrare un momento? -

JaeJoong impugnò saldamente la maniglia della porta della stanza del compagno.
Non sentì alcuna risposta ma sapeva che lui si trovava lì dentro. L’aveva visto entrare un bel po’ di ore prima.
Come al solito non aveva mangiato nulla a colazione e li aveva liquidati con un semplice “torno a dormire”.
La sera prima, ChangMin aveva costretto JunSu a pesarsi nuovamente e lo stupore nel vederlo così dimagrito lo aveva lasciato privo di parole.
Inoltre, era sempre assorto nei suoi pensieri. Pensieri che non avevano l’aria di essere piacevoli.
Quindi, con il cuore in gola per la preoccupazione, decise di entrare ugualmente.
Aprì leggermente la porta.
Dapprima non riuscì a vedere nulla. Era tutto buio.
Fece un passo in avanti, in ansia come non mai. Le finestre erano chiuse e non c’era luce che illuminava la camera.

- …JunSu? - domandò

Ovviamente, non rispose.
Avanzò nuovamente.
Sentì un piccolo gemito provenire dal letto. Sospirò sollevato.
Cercò di raggiungere i balconi per poterli spalancare, ma facendolo per poco non urtò la scrivania del ragazzo.

- scusa JunSu…ma non ti sembra il caso di alzarti?! – domandò

Detto fatto.
Apri le finestre che, si accorse, erano solo appoggiate e la luce, infine, entrò ed illuminò ogni cosa.
Un po’ d’aria fresca entrò e gli scompigliò i capelli di un nero intenso.
Era davvero una bella giornata. L’ideale per uscire.
Si voltò verso il letto dell’amico e lo trovò, girato a pancia in giù, e coperto sino alla testa.

- dai su! Che ne dici di andarci a fare un giro? Così magari ti viene un po’ di fame! – propose il moro cercando di essere più allegro possibile

Però non rispose. Ancora.
JaeJoong si avvicinò al suo letto, appoggiandogli, una volta sua portata, una mano sulla spalla.
Lo scrollò un pochino. Ma quello non si mosse.

- …JunSu? -

Sentì nuovamente un piccolo gemito.
Ma era anche più flebile del primo. Ebbe timore. Molto timore.
Lo spostò leggermente.

Ma quando le sue mani andarono accidentalmente a toccare quelle di JunSu, capì ogni cosa.


Un taglierino semi nascosto tra le coperte.
Un volto pallido, sfinito, quasi morente.
Un polso lacerato e sanguinante.
Un piccolo pezzo di carta fra le mani.
Poche parole.


“Baby i still love you”




E un pò più in basso, in piccolo


“Sorry”





**






Quando JunSu rinvenne, si trovava in una clinica privata nel cuore di Seoul.
Ci erano voluti parecchi minuti prima che si rendesse conto di dove si trovava.
La prima cosa che aveva osservato, erano stati i suoi polsi bendati da cima a fondo.
Al momento del risveglio, i suoi compagni si trovavano con lui. Tutti eccetto YooChun.
Erano spaventati e confusi. JaeJoong era ancorai n lacrime quando aveva aperto gli occhi. YunHo cercava di consolarlo mentre ChangMin guardava a vuoto.
Lo avevano abbracciato, baciato, insultato, dicendogli di non farlo più. In particolare JaeJoong, ancora tremendamente adirato.
Si riguardò i polsi. Si ricordò ogni cosa.
Si ricordò di stare male.
Abbassando lo sguardo.
Si sentiva un perfetto stupido. Era triste, era depresso. Era stanco.
Aveva chiesto perdono ai suoi compagni. In fondo, loro non si meritavano un dolore così grande. E li aveva implorati di non dire nulla della sua condizione a YooChun, pensando che il ragazzo, effettivamente non ne sapesse nulla.

- …lui lo sa… - aveva sospirato ChangMin

- è in terrazzo….non…non se la sentiva di scendere e vederti… - continuò YunHo.

JunSu sospirò pesantemente.
Aveva davvero sperato per un attimo che fosse lì, insieme a loro. Ma così non era stato.
Voleva parlargli, voleva fargli capire perché lo aveva fatto, quale terribile angoscia lo attanagliava.
E già si immaginava i giornali dei giorni a venire.
Lo scandalo TaeSu sarebbe cessato e un altro ne avrebbe preso il posto.
Non lo avrebbero mai lasciato in pace.
Il mondo a cui apparteneva era così d’altronde.
Ma lui, lui non aveva tentato di togliersi la vita per abbandonare quell’universo così duro quale era lo spettacolo.
Anzi, cantare era la cosa che più lo rendeva felice. Non sapeva nemmeno perché lo aveva fatto. Non riusciva nemmeno a credere di essere riuscito a fare un gesto del genere…proprio lui poi!.
Lui, che non era nemmeno riuscito a ribellarsi quando YooChun era arrabbiato e lo sfruttava.
Lui, che si lasciava concedere ogni volta che YooChun lo voleva.
Lui, così ciecamente innamorato da fare tutto ciò che gli ordinava.
Saltava i pasti, certo. Li saltava per lui, per YooChun.
Solitamente YooChun finiva presto di mangiare. Gli bastavano cinque minuti.
Mentre JunSu era solito ad abbuffarsi anche per una buona mezz’ora.
Però sapeva che YooChun, dopo aver pranzato o cenato, ne aveva voglia. Lo sapeva ed evitava di restare a tavola a lungo. Molte volte lo precedeva.
In fondo, era colpa sua se YooChun era così “crudele”.
Gli aveva mentito. Gli aveva detto una bugia che gli era costata cara.
In realtà, la tanto nominata TaeJu couple non esisteva. Non era mai esistita. Era solo il frutto della fantasia.
Si era arrabbiato perché nessuno era sembrato credergli. Pensava che anche i suoi compagni di una vita pensassero ad una possibile relazione con TeaYeon.
Persino YooChun.
Anche se, effettivamente non aveva mia smentito ufficialmente.
Aveva avuto paura. Paura di quello scandalo. Paura che quella storia lo compromettesse per sempre.
In effetti, alla fine lo aveva fatto davvero.
YooChun era cambiato.
E lui aveva scolato di scappare, scegliendo la via più semplice ma anche la più dolorosa.

- …voglio…vorrei…vederlo… - esclamò con un filo di voce

Gli altri lo guardarono stupiti da un desiderio del genere.

- non puoi JunSu! Non…non sei nelle condizioni adatte! – obiettò YunHo da buon leader

- non capite…io DEVO vederlo…per piacere… - continuò sollevando le coperte - ...dove si trova la terrazza? -

- … -

JaeJoong, ChangMin e il leader si guardarono un pò indecisi sul da farsi.
Tuttavia, il loro amico sembrava convinto di quello che faceva e in cuor loro speravano che magari, questa sua voglia di vedere YooChun potesse portare a qualcosa di buono.

- …ultimo piano…c’è l’ascensore davanti al corridoio… - rispose infine JaeJoong sorridendo leggermente

- ….grazie… - gli sorrise a sua volta JunSu

Era da settimane che non sorrideva.
E quello era uno dei sorrisi più caldi che avesse mai fatto.


**




Il panorama di Seoul era una cosa che YooChun non aveva mia osservato.
Non era mia salito al piano più alto di un edificio e non si era nemmeno mai messo a guardare gli altri grattacieli che giocavano a fare a gara su chi era il più alto.
Le persone, da lassù, sembravano piccole come formiche mentre il traffico che a quell’ora infestava la città sembrava non avere più importanza.
Tirava una fresca brezza, segno che l’estate ormai era alle porte.
Presto, lui e il gruppo avrebbero dovuto andare in Cina per l’Asia Tour.
Ma lui, dal canto suo, non se la sentiva.
Aveva ben altri problemi per la testa.
Ed uno di quelli, cel’aveva tra le mani.
Accartocciato malamente, un foglio bianco che gli aveva consegnato JaeJoong dopo l’arrivo alla clinica, lo aveva letteralmente lasciato senza parole.
Era un foglio scritto da JunSu. Poche lettere, ma con un grande significato.
Ora, quel giovane ragazzo, magari stava lottando per vivere.
O magari stava pregando per poter morire.
In ogni caso, il responsabile era lui.
Lui, che quel girono, come tutti gli altri, lo stava aspettando in camera sua.
Lui che ogni volta era crudele con JunSu, che lo faceva soffrire.
Lui, così ciecamente innamorato da perdere la testa e la ragione ogni volta.
Da quando aveva saputo di ciò che poteva esserci tra JunSu e TaeYeon si era subito lasciato prendere dal panico.
Aveva avuto paura che JunSu amasse davvero quella ragazza., che lo avesse rimpiazzato con lei.
E per un po’, lo aveva anche creduto. Aveva creduto ai media. Aveva creduto a tutti tranne che all’effettivo pensiero dell’amico.
Lo aveva trattato male, spesso deriso. Lo aveva usato come un oggetto.
Per colpa sua aveva perso la luce negli occhi.
Per colpa sua si era ammalato.
Per colpa sua aveva voluto morire.
Colto quasi da un improvviso mancamento, cercò di riorganizzare quel foglio che aveva tenuto in mano per tutto quel tempo.
Lo ripiegò per bene e lo rilesse lentamente.

“Baby I still love you”

Sospirò.
La prima cosa che gli venne alla mente fu quando aveva costretto JunSu a fare l’amore. Quella volta in cui gli aveva ordinato di cantare.
Lui aveva scelto Rainy Night.
Fino ad allora non aveva capito il perché lo avesse fatto. Ora invece, gli era tutto più chiaro.
L’aveva scelta per lui.
Per il suo amore.
L’avevano scritta e composta insieme. Quella canzone conteneva l’anima di entrambi.
Con quelle parole JunSu aveva voluto fargli capire che lo amava. che lo amava ancora nonostante tutto.
Non lo aveva mai lasciato, mai, per nessuno.
E lui non gli aveva creduto.
E gli aveva solo causato sofferenza.
Bello stupido che era stato!.
Strinse nuovamente per pezzo di carta.

- …baby i still love you… - sospirò con voce tremante


- …RAINY MY HEART mou yamanai namida wa TONIGHT… -

Sentì all’improvviso quella dolce melodia. Quella melodia gentile e quella voce angelica che l’accompagnava.

-…kimi ga saigo ni…. nokoshita hakanae wasure mono no youni… I MISS YOU… -

Si voltò.
Non potette farne a meno.
Si voltò verso colui che aveva intonato quelle tristi ma dolci parole.
E, senza preavviso, alla sua vista, sentì che ben presto le lacrime avrebbero solcato le sue guance.

- …JunSu… - esclamò con voce rotta

- … -

Lui era in piedi. Un po’ goffamente avanzava verso di lui.
Aveva un volto misto tra tristezza e stupore di vedere YooChun così pensieroso.
La prima cosa che i compagno notò, furono le bende alle braccia.
E si rattristò ancora di più.
JunSu tuttavia sembrava non farci caso.
Gli arrivò, piano, incontro, senza esitare. Anche YooChun fece qualche passo avanti.
Finche, non si trovarono uno di fronte all’altro.
Avevano così tanto da dirsi…

- …ciao…YooChun… - sospirò tristemente JunSu

- …c…ciao… - balbettò mortificato

- … -

Non trovavano parole. Nemmeno in quel momento.
Fu solo un leggero “scusa” da parte di JunSu che cambiò le cose.

- …sono…sono stato un perfetto idiota..JunSu… - ammise YooChun in seguito

- … -

- …non avevo capito niente… -

- … -

- ti ho ferito…e…e… -

Ma non riuscì a concludere il suo discorso auto punitivo, che JunSu con un dito appoggiato alle labbra, lo fece tacere.

- sono io che ti ho lasciato nell’insicurezza…YooChun… - sospirò - ….non ti ho mai dato veramente una risposta… -

- non avrei dovuto trattarti in quel modo orribile!! – lo bloccò YooChun prendendolo per le braccia.

- ti ho usato come un oggetto…è per colpa mia se ti sei ammalato…è colpa mia…se tu…tu hai… -

Non riuscì a dire altro.
Si bloccò proprio prima di pronunciare quelle parole.
JunSu lo capì. e se ne rattristò. Era stato davvero stupido anche lui.
Gli prese le mai e le portò al proprio petto, facendolo sussultare al contatto con le bende che le circondavano.

- …io…sono solo un debole… - disse - …non …non ho pensato a te.. ai nostri compagni…solo a me stesso… -

- … -

- tu sei buono YooChun! Ed io lo so! -

- …JunSu… -

Lui sorrise lievemente. Ma era un sorriso sincero, molto sincero.

- ..non è ancora arrivata l’ora di morire… - sospirò - ..perchè non voglio perdere ciò che ho di più caro… -

- …JunSu…io… -

- sssshhhtttt…lo senti? –

-…cosa? –

- il mio cuore che batte per te! –

- … -

- abbracciami. Abbracciami forte, ti prego! – gli chiese speranzoso

Non ebbe il coraggio di rispondere. Perché non ci credeva nemmeno.
Accolse la richiesta, fischiando la melodia di quella canzone così dannatamente soave.
Lo cinse attorno alle sue forti braccia. JunSu appoggiò la propria testa la suo petto, sentendo i battiti del suo cuore impazzito di gioia e di incredulità.
Il giovane cominciò a canticchiare Rainy Night in silenzio, accompagnato dal fischiare di YooChun.
Quella d’altronde, era la loro canzone.
Ed aveva un grande valore per loro.


ima mo kimi ga suki dayo wasurerarenai
omoide no naka dake ikiteru
kono omoi FOREVER yama nai ame ga
boku no kokoro dake kagiri naku nurashitemo

I can't say goodbye because I love you....




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Dopo quel fatto, lo scandalo TaeSu sarebbe finalmente cessato.
Infatti, tre settimane dopo, TaeYeon indette una conferenza stampa durante la quale avrebbe smentito ogni possibile legame con Xiah JunSu.
I giornali, si sarebbero concentrati su altro, e nessuno avrebbe più parlato “pubblicamente” della faccenda.

I DBSK spostarono la data di Shanghai di qualche settimana a causa dell’incidente di JunSu.
Le Girls Generation ripresero le proprie attività di preparazione al Dream Concert

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