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Fate attenzione alle indicazioni che riporterò qua sotto!!!
(le storie che vengono postate, anche se spinte, non sono reali e nessuno è obbligato a leggerle quindi se deciderete di farlo e ne rimarrete sconvolti gli amministratori del blog non ne avranno nessuna colpa in quanto hanno avvisato i lettori)

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Tratta/Fandom: i protagonisti della storia e le rispettive coppie se d'amore.

Tipo/Genre: tipo di Fanfiction, i tipi sono molto semplici e tutti possono capire senza quei PG-NG bla bla che io personalmente trovo molto incasinati^^

Crack (ironico quasi demenziale^^)
Natural (semplice, per tutti i lettori)
Natural Love (amore semplice, per tutti i lettori)
Yaoi (amore omosessuale (tra due uomini))
Yuri (amore omosessuale (tra due donne))
Sad (triste, dedicata a tutti ma strappalacrime)
ecc...(in costruzione)

ogni tipo di fic avrà a lato una descrizione

(scene semplici, contenuti normali) Storia adatta a tutti, ma attenzione al Tipo di storia (per esempio una Yaoi o Yuri anche se adatta a tutte potrebbe comunque avere scene di baci o altro che non tutti gradiscono)

(scene esplicite, contenuti espliciti) adatta ad un pubblico adulto o consapevo che la storia avrà delle parti esplicite e non adatti a tutti.

(scese esplicite, contenuti molto espliciti) adatta ad un pubblico adulto o consapevole che quello che leggerà avrà sicuramente scene forti e non adatte a tutti.

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grazie per l'attenzione e buona lettura
Masayume e Marieluna

FANFICTION FANTASY

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Qui potrete trovate tutte le vostre storie preferite, romantiche, d'azione, piene d'amore,
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Inoltre chiunque voglia publicare la sua fanfiction può farlo mandandomi un e-mail,
verranno inseriti i credits opportuni.
Spero che questo nuovo blog vi piaccia e possiate divertivi.
baci

Masayume

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tutte le storie sono frutto della fantasia delle scrittrici / scrittori, quindi non contengono fatti realmente accaduti a parte diverse descrizioni delle stesse autrici/autori.
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Masayume e Marieluna

mercoledì 10 febbraio 2010

Eternity


Autrice: Merill
Tratta: Super Junior
Tipo: Love Yaoi (scene semplici, contenuti normali)



Capitolo I


La pioggia cade sui miei occhi chiusi e bagna i miei capelli. Intorno a me, tutto sembra essersi bloccato, come il mio cuore. Cosa mi succede? Perché sono così? I clacson delle macchine sembrano non poter sfiorare le mie orecchie. Nella mia testa vi è solo un nome. Che si ripete di nuovo, di nuovo, di nuovo.
Porto le mie mani alla testa comprimendola, quasi volendo cacciare in quel modo infantile i miei pensieri.
Basta, smettila, sei un prepotente. I miei ragionamenti sfiorano l’incoerenza.
Dei passi, una mano leggera percorre la mia schiena povocandomi i brividi, un respiro lento e caldo sul mio collo bagnato. Spalanco gli occhi.

Guardo il programma di questa giornata: è colmo di impegni. Sorrido, per me è un onore. Sfogliando distrattamente dei documenti che ho trovato sulla scrivania, cammino in direzione del camerino. Tutti gli altri stanno navigando in internet dal computer portatile di Siwon. Mi avvicino a loro e mentre osservo l’homepage di Heechul, snocciolo distrattamente gli impegni della giornata.
Gli altri accennano dei lamenti disinteressati, troppo occupati nel commentare la nuova foto di Heechul mezzo nudo col povero Heebum.
Sorrido felice di vederli così allegri e mi allontano, soddisfatto di essere riuscito a dir loro il programma senza ricevere alcuna protesta. Salgo gli scalini del palco sul quale a breve cominceremo a fare le prove per il concerto di stasera. E’ enorme e io non posso fare altro che rimanere incantato e allo stesso tempo commosso. Riesco già ad immaginare tutti quei palloncini e quei lightstick blu che si muovono a ritmo con la nostra musica. Mi vengono le lacrime agli occhi.. sono diventato troppo sensibile!
-E’ stupendo…-
Mi volto di scatto e vedo salire sul palco Kangin con due microfoni in mano. A quanto pare, qualcuno di loro mi stava ascoltando. Il mio cuore inizia a battere più veloce. Lo ignoro, come ormai faccio da un po’. Lui mi raggiunge in silenzio, sorridendomi, e mi porge uno dei due microfoni.
-Canteresti con me Eternity dei Fly to the Sky?-
Gli sorrido. In questo periodo ci siamo innamorati entrambi di questa canzone e cerchiamo di cantarla in ogni momento libero che abbiamo. Annuisco e avvicino il microfono alle labbra. Lui mi fissa immobile ancora per qualche secondo, poi alza anche lui il microfono e inizia a canticchiare dolcemente la melodia.

Everyday that passed by,
You are still the only one inside my heart
Sparkles in your smile,
I can see heaven when I look into your eyes


Un brivido mi percorre la schiena. Mi sento felice, è così bello cantare questa canzone così dolce e sentire la dolce voce di Kangin che la canta insieme a me. Riapro lentamente gli occhi e guardo nella sua direzione e con stupore scopro che anche lui mi sta guardando, con un bellissimo sorriso sul volto. Il mio cuore va di nuovo a mille. Zitto, smettila, calmati. Non c’è niente per cui agitarsi tanto, è solo Kangin che mi sorride.
-Ma che fate?-
Ecco la mandria che sale sul palco, chiassosa come al solito.
Arrossisco e vorrei scomparire. Ora che rispondo? Kangin ride divertito.
-Riscaldiamo la voce, cosa che dovreste fare anche voi al posto di ascoltare le lodi che Heechul si tesse da solo!-
Tutti ridono e si posizionano al loro posto.
-Vai iniziamo le prove. La prima performance è Don’t Don.-
La musica inizia e tutto sembra tornare alla routine quotidiana. Il mio cuore si è finalmente calmato.


Capitolo II


Piove a dirotto. Sono seduto sul davanzale della finestra con il capo appoggiato al vetro freddo. Sono di cattivo umore perché temo che il concerto di stasera sarà rovinato.
Chiudo gli occhi e cerco di rilassarmi un po’ e di pensare ad altro. Ma presto sento dei singhiozzi provenire dalla camera di fianco alla mia. Con gli occhi ancora serrati, sospiro sconsolato. A quanto pare qualcuno degli altri non è più felice di me. Mi alzo e mi dirigo verso la camera di Yesung, perché è da lì che sento i singhiozzi provenire. Busso delicatamente alla porta chiusa. Dall’interno, non sento provenire alcuna risposta. Abbasso un attimo gli occhi rassegnato, poi decido di entrare comunque.
Yesung è seduto sul suo letto con le ginocchia strette al petto. Sentendomi entrare mi guarda con i suoi occhi pieni di lacrime. Gli sorrido. Non ne ho alcuna voglia, ma la mia espressione di compatimento non può che peggiorare le cose.
-Cosa c’è Teukie?- mi chiede con voce sottile, mentre volta nuovamente lo sguardo verso la finestra.
-Cosa c’è Yesung?- lo imito avvicinandomi e sedendomi accanto a lui sul letto.
-Non ce la faccio più. La routine mi ha stancato. Voglio vedere i miei genitori e i miei amici. Mi sento solo.-
Nuove lacrime calde inondano il suo pallido viso. Mi sforzo di sorridere sembrando sincero. In realtà posso capirlo benissimo, perché provo le stesse cose.
-Yesung, tutto ciò ti sembra inutile in questo momento, ma tu immagina. Stasera saremo lì sul quel palco grandioso, tutto per noi. Quattordicimila persone riempiranno i posti di fronte a noi. Tutti grideranno, canteranno, piangeranno. E oltre quei quattordicimila, ci saranno altrettanti fan più o meno vicini che faranno lo stesso. Tutto solo per noi. Non ti sembra un miracolo?-
Yesung sorride seguendo il mio ragionamento. Bene, ci sono riuscito. Lo abbraccio stretto e anche i miei occhi si colmano di calde lacrime, ma faccio di tutto per fermarle. Non mi serve a niente lasciarmi andare ora. Non riuscirei mai a consolarlo così.
-E oltre a quelle migliaia di fan, ci siamo noi, che ti siamo sempre vicini e ti vogliamo bene. Tu non sei mai solo.-
Yesung piange di nuovo, ma questa volta commosso dalle mie parole. Mi abbraccia più stretto.
-Leeteuk, sei il miglior leader del mondo.-

Uscendo dalla stanza di Yesung chiudo dolcemente la porta dietro di me. Voltandomi per tornare in camera vedo Kangin appoggiato al muro che mi guarda. Non lo avevo notato prima!
-Ehm.. ciao Kangin. Cosa c’è?- gli domando sorpreso dal suo comportamento.
-Leeteuk come fai? Anche tu stai male per gli stessi motivi, ma trovi la forza e le parole giuste per consolare gli altri. Quando si tratta di te, invece, preferisci tenere tutto dentro e nasconderlo senza permettere agli altri di consolarti..-
-Ehm Kangin, ma che dici? Non è così…-
Lui chiude gli occhi, evidentemente infastidito dalla mia risposta evasiva. Mi si avvicina lentamente. Stranamente impaurito mi allontano fino a finire con le spalle al muro. Lui mi raggiunge e si appoggia al muro con una mano. Forse si aspettava già la mia reazione. Ora è molto vicino a me e il cuore mi fa quasi male, per quanto batte forte nel petto. Sento il suo respiro caldo sul mio viso, sulle mie labbra. Per un attimo ho quasi il timore che voglia baciarmi per quanto è vicino. Poi succede qualcosa che non mi sarei mai aspettato. Kangin mi guarda negli occhi e due lacrime gli percorrono veloci e improvvise il volto liscio. Io rimango a bocca aperta.
-Leeteuk, io non voglio che tu soffra da solo senza che io possa aiutarti in alcun modo. Odio vedere quel tuo sorriso triste, odio vedere i tuoi occhi velati dal troppo nascondere le tue paure, odio sentirti piangere le notti in cui non sai più come gestire le cose e vorresti non aver mai scelto questa strada.-
Tace un attimo. Sono senza parole. Come fa a sapere queste cose di me. A quanto pare non sono stato abbastanza bravo nel nasconderle. No no, aspetta. Lui mi sta chiedendo di fare il contrario. Forse mi sto sbagliando. La mia mente è nel più completo caos. Le parole di Kangin mi hanno colto alla sprovvista. Lo guardo negli occhi. Lui è ancora lì, così vicino a me.
-Ti prego. Ti prego Leeteuk. Non tenerti più tutto dentro. Non soffrire da solo. Io sono sempre pronto ad ascoltarti e tu lo sai. Per favore.-
Detto ciò mi guarda ancora negli occhi per qualche secondo, poi si allontana. Rimango immobile senza sapere cosa fare. Le parole di Kangin mi hanno davvero confuso.

Dopo un po’ vado nella mia stanza. Prendo l’mp3 e torno a sedermi sul davanzale. Scorro velocemente le canzoni. Eccola, quella che cercavo. Alzo il volume e la musica invade le mie orecchie.

No one else can make me feel the way you do
Deep inside my soul,
There is no life without you I can promise you,
You'll never be alone


Kangin lo ha detto per il mio bene. Ci tiene molto a me. Sorrido e guardo fuori dalla finestra. Il mio umore è cambiato di molto rispetto a poco prima. Non vedo l’ora che arrivi stasera.

Sono le otto e mezza di sera. Il palco è buio e le urla dei fan chiedono che il concerto inizi presto.
Noi tredici siamo tutti in fibrillazione. C’è chi canticchia, chi mangia qualcosa, chi si allena, chi… bè c’è un po’ di tutto. Quando si è tredici ce n’è di scelta.
-Si va in scena.-
Noi ci guardiamo, ci mettiamo in qualcosa che può essere lontanamente assimilato ad un cerchio e riuniamo le mani al centro. Tocca a me.
-Faremo del nostro meglio. Distruggiamo quel palco ragazzi! Vai, vai! Super Juni…-
- O-R, Fighting!-
Contenti, cominciamo a salire sul palco e gli urli delle fan eccitate riempiono le nostre orecchie. Esito un attimo prima di salire anche io. Kangin nota il mio turbamento, mi sorride e mi prende per mano trascinandomi sul palco. Inutile dire che quel monotono del mio cuore impazzisce nel petto.
Poi iniziamo a cantare. Le nostre voci si fondono con i cori delle fan. I nostri corpi sembrano muoversi da soli. Chiudo gli occhi e assaporo appieno l’emozione che pervade e unisce i nostri cuori e quelli delle fan. Ora sembriamo tante stelle che racchiudono un’unica frase. Noi non siamo soli.


Capitolo III


Sono le tre di notte. Siamo tornati poco fa dal luogo dove si è tenuto il concerto. Sono disteso sul letto della mia camera e guardo il soffitto. Come al solito c’è la fila davanti al bagno per poter fare la doccia.
Io sono pigro, amo rimanere tanto tempo sotto il getto d’acqua a pensare e magari a canticchiare un po’, perciò preferisco farla per ultimo.
Sono felice. Il concerto è andato meravigliosamente e abbiamo ricevuto i complimenti dal manager e dai tecnici. “Come eravamo sexy stasera!”, scherzo tra me e me. Ultimamente lo dico sempre e anche le fan me lo hanno fatto notare. Rido divertito.
Ecco ora rido anche da solo. Sorrido e torno silenzioso. L’appartamento è nel più completo silenzio, segno che tutti sono tornati nelle proprie camere per dormire.
Mi alzo, prendo l’accappatoio e mi dirigo verso il bagno. Sbadiglio assonnato e con gli occhi ancora socchiusi apro la porta. Quegli stessi occhi per poco non mi escono dalle orbite davanti alla scena che mi si presenta.
Dinanzi a me si staglia la figura di Kangin, completamente nudo. Lui mi guarda stupito, senza sembrare preoccupato. Bè in fondo siamo due maschi, non dovrebbero esserci problemi! Ma allora perché io sono rimasto immobile con la bocca aperta?
Mi sento arrossire quasi dalla testa ai piedi e mi sembra che il mio corpo possa prendere fuoco da un momento all’altro.
-Ehm.. ehm scusami! Pensavo.. Pensavo non ci fosse nessuno! Torno tra poco!-
Senza aspettare risposta esco e richiudo in fretta la porta. Mi siedo lentamente sul pavimento appoggiando le spalle al muro e chiudo gli occhi. La mia mente è così confusa che non riesco a cogliere nemmeno un filo logico nei contorti ragionamenti che involontariamente sta facendo. Teukie, calmati, calmati, calmati. Non è successo niente. Sospiro. Accidenti.
La porta si apre e Kangin esce, stavolta con il suo pigiama indosso.
-Che fai a terra?-
Ecco. Domanda logica, dovevo aspettarmela infondo. Sto dormicchiando un po’. Oddio che stupidaggine, persino io me ne rendo conto, nonostante la mia mente sembra la strada principale di New York all’ora di punta, per quanto è nel caos.
-Niente, aspettavo uscissi.-
Si, questa risposta è già più logica. Kangin mi osserva dubbioso per qualche secondo. Io distolgo lo sguardo, troppo imbarazzato. Lui sospira e mi tende la mano per aiutarmi ad alzarmi. Io la afferro e lo ringrazio.
-Teukie, mi raccomando vai presto a dormire.- scherza per alleggerire un po’ la tensione fra di noi, -Buonanotte.-
Detto ciò, mi scompiglia i capelli con la mano, sorridendomi, poi si allontana.
Io lo seguo con lo sguardo finché non scompare nella sua stanza.
Raccolgo l’accappatoio, che durante la conversazione mi è caduto, ed entro. Nel bagno aleggia ancora il profumo di Kangin. Cerco di ignorarlo, mi spoglio e mi infilo sotto il getto d’acqua della doccia.
Sotto l’acqua calda, il mio corpo sembra riacquistare la stabilità perduta. Il cuore si è calmato. Cavolo, avrò qualche problema cardiaco, devo fare una visita dal medico, il mio cuore si agita per un nonnulla.
“Leeteuk, tu hai qualcosa che non va” penso. Questi giorni sono sempre più strano e non mi capisco.
Kangin ha qualcosa che mi fa emozionare. Quando lui è vicino a me, io mi sento stranamente bene. Poi poco fa, vedendolo…! Ehi calmati, calmati. Stai sragionando. Kangin per te è solo un caro amico.
O no?
Potrebbe essere questo… Amore?
Ma lui è un uomo, io sarei…
Un brivido mi percorre la schiena. Ho paura di essere diverso. Ho paura di sbagliare. Ho paura di essere allontanato. O forse… ho solo paura di amare davvero?

Tornando nella mia camera passo davanti alla stanza di Kangin. La porta è aperta e posso vedere bene lui che dorme profondamente. E’ così bello…
Basta , ho capito. Devo accettare la realtà. Mi sono innamorato di Kangin. Osservo la sua espressione dolce. Chissà cosa sta sognando. Sorrido. Si lo amo, ma mi vergogno troppo a rivelarlo… forse lui non lo saprà mai.

Sono le due di notte. Sono in macchina e sto tornando a casa dopo una registrazione. Durante questa giornata sono stato sempre fuori casa, per registrare dei programmi da solo.
Guardo fuori dal finestrino. Chissà come stanno gli altri? Chissà come sta…
Improvvisamente un’auto che sta viaggiando nel senso opposto, esce dalla sua corsia e viene velocemente nella nostra direzione. Rimango immobile senza rendermi conto della situazione. Avviene tutto nel giro di qualche secondo: l’autista frena ma l’altra auto continua inesorabilmente la sua corsa verso di noi.
In un attimo io non sono più seduto al mio posto, ma sono stato sbalzato fuori dalla macchina.
Sono sull’asfalto ruvido. Mi gira la testa.
No, non ora. Se io muoio…
Lui non saprà mai… Lui non saprà mai.. quanto io lo amo…
Ti prego.. Non ora… Io voglio stare con lui… Non ora…
Poi la vista si annebbia e tutto diventa buio.


Capitolo IV


-Kangin, Kangin!-
Grugnisco annoiato. Sto dormendo, non vedete? Sapete già che mi arrabbio se qualcuno mi sveglia presto al mattino senza motivo.
-Kangin, per favore svegliati, è importante!-
Ecco, ora sono veramente infuriato. Cosa mai può essere così importante da svegliarmi alle sette di mattina? Apro svogliatamente gli occhi e vedo Eunhyuk con le lacrime agli occhi davanti a me. Ah, che noia. Qualcuno degli altri gli avrà fatto uno scherzo e questa è la sua solita reazione. Chiudo gli occhi e mi giro dall’altro lato. Ho sonno. Il resto aspettasse.
-Kangin, per favore, ascoltami. E’ successa una brutta cosa. Leeteuk…-
Spalanco gli occhi e mi metto immediatamente a sedere sul letto. Il sonno sembra essere scomparso completamente. Appoggio le mani sulle spalle di Eunhyuk, per incoraggiarlo a continuare velocemente ciò che ha da dire.
-Cosa? Cosa è successo a Leeteuk?-
-Lui.. ha fatto un incidente automobilistico.-
Mi si blocca il respiro e la mia bocca sembra essersi improvvisamente prosciugata. Cerco di parlare ma non ci riesco.
-Lui… è in coma.-
Il mondo sembra crollarmi addosso. Non è possibile… Perché?!
-Quando è successo? Come?-
-Verso le due di stanotte. Hanno avuto uno scontro frontale.-
Respiro piano, cercando di mantenere la calma. E se fosse uno scherzo? Di cattivo gusto, ma sempre uno scherzo? Forse vogliono solo prendermi in giro!
Mi alzo in fretta dal letto, lasciando Eunhyuk lì e vado in cucina.
Sungmin, Donghae e Siwon stanno guardando la televisione e avvicinandomi vedo che anche loro hanno le lacrime agli occhi. Questo scherzo lo hanno architettato proprio bene! Mi faccio spazio tra loro, per vedere cosa stanno guardando in tv. Appena ci riesco, il mio corpo sembra essere trafitto da migliaia di pugnalate contemporaneamente.
-Questa notte, alle due, c’è stato un incidente automobilistico in cui è stato coinvolto il leader dei Super Junior, Leeteuk. Un’automobile che percorreva la corsia opposta, ha sbandato e si è scontrata contro quella dove si trovava il cantante. Leeteuk è stato sbalzato fuori dall’auto a causa del forte impatto. Le sue condizioni sono gravi, è in coma ed è ricoverato in prognosi riservata. L’autista è illeso, ma è sotto shock.-
Le immagini mostrano l’auto, con il nome dei Super Junior, distrutta e poi, di sfuggita, Leeteuk che viene portato all’interno dell’ospedale.
No. E’ tutto vero. Non è uno scherzo.
La tv viene spenta e nell’appartamento cala il silenzio più assoluto. Nessuno ha il coraggio di parlare.
La mia mente sembra non saper formulare pensieri, anzi, sembra urli per la disperazione.
-Andiamo in ospedale- afferma Siwon alzandosi.
Tutti acconsentono e si affrettano a prepararsi per andar via.
Anche io vado nella mia stanza. Ogni azione che faccio sembra essere automatica. Non riesco ancora a ragionare. Sono troppo scosso da questa bruttissima notizia.

Arriviamo all’ospedale alle nove. Alcuni fotografi insensibili sono posizionati all’ingresso, pronti a scattare foto inopportune. Il dolore di una persona non è una cosa bella da mostrare al mondo.
Noi entriamo in fretta con il capo abbassato , sotto la pioggia di flash.
Il mio stomaco è soffocato da una morsa. Forse sono troppo agitato. Percorrendo quei corridoi candidi e asettici, sento crescere dentro di me un senso di ansia e paura. Si, paura. Paura di vedere Leeteuk in cattive condizioni.
Poi arriviamo.
-In questa stanza può entrare massimo una persona alla volta- ci informa l’infermiera.
C’è una porta bianca con una finestrella in cima. Dentro quella stanza c’è lui. Lo vedo ogni giorno, ma oggi sarà differente. Entro per primo.
Davanti a me c’è un letto su cui giace Leeteuk. E’ pallidissimo ed è collegato a molti fili e macchine.
Vorrei urlare, staccare tutte quelle cose. Leeteuk, tu sei sempre forte e allegro. Come puoi startene in quel letto a dormire così profondamente?
Mi gira la testa e ho la vista annebbiata. No, non posso rimanere in questa stanza un secondo di più. Esco fuori e senza parlare mi siedo su una delle sedie di fronte alla camera.
Gli altri entrano ad uno ad uno nella stanza e ne escono puntualmente sconvolti.
Chiamo il manager e gli dico di annullare tutti i miei programmi.
-Perché?- mi chiede distrattamente. Anche lui è scosso dalla situazione.
-Non lo lascio solo. Io rimango qui con lui.-

Sono le otto di mattina. Ho trascorso la notte insonne, seduto su questa sedia. Gli altri sono dovuti andar via. Sorseggio lentamente un caffè che ho comprato poco fa.
Si avvicina un medico ed io gli vado incontro preoccupato.
-Come sta Leeteuk?-
-Il suo organismo si sta riprendendo. Ora tutto dipende dalla sua forza di vivere. Deve combattere la morte.-
Ascolto queste parole in silenzio ed annuisco distrattamente. Devo farlo. Devo rivederlo e parlargli.
Saluto il dottore ed entro nella camera. E’ la seconda volta che lo vedo, ma mi provoca lo stesso effetto della prima volta. Leeteuk è sempre lì, immobile.
Mi avvicino di più a lui. La testa mi gira ma la ignoro. Ora sono qui, accanto a lui. Le sue braccia sono ferite e il suo viso è deturpato da qualche graffio. Nonostante ciò mantiene la sua delicata bellezza. Il suo corpo, così pieno di vita di solito, ora giace inerme e immobile in questo letto.
Ora, solo ora da quando ho saputo la brutta notizia, lascio spazio alle lacrime che finora non avevo avuto coraggio di fare cadere. Gli accarezzo dolcemente una guancia.
I suoni elettrici emessi dalle macchine sono regolari e inesorabili. Sembra vogliano fargli del male al posto di aiutarlo scandendo il tempo minuziosamente.
Prendo la sua mano fredda e pallida fra le mie e mi inginocchio di fianco a lui, in modo da trovarmi alla sua altezza.
-Leeteuk. Non pensavo che questa cosa sarebbe mai successa. O almeno non credevo succedesse in questo modo. Ieri mattina, quando ho saputo del tuo incidente, inizialmente non volevo crederci. Tu così pieno di vita, così felice, così solare eri finito in coma e la tua vita era a rischio. Io voglio essere sincero con te, Leeteuk, avrei voluto parlare con te di questa cosa in un momento migliore, ma la mia vigliaccheria e la mia paura non me l’hanno permesso. Solo ora, che tu sei tra la vita e la morte, mi rendo conto di che grande errore ho commesso. Se ti avessi parlato prima, ora tu sapresti già dei miei sentimenti e magari saresti al mio fianco. Leeteuk… Io ti amo. Oramai l’ho scoperto da un po’, ma avevo paura di rivelarlo. Quando ti vedo, io mi sento stranamente bene e mi sembra che tutti i miei problemi non esistano più. Quante volte volevo stringerti a me, ma ho dovuto far finta di niente. Quante volte avevo voglia che quel sorriso così dolce e confortevole fosse rivolto solo a me, a me soltanto. Leeteuk, ti prego, non mi lasciare qui da solo. Io ho bisogno di te. Accidenti…-
Mi fermo un attimo mentre le lacrime scorrono veloci sul mio volto e mi mordo il labbro. Lo guardo rimanendo in silenzio per qualche secondo.
-Leeteuk ti prego. Rimani qui per me. Io ti amo con tutto me stesso. Ti prego non mi lasciare solo.-
Mi interrompo di nuovo. Ormai i sentimenti hanno preso il sopravvento su di me e non riesco a controllarli. Gli accarezzo il volto un’altra volta. Poi esco velocemente fuori dalla stanza. Ho bisogno di aria, mi sento soffocare.

La pioggia cade sui miei occhi chiusi e bagna i miei capelli. Intorno a me, tutto sembra essersi bloccato, come il mio cuore. Cosa mi succede? Perché sono così? I clacson delle macchine sembrano non poter sfiorare le mie orecchie. Nella mia testa vi è solo un nome. Che si ripete di nuovo, di nuovo, di nuovo.
Porto le mie mani alla testa comprimendola, quasi volendo cacciare in quel modo infantile i miei pensieri.
Basta, smettila, sei un prepotente. I miei ragionamenti sfiorano l’incoerenza.
A poco a poco la pioggia diminuisce, fino a terminare completamente. Sono ancora seduto su un muretto vicino all’ospedale, con gli occhi chiusi. Non ho quasi il coraggio di aprirli.
Dei passi, una mano leggera percorre la mia schiena povocandomi i brividi, un respiro lento e caldo sul mio collo bagnato. Spalanco gli occhi.
Conosco questo tocco. Non è possibile. Mi giro lentamente. Davanti a me c’è Leeteuk.
E’ in piedi anche se trema, forse per lo sforzo eccessivo. Dal braccio destro, nel quale era inserito l’ago della flebo, esce una goccia di sangue. Gli occhi mi si sono nuovamente riempiti di lacrime. Lui, anche se così debole, ha staccato i fili che lo collegavano alle macchine per venire da me.
-Cosa ci fai qui?-
Lui cerca di parlare ma barcolla. Subito lo sorreggo e lo aiuto a sedersi accanto a me. Lui sorride anche se ciò sembra provocargli dolore. Gli accarezzo dolcemente il volto pallido.
-I… io sono vivo. Kangin… sono qui per te…- balbetta.
Oddio mi ha ascoltato. Lui ha ascoltato tutte le mie parole e ora sa di me e dei miei sentimenti. Arrossisco e cerco di sorridergli nonostante sia molto imbarazzato.
-Scusa Leeteuk, non voglio che le mie parole ti turbino. Io avevo solo timore di non avere mai più la possibilità di rivelarti i miei sentimenti. Ora li sai, ma se tutto ciò ti sembra assurdo e vergognoso, ignoralo. Per me l’importante è che tu rimanga sempre al mio fianco. Non lasciarmi mai solo, per favore.-
Stupide lacrime. Continuano a scendere imperterrite. Inoltre la vista di Leeteuk ferito e debole sicuramente non aiuta.
-Kangin… Io non ti lascerò mai solo. I tuoi sentimenti verso di me, mi rendono molto felice…- si interrompe un attimo, facendo grande fatica per deglutire.
Ho una fitta al cuore nel vederlo ridotto così.
-Io, Kangin, ho capito una cosa. Io… Io ti amo.-
Si interrompe nuovamente e tossisce, poi si sforza di guardarmi negli occhi. Sono rimasto a bocca aperta. Leeteuk prova…
Pensaci, Kangin. Leeteuk, colui che ami, ricambia i tuoi sentimenti. Lo guardo attentamente. Continua a sorridere, ma mi sembra stanchissimo: sicuramente si sta sforzando molto.
Lo abbraccio per sorreggerlo. Mi sento così bene tenendo stretto a me il suo fragile corpo. Sento che così posso proteggerlo .
Ascoltando il suo respiro regolare, mi sento rassicurato. Lui è qui, non mi ha lasciato solo. Ha sconfitto la morte per rimanere al mio fianco.
-Kangin… Vorrei rimanere così abbracciato a te per sempre.-
Respiro piano, troppo emozionato e commosso dalle sue parole.-
-Allora non lasciarmi andare e continua a tenermi stretto in questo modo, così niente ci potrà mai separare. Niente, neanche la morte.-

If anything could last all time,
It's way I feel about you
Time will change almost everything surrounding us in life
But we will last for all time



Fine

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